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Rapina alla banca a Fonte Nuova: tre arresti

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I carabinieri della compagnia di Monterotondo hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto tre pregiudicati, due romani di 27 anni e 58 anni residenti nel quartiere Tiburtino III, e un cittadino algerino di 37 anni, domiciliato in un campo nomadi della Capitale, ritenuti responsabili della rapina messa a segno lo scorso 19 marzo nella Banca Credito Cooperativo di Fonte Nuova. I tre erano entrati nella filiale armati di taglierino riuscendo a trafugare un bottino di 16mila euro, fuggendo a bordo di un motociclo. Le indagini scattate subito dopo i fatti, avvalorate dalle attività di repertamento delle tracce lasciate dai banditi, dalla visione dei filmati dell’impianto di videosorveglianza della banca, nonchè dall’analisi del modus operandi dei malviventi, hanno consentito ai Carabinieri di rintracciare, poco dopo, la moto utilizzata per la fuga, risultata rubata, e di riconoscere uno dei due italiani autori della rapina. I successivi accertamenti tecnici, eseguiti sulle impronte digitali lasciate sulla scena del crimine e sul motociclo, hanno permesso di risalire all’identità dell’algerino. Dall’attenta analisi dei filmati ripresi dalle telecamere di altri esercizi commerciali della zona i Carabinieri hanno potuto individuare anche un’autovettura, dalla quale i due rapinatori, poco prima del colpo, sono scesi dai posti dei passeggeri. L’auto, che non era oggetto di furto, è risultata essere intestata al 58enne romano, gravato da numerosi precedenti penali. L’insieme degli elementi raccolti ha fatto scattare le perquisizioni: nell’autovettura del 58enne, i militari hanno rinvenuto due banconote di piccolo taglio i cui numeri seriali coincidevano con quelle sottratte all’istituto di credito. Sempre nell’auto, è stato trovato un paio di occhiali da sole, utilizzati dal più giovane dei rapinatori per nascondere il viso durante la rapina. A casa di quest’ultimo, poi, sono stati recuperati gli abiti che aveva indossato per mettere a segno il colpo. Scovato anche il cittadino algerino, i carabinieri hanno accompagnato tutti in caserma: vistisi ormai scoperti e incalzati dalle domande degli investigatori, i tre hanno confessato le loro responsabilità. La banda è stata associata al carcere di Regina Coeli, dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Dovranno rispondere di rapina aggravata in concorso, ricettazione e violazione della legge sulle armi.

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