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Uccide il cugino dopo una lite

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coltelloCRONACA DI ROMA – «Ho ucciso mio cugino», avrebbe detto ai poliziotti intervenuti per primi.  Una lite per trecento euro: l’affitto che doveva al cugino. Un diverbio sempre più violento, tra due cugini che vivevano insieme e poi, verso le17,30, la tragedia.
Dopo il delitto, l’assassino è sceso in strada, a Talenti, con la maglietta e il braccio lordi di sangue. Alcuni passanti lo hanno visto e hanno chiamato il 113 e, poco dopo, sul posto sono arrivate le volanti del commissariato di zona.
All’arrivo degli agenti si è arreso,  lo hanno afferrato con forza per caricarlo sulla volante perché opponeva resistenza, sul suo volto è comparso un ghigno. Un sorriso beffardo, sparito con l’auto della polizia.
Subito dopo, gli agenti sono saliti nell’appartamento e hanno trovato a terra il cadavere della vittima, con la gola squarciata da un coltello da cucina. In casa sono state sequestrate alcune scatole di psicofarmaci che potrebbero essere la spiegazione di un delitto così assurdo. Una tragedia familiare scatenata da un rancore covato a lungo. 
Dalla ricostruzione della polizia – Squadra mobile e commissariato Fidene-Serpentara – è però emerso che fra i cugini sia scoppiata una violenta lite perché quest’ultimo avrebbe pagato soltanto 210 euro al padrone di casa – separato dalla moglie e padre di un ragazzo di 18 anni – che invece pretendeva il resto della somma. Urla e insulti sono stati uditi dai vicini della coppia.
In serata è stato condotto a Regina Coeli accusato di omicidio volontario. 

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