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SANREMO 2016 | Le pagelle delle canzoni (quasi tutte da buttare)

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ANNALISA

ANNALISA

Un festival da record che, con 11 milioni di ascoltatori, è il Super Bowl della musica italiana –

È un pezzo di storia della televisione italiana in lotta continua tra il bisogno di modernità e il recupero della tradizione. Il 66° Festival di Sanremo ha esordito lo scorso 9 e 10 febbraio con l’esibizione di tutti i cantanti big. La terza serata, dedicata alle cover, ha visto il trionfo degli Stadio con un omaggio a Lucio Dalla. Stasera sarà proclamato il vincitore delle Nuove proposte ed eliminati cinque big. Domani la finalissima.

Nel frattempo, ecco i voti delle canzoni in gara per la categoria big.

Lorenzo Fragola – Infinite volte

Melodia orecchiabile ma che stanca in fretta. Poca freschezza, forse perché non ha fatto altro che imitare Marco Mengoni. 5

Noemi – La borsa di una donna

La canzone non è per lei, anzi forse per nessuno. Poco radiofonica, poco melodica e a tratti senz’anima. Un peccato, perché le premesse del nuovo disco erano di ben altro livello. 4

Dear Jack – Mezzo respiro

Nuovo cantante, vecchia canzone. Basta ascoltare pochi secondi e la melodia è tutta lì. Cantata a mezza voce senza apparenti qualità, trattenendo il respiro. 3

Giovanni Caccamo e Deborah Iurato – Via da qui

Un parlato che non comunica, due voci che non si incontrano mai. La canzone è fredda e ripetitiva. La coppia non funziona. 2

Stadio – Un giorno mi dirai

Le vecchie glorie che salvano la partita, ma si accontentano di un pari. Ritmo vintage, da Sanremo 1980. C’è però l’esperienza di chi sa calcare un palco. 6

Arisa – Guardando il cielo

La sua voce è così, molto scolastica. La canzone è molto comune, lontana da quella dall’Arisa del debutto che rompe gli schemi. Non sempre la semplicità paga. 5

Enrico Ruggeri – Il primo amore non si scorda mai

È un pezzo da 90 che ancora si mette in gioco. Crea atmosfere rock e le veste di modernità. Ottima canzone radiofonica che gli vale il titolo di migliore della prima puntata. 7

Morgan e Bluvertigo – Semplicemente

Semplicemente pessimi. La canzone è incomprensibile e Morgan la canta senza voce. I peggiori di Sanremo 2016, da dimenticare perché anche l’ultimo posto sarebbe troppo. 1

Rocco Hunt – Wake up

Una canzone allegra, ma troppo simile a tutte le sue precedenti. Il rapper napoletano ci mette grinta, ma è come un comico che fa per anni la stessa battuta. 4

Irene Fornaciari – Blu

Una Fornaciari di un altro pianeta. La canzone è attuale solo per il testo, per il resto è melensa e sa di ninna nanna. La voce come tante, anzi troppe. 3

Dolcenera – Ora o mai più

Brava è brava, sia al piano che con la voce. Canta un brano con tinte chiaroscure, molto empatico. Si ascolta con piacere, ma alla fine la magia fa un po’ fatica a emergere. 7

Clementino – Quando sono lontano

Per capire il testo ci vorrebbero i sottotitoli. E per un rapper questo è inaccettabile. La voce è poco matura e lui poco comunicativo. Per nulla sufficiente. 3

Patty Pravo – Cieli immensi

Un personaggio storico, che ha la voce calante ma una gran classe. La melodia convince, il ritmo un po’ meno. Merita rispetto. 6

Valerio Scanu – Finalmente piove

Un melodramma ben studiato, la canzone migliore della sua carriera. Sempre intonato e preciso, gli manca quel pizzico di follia che fa la differenza. Merita sicuramente un incoraggiamento. 7

Francesca Michielin – Nessun grado di separazione

Si presenta felice e con un pezzo che entra in testa già dopo il primo ascolto. La sua voce convince ed emoziona. Non è più acerba come agli esordi e ha tante cose da raccontare. 8

Alessio Bernabei – Noi siamo infinito

Con o senza Dear Jack il risultato non cambia. Energico ma poco innovativo, porta una canzone per nulla creativa e originale. 3

Elio e le storie tese – Vincere l’odio

Il brano rompe con qualsiasi tradizione e anche con il buon senso musicale. Nel complesso funziona. La voce di Elio è multiforme e spazia dal pop alla lirica. 6

Neffa – Sogni e nostalgia

Certamente non fa sognare. È come la pubblicità che interrompe un bel film. Pezzo privo di personalità, lento. Cantato con voce monotona. 2

Annalisa – Il diluvio universale

Brividi dalle prime note. Una canzone a ostacoli, che lei supera nota dopo nota. La voce è estremamente pulita e potente. Le parole bucano lo schermo, intonatissime. 9

Zero assoluto – Di me e di te

Pop molto commerciale. Un brano estetico, un po’ troppo finto. Le voci si muovono con sicurezza, ma con poca grinta. Non arrivano alla sufficienza. 5

Gianluca Basciu

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