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Residenti San Lorenzo: la sera abbiamo paura, restiamo chiusi a casa

Roma – “Basta venire la sera e vedere se c’e’ pericolo o meno qui a San Lorenzo. Viviamo chiusi in casa, perche’ abbiamo paura ad uscire”. Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, ha da poco lasciato il quartiere di San Lorenzo a Roma. Non e’ riuscito a deporre un fiore davanti al cancello della struttura occupata all’interno della quale e’ morta in circostanze da verificare, la sedicenne Desiree Mattino. Non hanno dubbi i residenti di San Lorenzo: il disagio supera la polemica politica. Ai Sanlorenzini doc, venuti in via dei Lucani, quello che interessa e’ che qualcuno li ascolti.

“Il colore della pelle non fa la differenza, solo che in strada a spacciare ci sono gli stranieri. Fermano i ragazzi per vendergli la droga”, racconta una 60enne residente. “Fino a vent’anni fa era un quartiere sicuro, eravamo una famiglia. Ci conoscevamo tutti- racconta- e non era mai successo niente. Poi sono arrivati gli immigrati, ma ce ne sono di bravi e che lavorano”. E parlando della struttura dove e’ morta De’sire’e la donna spiega: “Se tu permetti che si ammassino a vivere qui dentro, cosa vuoi che facciano? È normale che poi delinquano”.

A spiegare meglio cosa accade a San Lorenzo e’ una giovane madre: “Questo non e’ assolutamente un quartiere sicuro. A me e’ arrivata una bottigliata sulla carrozzina, mentre passeggiavo. Qui c’e’ spaccio di cocaina, fumo, crack. Purtroppo le forze dell’ordine hanno le mani legate. Tempo fa i controlli erano tanti ed erano quotidiani: li fermavano, li arrestavano, ma il giorno dopo erano di nuovo qui. Le forze dell’ordine non posso avere le mani legate e non devono aver paura di chiedere un documento. Qui alcuni poliziotti sono stati aggrediti perche’ facevano il loro lavoro”, racconta la ragazza, che poi fa una precisazione: “La sicurezza deve esserci anche per gli stranieri stessi. Qui c’e’ ne sono tanti che vivono, lavorano e portano i propri figli a scuola. Persone per bene che magari di notte vengono emarginati per colpa di chi delinque”.