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Bonus Irpef: da maggio credito direttamente in busta paga

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A partire da maggio 2014, i lavoratori dipendenti e assimilati troveranno il bonus direttamente accreditato in busta paga, senza ricorrere a nessuna domanda o procedura aggiuntiva. A renderlo noto è la circolare 8\E- Art. 1 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 dell’Agenzia delle Entrate. Il bonus è riservato a tutti i contribuenti che nel 2014 percepiscono redditi da lavoro dipendente fino a 26 mila euro e verrà accreditato dai datori di lavoro qualora  l’imposta lorda dell’anno sia superiore alle detrazioni per lavoro dipendente. Nel caso in cui il lavoratore abbia tutti i requisiti richiesti, ma il rapporto di lavoro risulti concluso prima del mese di maggio, il bonus potrà comunque essere richiesto nella dichiarazione dei redditi per il 2014. Potrà godere del credito anche chi usufruisce delle detrazioni per carichi di famiglia, dove l’imposta lorda è azzerata.

640 euro, l’importo complessivo del bonus, suddiviso in 80 euro mensili a partire da maggio per i redditi fino a 24mila euro, superata tale soglia, il bonus si riduce gradualmente. I redditi non devono comunque superare i 26 mila euro. Il credito non concorre alla formazione del reddito e sarà calcolato “in relazione alla durata del rapporto di lavoro, considerando il numero di giorni lavorati nell’anno.”, precisa  l’Agenzia delle Entrate.

In caso di problemi tecnici legati alle procedure di pagamento delle retribuzioni da parte dei sostituti d’imposta ai rispettivi beneficiari, il bonus sarà riconosciuto a partire dalle retribuzioni del mese di giugno, assicurando al lavoratore il credito spettante del 2014.

Il bonus è anche destinato ai soggetti senza sostituto d’imposta, il cui rapporto di lavoro è terminato prima del mese di maggio, purché siano titolari, nel corso dell’anno 2014, di redditi provenienti da lavoro dipendente. Le remunerazioni devono provenire da un soggetto che non sia sostituto d’imposta, il quale dovrà riconoscere il credito in via automatica. I beneficiari potranno richiedere il bonus, a rimborso o in compensazione, nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo di imposta 2014.

I soggetti il cui reddito complessivo superi i 26mila euro a causa di altri redditi, oltre a quelli erogati dal sostituto d’imposta, dovranno comunicarlo al sostituto, che recupererà il credito nelle successive buste paga. Nel caso in cui, il contribuente abbia comunque percepito un credito parziale o totale non dovuto, sarà tenuto a restituirlo nella dichiarazione dei redditi.

(Gianluca Venturini)

 

Glossario: 

Sostituto d’imposta: soggetto, pubblico o privato, che per legge sostituisce in tutto o parzialmente il contribuente (cioè il cd. sostituto, ovvero chi pone in essere il presupposto d’imposta) nei rapporti con l’amministrazione finanziaria, trattenendo le imposte dovute dai compensi, salari, pensioni o altri redditi erogati e successivamente versandole allo Stato o ad una pubblica amministrazione. Ai sensi del primo comma dell’art. 23 del DPR n. 600 del 1973 sono sostituti d’imposta:

– gli enti e le società indicati nell’art. 73, comma 1, del TUIR;

– le società e associazioni indicate nell’art. 5 del TUIR;

– le persone fisiche che esercitano imprese commerciali, ai sensi dell’art. 55 del TUIR;

– le imprese agricole;

– le persone fisiche che esercitano arti e professioni;

– il curatore fallimentare;

– il commissario liquidatore;

– il condominio.

Fonti: Professionisti.itcircolare 8\E- Art. 1 del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66 dell’Agenzia delle Entrate

Detrazioni per familiari a carico: Tutti i familiari con reddito inferiore ad Euro 2.840,51 sono considerati a carico. Sono previste detrazioni che riducono l’ Irpef in misura progressiva: minore è il reddito, maggiore è la detrazione. Ogni contribuente che abbia dei familiari a proprio carico può godere di un beneficio fiscale al momento della dichiarazione annuale dei redditi. Sono considerati a carico: – il coniuge non legalmente ed effettivamente separato; – i figli anche adottivi, gli affidati; – gli altri familiari (genitori, generi, nuore, suoceri, fratelli e sorelle), a condizione che siano conviventi con il contribuente.

Fonte: Diritti e risposte

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