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Tor Carbone, sanzioni e sequestri durante attività controllo straordinaria

Roma – Nella mattinata di ieri si è svolto un servizio di controllo straordinario del territorio in zona Tor Carbone da parte degli agenti del commissariato Colombo, diretto da Isea Ambroselli, dove hanno partecipato anche 3 unità operative del Reparto Prevenzione Crimine e 1 unità cinofila.

Nel corso dell’attività, oltre ai mirati servizi a tutela della sicurezza sulle grandi infrastrutture di trasporto del collegamento urbano presso le Stazioni della Metropolitana Linea B fermate “Basilica San Paolo” nonché all’interno della Stazione Ferroviaria “Roma-Lido”, sono stati sottoposti ad accertamenti anche le persone in transito prese a campione.

L’attività ha portato all’identificazione di 255 persone di cui 52 con precedenti di Polizia; 41 invece i veicoli controllati; 1 perquisizione locale alla ricerca di stupefacenti; 1 sequestro di gr. 4,4 di sostanza stupefacente del genere cocaina; 1 perquisizione personale estesa al veicolo eseguita ai sensi dell’art. 4 legge 152/1975; 1 sanzione amministrativa ad un soggetto che non indossava la mascherina di protezione individuale; 2 sanzioni al codice della strada, con oblazione sul posto, poiché commesse dal conducente di veicolo con targa straniera.

Inoltre, tre cittadini stranieri di nazionalità georgiana sono stati condotti presso l’Ufficio immigrazione poiché risultati irregolari sul territorio nazionale.

Durante le fasi del controllo, interpellati in merito alla loro provenienza nonché ai motivi di presenza nella Capitale, riferivano di risiedere a Napoli e di essere a Roma con l’intento di vedere il Colosseo. Subito dopo cambiavano versione asserendo di essere a Napoli per motivi di “Studio” ed ora a Roma in cerca di lavoro.

Le motivazioni addotte, inducevano gli operanti ad effettuare una mirata perquisizione al veicolo con targa straniera che consentiva di reperire due taglierini, utensili vari da lavoro nonché uno spray al peperoncino, tanto da far desumere che la permanenza degli stessi nella Capitale era da ricondursi all’intento di porre in essere reati predatori. Così in un comunicato la Questura di Roma.