Quantcast

Torna a splendere Cappella Albertoni del Bernini foto

Più informazioni su

Roma – Un capolavoro di scenografia, un esempio assoluto di barocco romano che unisce magistralmente pittura, scultura e architettura. L’Estasi di Santa Ludovica nella Cappella Albertoni della chiesa di San Francesco a Ripa, opera di Gian Lorenzo Bernini, torna al suo originale splendore dopo un restauro promosso e finanziato dalla Soprintendenza speciale di Roma, guidata da Daniela Porro.

Un intervento di sei mesi circa che ha restituito la leggibilita’ della scultura in marmo di Carrara realizzata dal maestro ormai 76enne, incaricato di abbellire la Cappella alla fine del 1673 da Angelo Paluzzi degli Albertoni. Bernini esegui’ il lavoro senza ricevere compenso, un modo per cercare (e ottenere) l’intercessione di Papa Clemente X per il fratello Luigi, esiliato da Roma per aver violentato un giovane lavorante di San Pietro.

“Siamo davanti a un capolavoro assoluto del Barocco romano- ha detto Porro- Abbiamo lavorato per la tutela e la conservazione di quest’opera, ma anche per la sua fruizione e valorizzazione, perche’ sono molti i visitatori che entrano in questa chiesa per ammirare la scultura del Bernini. Il nostro intervento ha riguardato tutta la decorazione in stucco dorato, la statua della Beata Ludovica, costituita da un unico blocco di marmo di Carrara, i dieci cherubini in stucco bianco e il drappo in alabastro con frange in bronzo dorato realizzato successivamente, ma sempre su disegno di Bernini”.

Dedicata a Ludovica Albertoni, nata nel 1473 e beatificata nel 1761 per aver dedicato la sua vita ai poveri di Trastevere, la cui ricorrenza si festeggia domani, 31 gennaio, la Cappella fu ridisegnata da Bernini, che ne studio’ anche la luce, realizzando due finestre ai lati. Al centro spicca la statua in marmo con l’estasi di Ludovica, una delle piu’ importanti realizzazioni di Bernini grazie alla sua raffinatissima fattura.

La pala d’altare che sovrasta la scultura, la Vergine con il Bambino e Sant’Anna, e’ un’opera del Baciccio con ogni probabilita’ commissionata dallo stesso Bernini. Ne sono prova l’armonia e il dialogo che la pala intraprende con la statua e con le decorazioni laterali. Sul fondo della nicchia, che il Bernini ha voluto piu’ profonda dell’originale per agevolare l’ingresso della luce, la decorazione a stucco dorato da cui spiccano i putti in stucco bianco rivolti con espressioni giocose verso Ludovica.

Finanziato con 39mila euro dalla Soprintendenza, curato da Aldo Mastroianni e Carlo Festa e realizzato da Elisabetta Zatti, il restauro arriva dopo vent’anni dall’ultimo intervento conservativo sull’opera del Bernini. Il tempo ne aveva annerito le superfici, comprese quelle della statua, mentre le decorazioni a foglia d’oro erano colpite da alterazioni cromatiche.

È stata questa la parte che ha impegnato di piu’ gli esperti, a causa di tre diversi strati di pittura aggiunti negli anni. L’intervento sulla statua, ripulita dai depositi che annerivano le superfici, ha messo in luce le tecniche esecutive del Bernini, che “levigava al massimo le parti di marmo piu’ in evidenza, lasciandone altre in semilevigato e non lavorando quelle posteriori, non visibili”.

Ma e’ la luce che ancora una volta distingue l’opera del Bernini, che per levigare le superfici che voleva illuminare usava polvere di marmo. Le due finestre che fece aprire ai lati della Cappella dovevano illuminare il volto e la veste della Beata in modo diverso durante il giorno, tanto che gli esperti pensano che il Bernini, nonostante l’eta’, abbia lavorato il marmo direttamente nella chiesa di San Francesco a Ripa.

Negli anni una delle due finestre fu chiusa, lasciando Ludovica senza la sua luce naturale e originale.
È proprio a una nuova illuminazione, che ricalchi quella pensata dal maestro, che adesso la Soprintendenza sta lavorando insieme al Fondo edifici di culto, che gestisce la chiesa di Trastevere.

Un lavoro, quello che ha riportato al suo splendore l’opera del Bernini, che rientra nella collaborazione tra Soprintendenza e Fec, impegnate in una nuova commissione permanente per monitorare lo stato di salute delle chiese romane e programmare interventi di manutenzione e conservazione.

Più informazioni su