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Sequestrato preziosi del valore di 40.000 euro a un ‘comprooro’

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Madre e figlio, gestori di un’attività di «comproro» in via Marconi, sono stati denunciati per ricettazione. Gli agenti hanno sequestrato preziosi del valore di 40.000 euro. I due titolari A.D.R., 36 e la madre G.V., 56 anni, nascondevano oggetti in oro non registrati sotto il bancone del negozio e non nella cassaforte, come stabilito dalla normativa. Altre buste, contenenti preziosi, sono state trovate nelle tasche dei pantaloni e della giacca del gestore, nonchè nella custodia di un computer. Oltre 18.000 euro in contanti, su cui sono in corso accertamenti per verificare la riconducibilità a movimenti e fatturazioni di oro di dubbia provenienza, sono stati rinvenuti in una borsa in uso al gestore presente nel locale all’atto della verifica. È stato rinvenuto anche un assegno dall’importo di 2.000 euro, che dai primi riscontri, risulterebbe a garanzia di un quantitativo di oro in corso di valutazione e sul quale si stanno effettuando ulteriori accertamenti. Gli agenti del commissariato Colombo, diretti dalla dottoressa Agnese Cedrone, sono entrati nel locale di via Marconi poco dopo un cliente che aveva effettuato un’operazione. Gli investigatori hanno proceduto quindi alla verifica dei libri contabili, sulle quali sono state riscontrate le prime irregolarità. L’uomo non ha saputo giustificare la detenzione di quegli oggetti, peraltro non custoditi secondo le prescrizioni. Un’altra denuncia per lo stesso reato di ricettazione è scattata per L.C., di 49 anni, titolare di un’altra attività in via Emanuele Filiberto nella zona dell’Esquilino. Anche in questo caso gran parte dei preziosi rinvenuti nel locale non erano stati annotati sull’apposito registro. Gli investigatori, nonostante avessero notato la presenza nel locale di clienti che avevano effettuato delle operazioni di vendita di oro, hanno constatato che il registro degli acquisti era fermo al 2 di novembre, e i preziosi appena acquistati erano stati occultati. In una scatola di cartone sono stati trovati numerosi monili non registrati di cui la titolare si era rifiutata di far revisionare agli agenti. Tutti i preziosi, privi dell’etichetta e non numerati, quindi non riconducibili ai venditori, sono stati sequestrati.

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