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Roma: Rapine ad anziani, arrestate due donne

Le arrestate, entrambe già sottoposte al regime degli arresti domiciliari per analoghi reati, al termine degli atti di rito sono state associate al carcere di Rebibbia

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Roma – Gli agenti della Polizia di Stato della Squadra Mobile hanno arrestato due donne di origine sinti della provincia di Latina. Madre e figlia, entrambe di fatto residenti ad Aprilia.

Il motivo è da ricercarsi nei numerosi episodi di rapine aggravate in abitazione, avvenute a Roma lo scorso anno. Le indagini sono scaturite da una serie di truffe ad anziani. Queste, consumate con precise modalità, si sono tramutate in vere e proprie rapine in abitazione ai danni di persone ultrasessantacinquenni.

Le modalità

Le vittime venivano adescate e distratte in strada dalle arrestate con semplici pretesti. Una volta convinti gli anziani ad aprire la porta di casa, le due truffatrici si introducevano all’interno delle abitazioni.

E, dopo aver stordito gli anziani con bevande diluite con sostanze narcotizzanti, li derubavano di denaro contante e degli oggetti preziosi presenti negli appartamenti.

All’identificazione delle donne, entrambe con precedenti, si e’ giunti all’esito di indagini supportate da attività tecnica nonche’ attraverso individuazioni fotografiche effettuate dalle vittime.

Le attività svolte hanno fatto emergere come le donne abbiano portato a termine i cinque ‘colpi’ che vengono loro contestati. Il modus operandi era sempre il medesimo.

Ovvero accedendo all’interno degli appartamenti delle vittime con la scusa di prestargli assistenza o fargli compagnia. Oppure addirittura con il pretesto di festeggiare il compleanno delle truffatrici. Asportando successivamente dalle abitazioni numerosi monili preziosi in oro quali bracciali, anelli, orecchini, collane, orologi di pregio, carnet di assegni, bancomat, carte di credito e denaro contante.

Nel corso delle indagini e’ stato appurato inoltre come le arrestate si avvalessero della collaborazione di due medici psicologi. Questi sono indagati per il reato di false attestazioni in atti destinati all’Autorità giudiziaria.

Infatti quali redigevano in loro favore falsamente certificati medici per consentirgli di ottenere gli arresti domiciliari in luogo della detenzione in carcere.

In occasione delle catture sono state effettuate 11 perquisizioni a carico di altrettante persone indagate a vario titolo per i reati di falso materiale e ricettazione.

Le arrestate, entrambe già sottoposte al regime degli arresti domiciliari per analoghi reati, al termine degli atti di rito sono state associate al carcere di Rebibbia.

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