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Margherita Vicario, un debutto da record all’Auditorium Parco della Musica

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La giovane attrice e cantautrice romana ha debuttato ieri sera all’Auditorium Parco della Musica con il concerto sold out “Leggermente Classica”

Ironica, profonda, mai banale. Poetica ed emozionante. Margherita Vicario ha stregato ieri sera la platea del Teatro Studio Gianni Borgna all’Auditorium Parco della Musica di Roma, dove ha presentato lo spettacolo “Leggermente classica” accompagnata dal giovane talento della chitarra classica Gian Marco Ciampa.

Margherita Vicario, con la formula del teatro-canzone, è riuscita a conquistare pubblico e critica. Nell’ascoltare i suoi pezzi si assiste infatti ad un vero e proprio spettacolo, in cui la giovane compositrice romana interpreta vari ruoli, mettendo in musica dei veri e propri dialoghi, in cui ella stessa di volta in volta interpreta e dà voce ai personaggi.

Ospiti della serata il quartetto d’archi Steam Quartet, insieme al musicista e produttore Roberto Angelini e al coro di madrigalisti Ensemble Tibi Ero Omnia, che hanno deliziato il pubblico presente accompagnandolo in un vero e proprio viaggio nella musica, attraverso arrangiamenti ed elaborazioni in “chiave classica”, affidati alla chitarra di Gian Marco Ciampa.

Il talentuoso chitarrista romano ha accompagnato Margherita Vicario nella reinterpretazione di famosi brani della musica d’autore italiana e di brani del repertorio della giovane autrice romana, tra cui quelli presenti nel suo ultimo album “Minimal Musical”, uscito nel 2014 e prodotto dall’etichetta indipendente FioriRari, fondata nel 2008 da Roberto Angelini.

Tra i momenti più emozionanti della serata, l’interpretazione di “Tango en skai” da parte di Gian Marco Ciampa, e l’esecuzione di un classico della musica italiana: “La Donna Cannone” di Francesco De Gregori, con l’arrangiamento di Gian Marco Ciampa e la voce di Roberto Angelini.

Margherita Vicario ha cantato alcuni brani tratti dal suo album “Minimal Musical” ed eseguito una toccante versione di “Salirò” di Daniele Silvestri, mentre l’Ensemble Tibi Ero Omnia ha infiammato la platea con una particolarissima versione di “I giardini di marzo” di Lucio Battisti.

Una serata unica, in cui si é dimostrato che unire musica classica e musica leggera non solo é possibile, ma é una scelta felice e vincente.

Sylvia Fortini

(foto di Carmelo Daniele)

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