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Al Teatro India Belarus Free Theatre dal 12 al 15 aprile foto

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Al Teatro India dal 12 al 15 aprile in scena tre spettacoli del

Belarus Free Theatre

La compagnia Bielorussa costretta alla clandestinità e all’esilio i cui spettacoli hanno conquistato le platee di tutto il mondo affermandosi tra le maggiori della scena europea di questi anni

Insignito nel 2008 del Premio dei Diritti dell’Uomo della Repubblica Francese a sostegno del Belarus Free Theatre di Minsk sono scesi in campo tra gli altri Vaclav Havel, Harold Pinter, Tom Stoppard, Mark Ravenhill, Arthur Kopit Kevin Spacey, Jude Law, Mick Jagger, Ariane Mnouchkine

Il Teatro di Roma e l’Associazione Cadmo, in collaborazione con l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, presentano al Teatro India una personale del Belarus Free Theatre, la compagnia teatrale di Minsk, Bielorussia, che torna a Roma a due anni dalla prima apparizione nel 2010 ospite de Le vie dei Festival. Tra il 12 e il 15 aprile nella Sala B del teatro di Lungotevere Vittorio Gassman il BFT presenterà tre spettacoli: i due storici Generation Jeans e Being Harold Pinter che hanno segnato l’affermazione del gruppo sulla scena internazionale e, in prima e esclusiva nazionale, il più recente A Flower of Pina Bausch. Come è pratica costante nelle loro tournée, le rappresentazioni saranno affiancate da uno stage total immersion condotto da Nikolai Khalezin, Natalia Kaliada e Vladimir Shcherban, riservato agli allievi dell’Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico. Inoltre nel foyer del teatro verrà allestita una mostra di fotografie di Alessandro Vincenzi, biologo per Medici Senza Frontiere e fotografo professionista, sull’attività del BFT a Minsk, da lui realizzate in occasione di un viaggio di documentazione in Bielorussia.

Il progetto Belarus Free Theatre è un’anteprima de Le Vie dei Festival 2012 con il patrocinio di Roma Capitale/Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico, Provincia di Roma/Assessorato alle Politiche Culturali.

La personale si apre giovedì 12 aprile alle 21.00 con lo spettacolo Generation Jeans, scritto da Nikolai Khalezin in collaborazione con Natalia Kaliada, con regia, coreografia e interpretazione dello stesso Khalezin, su live musical fusion DJ Laurel (Laur Biarzhanin).

La pièce parla di blue jeans e di musica rock ed è ambientata in Unione Sovietica ai tempi in cui i jeans e il rock erano proibiti dal regime comunista con l’arresto. Un’ambientazione e un’epoca di un passato cancellato dalla storia ma che identico governa altrove, nell’indifferenza e la resa generali. In quell’altrove si è consumata la storia raccontata dal suo protagonista, giovane artista che il regime bielorusso ha arrestato e torturato colpevole di lottare per la libertà e per l’arte, per i diritti e la democrazia. Una struggente testimonianza della drammatica realtà e delle condizioni di un popolo in un paese nel cuore della civile Europa, inopportunamente definito “Repubblica”. La durata è di un’ora e venti minuti.

Venerdì 13 e sabato 14 aprile, sempre alle 21.00, in prima nazionale andrà in scena A Flower for Pina Bausch, regia, concept e adattamento di Vladimir Shcherban, interpretato dagli attori-autori Pavel Radak-Haradnitski, Yana Rusakevich, Aleh Sidorchyk, Hanna Slatvinskaya, Dzianis Tarasenka, Maryna Yurevich, Yuliya Shauchuk, Viktoryia Biran. Lo spettacolo prosegue il filone docu-teatrale della compagnia sulle esperienze personali degli attori, centrato sulle proprie “opportunità mancate”, le cose lasciate sospese, non realizzate del tutto, non dette. Le emozioni che emergono motivano le performance che si susseguono in scena (un uomo in crisi per la perdita dei suoi figli; una moglie che desidera di avere un figlio dal marito; due donne in lacrime per il loro amore impossibile). “Opportunità mancate” dunque, interrotte da un bagno rigeneratore nella cioccolata fusa; aroma che sa di “ormone della felicità”. La durata è di un’ora e trenta minuti.

Spettacolo storico del BFT – in scena domenica 15 alle 19.30 – Being Harold Pinter è un omaggio al grande drammaturgo britannico scomparso nel 2008. Attraverso testi teatrali di Pinter e il discorso da lui pronunciato in occasione del ritiro del Nobel per la Letteratura nel 2005, insieme a lettere di prigionieri politici in Bielorussia, la pièce affronta il tema della violenza nelle sue diverse forme e ambiti: in famiglia (Ritorno a casa, Ceneri alle ceneri), in una istituzione sociale (Il nuovo ordine del mondo, il bicchiere della staffa), nelle relazioni internazionali (Il linguaggio della montagna). Le trame si susseguono a un ritmo incalzante e via via i personaggi astratti dei testi cedono il posto e la scena a figure reali, riconoscibili, che rimandano a episodi della nostra attualità come Abu-Ghraib o alle carceri della Repubblica Bielorussa affollate di prigionieri politici e dissidenti. Su adattamento e regia di Vladimir Shcherban, in scena gli attori Nicolai Khalezin, Pavel Radak-Haradnitski, Yana Rusakevich, Yuliya Shauchuk, Aleh Sidorchyk, Dzianis Tarasenka, Maryna Yurevich. La durata è di un’ora e quindici minuti.

Gli spettacoli sono recitati in lingua russa e bielorussa con sottotitoli in italiano.

 

Il Belarus Free Theatre

Fondato nel 2005 a Minsk, capitale della Bielorussia, dal drammaturgo e giornalista Nikolai Khalezin e dalla produttrice Natalia Kaliada, ai quali si è aggiunto in seguito il regista Vladimir Shcherban, il BFT è una formazione dedita a una pratica teatrale di contro-informazione, di politica messa in scena, di teatro-giornale, una voce di dissenso in un paese nel cuore della civile Europa preda di un regime dittatoriale. Un teatro di grande qualità e alto rigore artistico a sostegno del quale sono scese in campo personalità come Mick Jagger, Ariane Mnouchkine, Mark Ravenhill, Jude Law, Kevin Spacey, e lodato da drammaturghi del calibro di Harold Pinter (I Belarus ci riconducono all’essenza del teatro), Mark Ravenhill (Il lavoro del Free Theatre è di altissimo livello e il loro regista Vladimir Scherban è un talento straordinario), Tom Stoppard (Quello che ho visto a Minsk è molto più vicino al teatro della verità, alle sue origini, al suo vero obiettivo).

Dal debutto nel 2005 al Nuovo Teatro di Riga diretto da Alvis Hermanis, il BFT ha presentato i suoi lavori in Australia, Irlanda, Olanda, Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania, Svezia, Italia, Finlandia, Belgio, Francia, Polonia, Russia, Lituania, Lettonia, Grecia e Africa. Nell’aprile del 2008 a Salonicco, su proposta di Vaclav Havel, Harold Pinter e Tom Stoppard, il BFT riceve una menzione speciale del XII Premio Europa per il Teatro. In seguito ai gravi disordini scoppiati nel 2010 per la rielezione di Aliaksandr Lucashenko, alcuni dirigenti del BFT hanno lasciato il paese rifugiandosi in Gran Bretagna, da dove continuano a guidare le attività a Minsk e a realizzare i loro spettacoli attraverso la rete.

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