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Studenti di Tor Vergata: questa mattina corteo su via Tuscolana

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foto senatore

Questa mattina Studenti e Studentesse di Tor Vergata si sono ritrovati alle ore 9 nella Facoltà di Scienze dove è partito un corteo spontaneo che ha bloccato per ore la città. I manifestanti dopo aver sfilato internamente per i corridoi della Facoltà sono scesi in strada diretti verso il Rettorato, ‘armatì di soli libri di testo, per manifestare il loro dissenso nei confronti di un governo che, sordo ad ogni segnale di protesta, ha deciso di approvare alla Camera il disegno di legge Gelmini, criminalizzando ed etichettando come ‘fuori corsò e ‘facinorosì coloro che sono scesi in piazza nei giorni scorsi». Così in una nota gli «Studenti e Studentesse di Tor Vergata». «Il corteo – continua la nota – ha poi proseguito il suo percorso arrivando a toccare la stazione della metro di Anagnina, dove si è unito ai cortei degli istituti superiori Pertini e Amaldi. A quel punto, è stato bloccato il traffico su via Tuscolana, volantinando e discutendo con passanti e automobilisti (che, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno mostrato il loro supporto e la loro solidarietà nei confronti dei manifestanti), prima di riavviarsi verso la Facoltà di Scienze, per raggiungere infine quella di Lettere e Filosofia, dove si sta attualmente svolgendo un’assemblea per riepilogare la giornata e coordinarsi in vista delle future scadenze. Durante tutto il corteo hanno regnato slogan come ‘Noi la crisi non la paghiamo!’, ‘Vogliamo solo studiare, ‘Se ci bloccano il Futuro noi blocchiamo la Città’. Questo sta a dimostrare che gli studenti sono stufi e non sono più disposti più a stare zitti davanti a chi per troppo tempo li ha ignorati. Ormai da quattro giorni manteniamo le occupazioni di Lettere e Filosofie e Scienze e si sono unite alla protesta tutte le scuole della zona facendo assemblee che illustrano il ddl e didattica alternativa».

 Proteste contro la riforma Gelmini anche al convitto nazionale Vittorio Emanuele II dove questa mattina circa 300 studenti delle scuole superiori non sono entrati ed hanno manifestato davanti all’entrata di piazza Monte Grappa esponendo due striscioni: «Assemblea straordinaria» e «Il convitto manifesta». Tra alcuni manifestanti serpeggiava la voglia di occupare l’istituto ma nessuno ci ha pensato concretamente perchè, spiegano, «questo è un convitto, ci abitano dentro il rettore e i convittori e occupare sarebbe sequestro di persona». Oggi, alla scuola dei vip, in cui studiano tra gli altri il figlio di Gianni Alemanno, la figlia di Francesco Storace e, alle elementari, del ministro Angelino Alfano, era previsto l’arrivo, per un convegno, anche del ministro dell’Istruzione, Mariastella Gelmini, ma i ragazzi assicurano: «Non abbiamo manifestato per impedirle di venire o per bloccarla, anche perchè il convegno era previsto nel pomeriggio e noi abbiamo protestato la mattina. È stato quasi un caso…». Due i principali motivi della protesta che potrebbe ripetersi anche domani mattina: «la riforma Gelmini» e «i problemi della scuola». «Il rettore Emilio Fatovic parla di questa come una scuola di eccellenza, quando nemmeno ci conosce – dice Giulia dello scientifico -. Come ogni scuola ci mancano i fondi per i viaggi scolastici e per le attività ordinarie, mentre si spendono 500 mila euro per il nuovo campo sportivo». «Purtroppo noi non possiamo occupare perchè questo è un convitto e sarebbe sequestro di persona – spiega Elena del classico -, ma l’avremmo fatto. Questa mattina siamo in 300 a protestare qui davanti e abbiamo lasciato a chi voleva il diritto di entrare. Sono, infatti, entrati una cinquantina di ragazzi, tra cui il figlio di Alemanno. Mentre, per quanto riguarda il figlio di Alfano… lui è solo alle elementari». «Non sappiamo ancora se domani protesteremo di nuovo, nè se entreremo a scuola – aggiungono Adriano e Pierluigi, altri due manifestanti -. Avevamo proposto al rettore un’autogestione per parlare dei problemi della nostra scuola e della riforma Gelmini, ma lui non ha accettato». «Oggi la maggior parte dei ragazzi non sono entrati – riferisce all’uscita da scuola un professore di italiano delle superiori – ma l’attività didattica non è stata bloccata. Quei pochi che erano in classe hanno fatto lezione».

 Gli studenti dell’Istituto Tecnico Pacinotti di Roma questa mattina hanno dato vita ad uno sciopero per denunciare la situazione di degrado in cui versa la loro scuola, oltre che per protestare contro i tagli previsti all’istruzione pubblica. Lo comunica, in una nota, Blocco Studentesco spiegando che un corteo partito dalla sede succursale di via Pasquariello ha raggiunto la sede centrale di via Montaione. I ragazzi delle due sedi hanno poi dato vita ad un corteo unitario che ha attraversato le strade del IV municipio, concludendosi poi con un’assemblea straordinaria. «Da anni la nostra scuola versa in condizioni difficili – spiega il rappresentante d’istituto della lista del Blocco Studentesco Lorenzo Durante -. Abbiamo problemi elettrici e alla caldaia, senza contare che il blocco dei fondi destinati all’ammodernamento ha causato l’interruzione dei lavori. Una situazione che riflette lo stato di difficoltà di tutta la scuola pubblica». Intanto proseguono le occupazioni promosse dal Blocco Studentesco nei licei Mameli, Farnesina e Bernini. Il movimento studentesco di CasaPound Italia continua anche a sostenere attivamente le occupazioni dell’Augusto e del Calamandrei

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