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Al Teatro dell’Orologio…Dall’alto di una fredda torre

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ce6b0da3-6fc6-40d7-ba10-807f96e69bfb (3)Il dramma di doversi sostituire al fato, decidendo se far vivere o far morire un uomo, facendosi carico di tutta la questione morale e sociale che ne consegue. Una normalità familiare stravolta dalla malattia.

Al Teatro dell’Orologio di Roma, sicurezza di straordinaria qualità in quanto a proposte in cartellone, continua la Trilogia di Mezzanotte, di Filippo Gili per la regia di Francesco Frangipane (regista e autore teatrale, diplomato all’Accademia d’Arte Drammatica della Calabria nel 1998, dal 2001 collabora con vari registi, in particolare con Mariano Rigillo e Roberto Guicciardini), con lo spettacolo Dall’alto di una fredda torre, in scena fino al 21 febbraio.

E’, per me, la naturale conseguenza di Prima di andar via (altro capitolo della trilogia): scritto molti anni dopo, ma come se si trovasse dietro la porta del primo. Perché se nel primo volevo raccontare la volontà di rivoltare un destino “millenario”, – racconta l’autore Filippo Gili –  e farlo diventare il destino di un uomo e basta, in questa ‘fredda, alta torre’, si nega violentemente la qui ragionevolissima richiesta di farlo. L’assurdità della ragione di Francesco, il protagonista di Prima di andar via, contro il ‘buon senso’ della vita, si ripete in Elena. Che scende in battaglia, a proprie spese, contro la più basica morale umana: quella che nel nome tanto umano dell’amore, patisce, osteggia, e oltraggia il nome, altrettanto umano, forse ancor più umano, della morte. Il punto che accomuna questi miei due scritti non è argomentale, né concettuale: è propriamente fisico, propriamente ‘tragico’; ed è quello in cui l’amore per il destino, e il suo odio, diventano la stessa cosa”.

Lo spettacolo segue fedelmente la linea della trilogia, unico percorso drammaturgico che attraversa grandi temi universali, come la vita e la morte, il destino e il libero arbitrio partendo dallo stesso intimo contesto, la famiglia. Quattordici quadri che vanno a comporre una tragedia. Sei personaggi: un padre e una madre, un figlio e una figlia, due medici. Una normalità familiare stravolta dalla malattia, due genitori ignari del loro destino, due figli piegati dal peso di una scelta, due medici testimoni del dramma. Tre ambienti ben definiti: una sala da pranzo, uno studio medico e un non luogo dove i vari personaggi si affrontano/scontrano su grandi questioni morali ed esistenziali. Il pubblico, non più semplice spettatore, che accerchia lo spazio scenico quasi a invaderlo, quasi a condividerlo con i personaggi in una comunione di emozioni e stati d’animo. Lo spettacolo, che si avvale delle musiche originali Jonis Bascir  è un progetto di Uffici Teatrali. Curiosità: Il primo capitolo della trilogia, Prima di andar via diventa un vero e proprio caso teatrale tanto da spingere Michele Placido nel settembre 2013 a farne un esperimento cinematografico presentato al TFF – Torino Film Festival nel 2014.

Di Ilaria Berlingeri 

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