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Al Teatro della Dodicesima: “RAEP – Uno studio”

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    23 e 24 marzo ore 21,00 25 marzo ore 18,00

    Teatro della Dodicesima

    SpinacetoCultura

    Via Carlo Avolio 60 – 00128Roma

    presenta

    RAEP

    Uno studio

    Finalista Premio Scenario per Ustica2011

    di

    Mauro Santopietro

    Una produzione AR.Tè Teatro Stabile dInnovazione di Orvieto

    Con SinaHabibi, Tiziano Panici, Mauro Santopietro

    musiche SinaHabibi

    disegno luci Alessandro Calabrese

    progetto visivo Andrea Giansanti

    Il titolo RaeP si legge Rap… all’americana Rep. Il dittongo ae, alla latina, denota invece come questa presentata sia una storia arcaica, perché archetipi sono i personaggi. Il rap nasce da un sentimento di protesta nei confronti della società, di richiesta di attenzione per chi non ne ha, o non ne ha abbastanza. Nello scegliere il linguaggio dei personaggi l’autore Mauro Santopietro ha creato nel testo una musicalità, un rap appunto, affidandosi al dialetto romano considerato nella specifica circostanza di messa in scena un efficace strumento di rappresentazione. La musicalità data da assonanze ed immagini create non è però sufficiente a farne una drammaturgia; per questo si è cercato di trasformare le dinamiche di suono della parola in dinamiche di senso e di rapporto nella parola. “RaeP” vuole essere quindi una esplorazione sul linguaggio, dove non solo corpo e parola, ma anche luce e scenografia, diventano scrittura scenica. Il tema affrontato è il lavoro. Il problema della sicurezza “del” e “nel” lavoro. Problema visto non solo dagli occhi di un operaio, ennesimo esempio di morte bianca, ma anche dagli occhi di uno studente imbrigliato nelle redini di un sistema universitario che certo non potrà mai garantirgli la sicurezza di essere assunto. La trama prende spunto da due articoli di cronaca: “Uno studente decide di suicidarsi presso la stazione della metro di Roma Tiburtina (11-2009)”; e “Un operaio muore scivolando in un dirupo nel tratto ferroviario Roma-Napoli (09-2009)”. Dalla relazione dei due personaggi emergerà l’impossibilità per la nostra società di risolvere i problemi senza far appello all’aggregazione. Lo spettacolo sarà arricchito dagli ambienti visivi di Andrea Giansanti con cui gli attori interagiranno, creando sul palco un percorso che detterà i tempi di interazione tra lo studente e l’operaio.



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