RomaDailyNews - Il sito di informazione di Roma

Ai Teatri di Cintura debutta il nuovo Pirandello di Gabriele Lavia, La trappola

Più informazioni su

Ai Teatri di Cintura debutta il nuovo Pirandello di Gabriele Lavia, La trappola

spettacolo che il Teatro di Roma dedica al pubblico dei teatri

Quarticciolo e Tor Bella Monaca a conclusione di una ricca Stagione

che ha visto protagonisti dei cartelloni dei due teatri della città

tra gli altri, Peppe Servillo, Ottavia Piccolo, Fabrizio Gifuni, Emma Dante

Iaia Forte, Sonia Bergamasco, Vetrano e Randisi, Rolando Ravello

Barbara Valmorin, Monica Guerritore, Peppino Mazzotta, Pino Quartullo

Alessandro Benvenuti e lo stesso Gabriele Lavia

ingresso libero

Foto trappola

Foto trappola

Dopo l’allestimento di Tutto per bene presentato lo scorso gennaio al Teatro Argentina, Gabriele Lavia torna al teatro di Luigi Pirandello con La trappola, testo del 1912 del quale oltre all’adattamento e alla regia è anche interprete nel ruolo del protagonista, accompagnatoda Giovanna Guida e Riccardo Monitillo.

Un omaggio esclusivo dedicato al pubblico, per ringraziare della costante attenzione dimostrata nel corso del progetto che ha visto impegnato il Teatro di Roma nella gestione e nella programmazione dei Teatri di Cintura.

Lo spettacolo andrà in scena in prima nazionale i prossimi 2 e 3 maggio, alle 21.00, al Teatro Biblioteca Quarticciolo; il 5 e 6 maggio, rispettivamente alle 21.00 e alle 17.00, al Teatro Tor Bella Monaca.

La trappola è il discorso interiore di un uomo che confessa la propria ossessione di essere umano ingabbiato dalle convenzioni, dalla famiglia, addirittura dall’obbligo della riproduzione. Per il nostro protagonista, infatti, le donne sono lo strumento che attira l’uomo spingendolo a riprodursi e generare così altri infelici, altre maschere del gran ballo della società. Anche lui naturalmente è vittima del tranello: una donna sposata, che non può avere figli da suo marito, lo seduce, gli strappa una gravidanza per poi abbandonarlo e tornare dal marito. Così rimane da solo con il vecchio padre malato e paralizzato, condannato a quella sorte dal padre, suo nonno, che lo generò 76 anni prima. Per il protagonista ogni genitore è il boia della creatura che genera e che dice di amare perché la condanna a morte.

Per Lavia: «i personaggi di Pirandello vivono nella loro dimensione ombra col “sentimento del contrario”, guardando il mondo col “cannocchiale rovesciato”, in modo che il destro diventi sinistro, abitando l’antiterra dei Pitagorici».

Le scene sono di Alessandro Camera; i costumi di Andrea Viotti; le luci di Giovanni Santolamazza; le foto di scena di Tommaso Le Pera. Una produzione Teatro di Roma ad ingresso libero e gratuito fino ad esaurimento dei posti disponibili.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RomaDailyNews, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.