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Tarquinia, ancora un giallo identità del ciclista travolto dal treno

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Sono pronti a rivolgersi alla popolare trasmissione televisiva «Chi l’ha visto?» gli inquirenti che stanno indagando sull’identità dell’uomo deceduto sotto un treno nella mattinata dello scorso 25 febbraio, nel tratto di ferrovia compreso tra Tarquinia e Montalto di Castro. Per porre fine ad un giallo che dura ormai da settimane la Polfer (Polizia Ferroviaria) di Civitavecchia ha incaricato un medico legale di ricostruire le fattezze del suicida: ricomporre l’immagine dei tratti somatici, soprattutto del viso, nel modo più accurato possibile. Questa operazione permetterà di distribuire immagini dell’uomo nella zona e, se ve ne sarà la necessità, di rivolgersi a programmi televisivi. Dal pomeriggio dell’accaduto le indagini della Polfer hanno cercato di ricostruire la tragica vicenda ed in particolare di dare un’identità all’uomo, impresa piuttosto ardua dal momento che il corpo è stato totalmente smembrato dall’impatto con il convoglio ferroviario. Apparentemente l’uomo, bianco di pelle, aveva un’età compresa tra i 30 e i 40 anni ed era alto poco più di un metro e settanta. L’unico indizio resta una mountain bike Pininfarina, ritrovata in ottime condizioni tra le sterpaglie che costeggiano il binario, nella zona dove l’uomo si è gettato. Nessuno ha mai denunciato la scomparsa dell’uomo, né si è fatto avanti per reclamarne il corpo. Un fatto strano, secondo i dirigenti della Polfer, che considerano come anche tra i nullatenenti o i senzatetto si creino spesso dei circoli di solidarietà facendo sì che qualcuno si presenti dagli inquirenti per dare un nome allo sconosciuto.

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