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Centinaio: La svolta green dipende dai fondi all’agricoltura

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    Centinaio: La svolta green dipende dai fondi all’agricoltura – Intervista al sottosegretario alle Politiche agricole –

    Il settore agricolo italiano è tra quelli su cui ha maggiormente inciso lo tsunami della pandemia. Sulla situazione attuale del mondo agricolo del nostro paese, colpito anche da un’ondata di maltempo, abbiamo avuto l’opportunità di intervistare il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, senatore Gian Marco Centinaio (nella foto).

    1) Senatore Centinaio, quanto la pandemia ha inciso e continua ad incidere sulla produttività del mondo agricolo nel nostro paese?

    Durante la pandemia l’agricoltura ha mostrato la propria capacità di essere resiliente. Ciononostante questi sono stati mesi di grandi difficoltà, basta pensare alle conseguenze che ha avuto su alcune filiere la chiusura del canale della ristorazione. Un esempio su tutti il mondo del vino. Con il lockdown ha fatto registrare nell’ultimo anno crediti non corrisposti dall’horeca (alberghi, ristoranti, bar, ndr) per 500 milioni di euro e mancate vendite nel fuori casa – secondo stime Uiv, Unione italiana vini – per oltre 1,5 miliardi di euro. A pagare un prezzo pesantissimo è stato il settore agrituristico che speriamo possa ripartire al più presto. Anche l’export è stato penalizzato, ma nonostante tutto ha fatto segnare nel 2020 un ottimo risultato, con una crescita dell’1,8%, superando la quota record di 46 miliardi.

    2) Quali le prospettive di ripresa e di sviluppo, a breve e nel medio periodo, in un settore così importante nell’economia italiana?

    L’agricoltura e l’agroalimentare, che ricordiamo rappresentano il secondo settore per Pil del paese, possono nei prossimi mesi e anni giocare un ruolo da protagonista, in casa e fuori. Nel mondo c’è tantissima richiesta di Made in Italy. Pochi giorni fa – per fare solo un esempio – siamo riusciti in una scommessa che sembrava impossibile: quella di esportare il nostro riso in Cina. Cercheremo di sfruttare al meglio i fondi del Next generation Ue e dovremo puntare molto anche sull’innovazione cercando di coniugare sostenibilità e svolta Green.

    Il mio impegno sarà anche quello di valorizzare non solo il “fatto in Italia”, ma anche il “Born in Italy” il cento per cento italiano, a tutela dei nostri produttori che mettono nel loro lavoro tutta la passione di chi conosce e ama il proprio territorio.

    3) Quali sono i problemi più rilevanti sul tavolo che ritiene vadano affrontati con celerità e impegno per dare un vero supporto e nuove prospettive al settore e su quali si impegnerà personalmente nel tentativo di risolverli?

    In questo momento ci sono molte questioni sul tavolo. Da un lato ci sono le misure contenute nel Decreto Sostegni per i ristori diretti, l’esonero contributivo straordinario e il potenziamento del fondo filiere. Anche lo scostamento di bilancio di 40 miliardi servirà a dare respiro alle imprese. Ad aggravare il quadro nei giorni scorsi c’è stata un’eccezionale ondata di maltempo che ha provocato danni ingenti. In questi giorni stiamo lavorando al decreto e stiamo cercando di trovare tutte le risorse necessarie per una pronta risposta alle imprese che sono state danneggiate dalle gelate.

    4) Come ritiene che vada definita e quale sarà il suo impegno sulla proposta di modifica del riparto delle risorse Feasr (Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale), avanzata da 15 Regioni del Centro-Nord e decisamente osteggiata da quelle del Centro-Sud, in testa Campania e Sicilia? 

    Questa è una proposta che spetta al ministro Patuanelli. Credo che l’ipotesi avanzata per il biennio di transizione vada in una direzione condivisibile. Comunque il confronto va avanti.

    5) Cosa pensa di fare per sollecitare l’approvazione di diverse leggi di settore ormai improcrastinabili, quali quelle sul consumo del suolo o quelle che non possono essere pienamente applicate per mancanza di decreti attuativi (Testo unico del vino, Testo unico in materia di Foreste)?

    Per quanto riguarda le deleghe che mi sono state assegnate ci sarà tutto il mio impegno per arrivare in tempi brevi a risultati concreti.

    6) L’Agricoltura è un fattore chiave della transizione ecologica su cui si fonderà il PNRR-Piano nazionale di ripresa e resilienza. Riuscirete a programmare un piano di sviluppo del settore in tempi brevi per risollevarlo dalla crisi generata dalla pandemia?

    Ho sottolineato più volte come la transizione verde e la svolta green dell’Italia dipendono dall’agricoltura e dall’agroalimentare. Senza di loro non sarà possibile il rilancio sostenibile del paese, né il raggiungimento degli obiettivi fissati in sede europea. È necessario mettere il settore Primario in condizioni economiche adeguate per poter dare il proprio contributo indispensabile al Pnrr di cui è parte integrante. È importante che non ci siano tagli e che siano stanziati i fondi che il settore merita.

    7) Mutuando la proverbiale richiesta rivolta ai suoi ospiti da un noto intervistatore di Tv Rai 1, le chiediamo di concludere l’intervista rivolgendosi lei stesso una domanda e dandosi una risposta.

    Potremmo mai immaginare il nostro paese senza la sua agricoltura e le eccellenze del nostro agroalimentare? La risposta, scontata, è ovviamente no. Il compito delle istituzioni è difendere e valorizzare questo straordinario patrimonio che tutto il mondo ci invidia e che tenta – senza riuscirci – di imitare.

    Pier Francesco Corso

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