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Al Circolo Degli Artisti la psichedelia dei californiani WOODEN SHJIPS Mercoledì 26 Febbraio

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MERCOLEDI’ 26 FEBBRAIO

WOODEN SHJIPS

Mai Mai Mai

Holiday Inn

porte/botteghino

21:00

concerti

21:30

ingresso

12 euro + d.p.

@ CIRCOLO DEGLI ARTISTI

Via Casilina Vecchia 42 – Roma

06 70305684; info@circoloartisti.it

FSNCPS Live Experience presenta

Wooden Shjips

Wooden Shjips

WOODEN SHJIPS

Il quartetto trance rock californiano formato da Omar Ahsanuddin alla batteria, Dusty Jermier al basso, Nash Whalen all’organo e Erik “Ripley” Johnson alla chitarra e voce approda in Italia per presentare il nuovo bellissimo album BACK TO LAND, pubblicato dalla Thrill Jockey l’11 novembre

La miscela di psichedelia, rock elettrico anni 70 e space rock costituisce ancora il mondo sonoro del quartetto che però qui si apre a toni più morbidi e brillanti includendo per la prima volta anche una chitarra acustica e una vena melodica inedita sino ad oggi.

Back Land, registrato in 11 giorni ai Jackpot Recording Studios di Portland con Kendra Lynn alla produzione e Larry Crane al mix, arriva a due anni di distanza da West e segna il primo album della band concepito al di fuori di San Francisco e delle sue atmosfere, influenzato invece dal trasferimento di alcuni componenti della band a Portland, Oregon, e da atmosfere più morbide, melodiche e solari.

Miscelando la pschedelia fine ‘60 e primi ’70, con lo space rock di Spacemen 3, e il suono elettrico di Neil Young, i Wooden Shijps creano un suono moderno e originale che li distingue nettamente dalle altre band in circolazione e dalle mode passeggere.

Il debutto omonimo del 2006 ed i singoli che lo precedettero (ma anche quelli che ne seguirono, di cui uno ricercatissimo – e fuori catalogo – per Sub Pop) fecero gridare al miracolo gli appassionati dei suoni seventies e della psichedelia. Nel 2009 è stata poi la volta di Dos,  secondo capitolo di questo pellegrinaggio della mente, in cui il quartetto si è spinto ancora oltre le volte psichedeliche del debutto confermando le alte aspettative di pubblico e critica e polverizzando il formato canzone  in una performance esteticamente impeccabile, legata sì ad un immaginario antico, ma capace di guardare con turbolenta speranza ai viaggi di domani. Nel 2011 è uscito WEST il cui tema centrale come si evince dal titolo, è il West americano con tutta la mitologia, il romanticismo e l’idealismo che comporta.

Il suono dei Wooden Shijps fonde in una miscela originale e riuscitissima il garage gelido dei primi Echo and the Bunnymen con il punk solare di Scientist, allusioni krautrock con l’organo ossessivo alla Suicide, echi di Velvet Underground con l’oscuro e misterioso rock lisergico giapponese di band come Les Rallizes.

Un mix visionario è il risultato sonoro di questi quattro corrieri cosmici californiani, capaci di trasportarvi nei luoghi più reconditi della mente e nei panorami sonori più inediti e dirompenti.

MAI MAI MAI

L’alter ego di Toni C. ha assimilato le diverse culture e sonorità di quei posti che ha “involontariamente” visitato durante l’infanzia, per seguire la famiglia. L’Europa e il Medio Oriente sono fonti inesauribili di ispirazione, con le loro atmosfere plastiche e sintetiche, da un lato, eteree e conturbanti, dall’altro. Ne è venuto fuori “Theta”, un esordio proteso alla commistione di bordoni assordanti, beat polverosi e field recording psicotici. Mai Mai Mai veste i panni di un controverso officiante e recita i suoi caustici sermoni accompagnati dalle basse frequenze che sgorgano dense dai sintetizzatori, come accade in “Noeo”. Poi, chiama a raccolta i fantasmi di Atrax Morgue e Muslimgauze, a popolare l’andamento sussultorio di “Upnos” e gli spasmi elettronici di “Muo”, mentre con il fuoco – fatuo – di “Prometheus” sprigiona bagliori bluastri che illuminano gli antichi canti greci da lui stesso campionati. E se le influenze di due nomi altisonanti quali Marco Corbelli e Bryn Jones non bastano a impreziosire “Theta”, allora ci mettiamo anche i November Növelet della famiglia Arafna, le cui suggestioni echeggiano in “Telos”, e Mr. Xiu Xiu (Jamie Stewart), che del debutto di Mai Mai Mai ha curato personalmente la fase di missaggio nei suoi studi di Los Angeles. In quest’Italia malmessa, alla fine, si produce ancora del rumore di buona qualità. E la Boring Machines, che ha pubblicato “Theta” in un’edizione limitata di 300 copie in vinile, questo lo sa benissimo.

HOLIDAY INN

Holiday Inn, recentissimo progetto situato nella zona est di Roma – minimal synth punk alle sonorità acidissime. Questo duo vede la collaborazione tra Gustav Berlenbach (Aktion) alla voce e Bob Junior (Trans Upper Egypt / Bobsleigh Baby / Hiss) alla tastiera e drum machine.

http://www.woodenshjips.com

http://maimaimaikr.blogspot.com/

http://myownprivaterecords.bandcamp.com/album/holiday-inn

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