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Roma, incendio al Baobab

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E’ accaduto intorno alle 2, un incendio è scoppiato nella notte nell’ex centro di accoglienza per migranti Baobab in via Cupa a Roma, nella zona della Stazione Tiburtina.

Incendio in via Cupa: in fiamme l’ex centro accoglienza Baobab a Tiburtina

Le fiamme hanno coinvolto tutto l’ex centro di circa 1000 metri quadrati. Sul posto quattro squadre dei vigili del fuoco e la polizia. Secondo quanto si è appreso, l’incendio ha coinvolto tutto l’ex centro di accoglienza, chiuso da tempo.

incendio al baobab

incendio al baobab

Durante l’intervento una parte del tetto, di legno e lamiera, è crollato. Non ci sono feriti o intossicati. Da accertare le cause dell’incendio. Non si esclude alcuna ipotesi.

Incendio anche in via Ramazzini

Ieri notte, verso le 22, è andato a fuoco anche il deposito della Croce Rossa di via Ramazzini, a Monteverde.

In questo caso sembrerebbe che le fiamme siano state procurate accidentalmente da una senza fissa dimora che ha acceso un fuoco per scaldarsi.

In via Ramazzini c’è un’altra tendopoli che ospita immigrati che ha creato proteste ed esposti da parte dei residenti.

 

“Questa notte con l’incendio divampato all’interno degli spazi della Croce Rossa Italiana in Via Ramazzini che ospita la tendopoli di oltre 500 immigrati, in luogo dei 150 previsti, è andata in onda l’ennesima puntata di una struttura insicura e pericolosa che in questi mesi ha generato palesi e ripetute violazioni della convenzione sottoscritta tra la Cri e la Prefettura”. Lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio di Fratelli d’Italia che ha pubblicato sul suo profilo facebook un video dell’incendio divampato questa notte a Via Ramazzini.

“Allora ci chiediamo il Prefetto di Roma, Paola Basilone, dopo questo ennesimo caso, intende autorizzare ancora una struttura così pericolosa e invasiva che quasi ogni giorno mette a repentaglio la vita degli stessi migranti e del quartiere che li ospita? Solo l’intervento immediato dei vigili del fuoco ha evitato una strage che poteva coinvolgere tutta la tendopoli e che comunque ha distrutto una parte degli spazi interno coinvolgendo e distruggendo 4 mezzi della Croce Rossa, tra cui due ambulanze.

Ora vogliamo sapere tutta la verità su come sono andati i fatti che hanno fatto divampare l’incendio. In questi mesi abbiamo scritto a tutti e tutte le autorità, a partire dal Sindaco Raggi, dalla Presidente del Municipio XII Crescimanno e dagli stessi uffici che fanno capo al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti hanno garantito controlli sanitari e di sicurezza e altre belle parole che poi alla resa dei conti si rivelano fandonie.

Abbiamo anche dimostrato come la presenza dell’hub abbia aumentato accattonaggio, questua molesta e addirittura abbia contribuito all’incremento del numero di molestie e aggressioni a scopo di rapina, spaccio di marijuana all’interno della struttura.

Fino ad oggi il centro è costato oltre 2,3 milioni di euro alla collettività, è possibile che non sia stato in grado di prevenire questo incendio o non abbia usato tutte le precauzioni del caso per evitarlo? E’ vero che il personale impiegato dalla Cri per lo svolgimento delle funzioni giornaliere non ha i requisiti necessari? Non accetteremo che questa situazione venga insabbiata senza che i romani sappiano cosa accade realmente in questi centri per immigrati” conclude la nota.

#Video dell'arrivo dei vigili del fuoco a seguito dell'incendio in Via Ramazzini dove sono ospitati in una tendopoli oltre 500 migranti. Questa notte con l’incendio divampato all’interno degli spazi della Croce Rossa Italiana in Via Ramazzini che ospita la tendopoli di oltre 500 immigrati, in luogo dei 150 previsti, è andata in onda l’ennesima puntata di una struttura insicura e pericolosa che in questi mesi ha generato palesi e ripetute violazioni della convenzione sottoscritta tra la Cri e la Prefettura. Allora ci chiediamo il Prefetto di Roma, Paola Basilone, dopo questo ennesimo caso, intende autorizzare ancora una struttura così pericolosa e invasiva che quasi ogni giorno mette a repentaglio la vita degli stessi migranti e del quartiere che li ospita? Solo l’intervento immediato dei vigili del fuoco ha evitato una strage che poteva coinvolgere tutta la tendopoli e che comunque ha distrutto una parte degli spazi interno coinvolgendo e distruggendo 4 mezzi della Croce Rossa, tra cui due ambulanze. Ora vogliamo sapere tutta la verità su come sono andati i fatti che hanno fatto divampare l’incendio. In questi mesi abbiamo scritto a tutti e tutte le autorità, a partire dal Sindaco Raggi, dalla Presidente del Municipio XII Crescimanno e dagli stessi uffici che fanno capo al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti hanno garantito controlli sanitari e di sicurezza e altre belle parole che poi alla resa dei conti si rivelano fandonie. Abbiamo anche dimostrato come la presenza dell’hub abbia aumentato accattonaggio, questua molesta e addirittura abbia contribuito all’incremento del numero di molestie e aggressioni a scopo di rapina, spaccio di marijuana all’interno della struttura. Fino ad oggi il centro è costato oltre 2,3 milioni di euro alla collettività, è possibile che non sia stato in grado di prevenire questo incendio o non abbia usato tutte le precauzioni del caso per evitarlo? E’ vero che il personale impiegato dalla Cri per lo svolgimento delle funzioni giornaliere non ha i requisiti necessari? Non accetteremo che questa situazione venga insabbiata senza che i romani sappiano cosa accade realmente in questi centri per immigrati

Pubblicato da Fabrizio Santori su venerdì 6 gennaio 2017

 

 

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