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LA SPESA ALIMENTARE, IL NUOVO LUSSO DEGLI ITALIANI

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Fare la spesa, normale attività quotidiana di ogni famiglia, è diventato un vero e proprio lusso per gli italiani. Questo è quanto emerge dagli studi economici dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori. La grave crisi dei consumi ha intaccato anche il settore alimentare e le famiglie, per risparmiare, hanno ripreso a cucinare piatti fatti in casa, come le merende per i ragazzi.

Dato inquietante, visto che la domanda al comparto agroalimentare è generalmente l’ultima ad essere investita dalla crisi. Purtroppo, il potere d’acquisto delle famiglie, soprattutto quelle a reddito fisso come lavoratori e pensionati, si è notevolmente abbassato. Nel 2014 una famiglia composta  da 4 persone dovrà ridurre la propria spesa alimentare di circa 376 euro.

Un andamento dovuto non solo alla contrazione della capacità di acquisto, ma anche all’aumento spesso ingiustificato dei prezzi.”, segnala l’O.N.F.

Fra gli alimenti più cari, individuati nei costi settimanali sostenuti da una famiglia, si trovano le fettine di vitello 26,50 euro al kg, il pane 2,03 euro al kg, il nasello 21,00 euro al kg ed il latte 1,55 euro al litro. Le uova 2,99 euro per una confezione da 10, le patate 1,45 euro al kg ed il caffè 1,76 euro, risultano gli alimenti più economici (dati ONF).

Le stime elaborate hanno rilevato che la spesa minima per i prodotti alimentari di una famiglia tipo composta da 4 persone, 2 ragazzi e 2 adulti, è di 124,04 euro alla settimana, un incremento del 3% rispetto al 2013.

Il dato è sicuramente da confrontare alla luce degli 80 euro, che i lavoratori dipendenti si troveranno in busta paga a maggio e alla dichiarazione, o lezione di economia domestica, di Pina Picierno, deputata del Pd e capolista per il Sud alle prossime elezioni europee, che recentemente, intervistata dal canale tv di fanpage.it, ha affermato  “Con gli 80 euro, io sto da sola e ci faccio la spesa per due settimane”.  Analizzando le cifre significa che, secondo i dati ONF, una persona, inserita in un nucleo famigliare di altre tre persone, spende 31,01 euro a settimana per fare la spesa, mentre la Deputata, da sola, ne spende 40, considerato inoltre che a causa degli impegni istituzionali, non mangerà a casa quanto una persona comune. Evidentemente, bisogna riflettere sulla natura del credito bonus somministrato dal governo Renzi.

Purtroppo, in assenza di un intervento strutturale in grado di risollevare il potere d’acquisto e ridurre la contrazione attuale, le famiglie, nonostante il bonus, si vedono costrette a cambiare le proprie abitudini alimentari, riducendo il consumo di carne, specialmente quella rossa, e pesce, favorendo l’acquisto di alimenti meno cari come uova, farina ecc., per cucinare piatti decisamente più economici, come pane e dolci, riducendo i costi di oltre il 68%.

(Gianluca Venturini)

 

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