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A Roma nelle Scuderie di Palazzo Ruspoli la mostra ‘Metropolismo, l’altra Storia’

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Venerdì prossimo, alle ore 18.00, inaugura a Roma presso le Scuderie di Palazzo Ruspoli la mostra ‘Metropolismo, l’altra Storia’ che sarà aperta da sabato al 2 aprile. Curata da Achille Bonito Oliva e patrocinata dall’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale, l’antologica ripercorre il periodo storico che va dagli anni ’80 al 2010 attraverso 50 opere che testimoniano il linguaggio pittorico leggibile, sintetico e coinvolgente degli artisti del Metropolismo. Tre le sezioni principali: anni ’80, anni ’90 e 2000. Un’apposita sala sarà invece dedicata ad alcune testimonianze relative a questo progetto pittorico che vede il suo formale atto di nascita nel giugno del 1987, quando alcuni artisti, individuando contenuti comuni nelle loro opere, definiscono una poetica pittorica indirizzata all’osservazione dei comportamenti sociali. I firmatari del Manifesto del Metropolismo furono Nico Paladini, Carlos Grippo, Antonio Sciacca e Timur Incedaiy. Oltre alle loro tele, sono presenti in mostra anche lavori di Carlo Frisardi, Giampiero Malgioglio, Stefano Solimani, Angelina Kuzmanovic, Bruce Atherton, Mirko Pagliacci ed Enrico Angelini. A partire dagli anni ’80, epoca di disinvolta euforia verso il superfluo, il linguaggio pittorico del Metropolismo, attraverso una rinnovata attualità iconografica, testimonia i grandi eventi e fenomeni collettivi di quegli anni, fino ad arrivare ai comportamenti e alle problematiche più attuali. Il movimento pittorico del Metropolismo ha il suo primo evento ufficiale il 3 giugno del 1993, quando l’allora Presidente della Quadriennale di Roma Alberto Sughi inaugura la mostra ‘Metropolismo, immagini e riflessi del nuovo movimento pittoricò. Successivamente, il clamore mediatico sollevato dal Metropolismo non sfugge ad Achille Bonito Oliva che, il 12 gennaio del 1995 a Madrid, presso l’Istituto Italiano di Cultura, in occasione dell’omonima mostra, presenta il suo volume ‘Metropolismo, ostensible value’, in cui teorizza il movimento. L’autorevole critico individua anche le differenze di questa corrente pittorica rispetto alla Pop Art americana: le citazioni commerciali di quest’ultima sembrano avere solo finalità estetiche, mentre il Metropolismo apre un confronto critico con le immagini dorate della società dei consumi.

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