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Rogo di Primavalle, Mattei: “La politica non ricerca la verità”

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«Dall’apertura del nuovo fascicolo di indagine sul rogo di Primavalle mi aspetto tutto e niente: il problema vero è che c’è un sistema politico che non appoggia questo percorso della ricerca di verità e giustizia sugli anni di piombo». A commentare gli ultimi sviluppi della vicenda, stamane, negli studi di Radio Città Futura, è Giampaolo Mattei, fratello delle due giovani vittime dell’incendio che il 16 aprile del 1973 a Roma venne appiccato all’abitazione del padre, il segretario della sezione dell’Msi Mario Mattei. Ieri Achille Lollo, ex leader di Potere Operaio già condannato per la vicenda e a lungo riparato in Brasile, è stato interrogato dal pm Luca Tescaroli, ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. «È molto importante che dopo 38 anni uno degli assassini dei miei fratelli sia a Roma e compaia davanti a un pm – afferma Giampaolo Mattei – purtroppo però per la giustizia italiana Lollo, ma anche Grillo e Clavo, sono uomini liberi perché il reato è caduto in prescrizione. La verità su Primavalle ormai è nota – continua – ci vuole solo un giudice coraggioso che la scriva nero su bianco. Io ringrazio il pm Tescaroli che ha avuto il coraggio di riaprire questo fascicolo, però la politica dovrebbe appoggiarlo in questa ricerca di verità e giustizia, invece la vedo affaccendata in altre situazioni». Mattei poi fa un parallelo con la vicenda di Cesare Battisti: «Battisti sta facendo lo stesso percorso che ha fatto Lollo, in Brasile. E i politici, finchè era in Brasile, facevano a gara per parlare, mentre ora nessuno si espone in maniera netta».

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