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Roma: Spiagge libere, sequestrati 80mila prodotti

Da un calcolo approssimativo, si stima che, se immessa sul mercato, la merce sequestrata avrebbe fruttato all'organizzazione oltre un milione e mezzo di euro

Roma – I Finanzieri del Comando provinciale di Roma hanno eseguito tra Ardea e Fregene 5 misure restrittive della libertà personale. Nello specifico si tratta di 2 arresti domiciliari e 3 obblighi di dimora.

Questo nei confronti di un sodalizio criminoso composto da 8 persone,  impegnate nella smisurata vendita di articoli contraffatti. Il gruppo, specializzato nella vendita di calzature e capi d’abbigliamento, aveva la gestione ‘estiva’ del litorale laziale.

Il raggio d’azione

Il loro raggio d’azione era rappresentato dalle note località balneari di Torvaianica, Ostia, Fiumicino e Fregene. Qui il sodalizio distribuiva, a prezzi più che concorrenziali, false scarpe da ginnastica, t-shirts, camicie e polo recanti i più popolari marchi.

Le Fiamme Gialle di Fiumicino hanno complessivamente sequestrato 80 mila articoli rinvenuti in 7 diversi siti occulti. Tra cui fatiscenti laboratori clandestini e box di stoccaggio. Sono state cosi’ di fatto azzerate le scorte di magazzino del gruppo criminoso. E si è impedito che l’illecita merce potesse invadere le spiagge laziali.

I numerosi sequestri effettuati sono il risultato di articolate indagini. Che hanno permesso di fare piena luce sui singoli ruoli dei soggetti impegnati nella filiera del falso.

Questo anche grazie ad intercettazioni telefoniche, lunghi pedinamenti e osservazioni. Partendo proprio dalla minuta vendita attuata sulle spiagge. Sino ad arrivare ai grossisti di origine magrebina che procuravano, in grandi quantità, gli articoli più di tendenza.

Da un calcolo approssimativo, si stima che, se immessa sul mercato, la merce sequestrata avrebbe fruttato all’organizzazione oltre un milione e mezzo di euro. Tutto a discapito dell’economia legale e degli imprenditori onesti.

In particolare, l’illecita vendita degli articoli doveva rispettare un rigido prezzario imposto dai promotori del gruppo criminale. Che voleva, cosi’, evitare la ‘svendita’ della preziosa merce. Oltre ad assicurare una vendita omogenea per tutti i soggetti rivenditori appartenenti al sodalizio.

La vasta operazione di polizia ha visto la partecipazione di oltre 30 finanzieri. E si inserisce in un più ampio dispositivo operativo a tutela del made in Italy e a contrasto della contraffazione marchi predisposto e coordinato dal Comando provinciale di Roma.