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Rapine, estorsioni, lesioni: arrestati a Messina 11 della banda dei cingalesi

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Chi ha detto che la mafia è un potere, un secondo Stato in Sicilia? Se lo è, evidentemente non riesce a controllare chi viola le sue regole, non riesce a controllare i concorrenti. Per fortuna ci hanno pensato le forze dell’ordine, quelle dello Stato italiano. Oggi è toccato alla banda dei cingalesi. Già, ci mancavano pure i cingalesi, un mite popolo di Sri Lanka, quel paese che un tempo chiamavamo Ceylon e sapevamo soltanto che produceva il tè.

No, produce anche delinquenti, che agiscono anche in Italia, anche se preferiscono prendere di mira i connazionali, che hanno timore a denunciarli, anche perché non tutti hanno in tasca il permesso di soggiorno. 

Oggi la polizia e i carabinieri hanno eseguito a Messina un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 11 persone originarie dello Sri Lanka con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di rapine, estorsioni, minacce, lesioni e violenza privata.

L’operazione denominata ‘Katana’ ha sgominato la banda di cingalesi che seminava terrore nella provincia di Messina tra i connazionali.

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