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Al Teatro India KARÉNINA, prove aperte d’infelicità foto

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Al Teatro India Sonia Bergamasco

porta sul palcoscenico la genesi di uno dei più grandi romanzi

della storia della letteratura

KARÉNINA,prove aperte d’infelicità

Viaggio nei pensieri, nei tormenti e nelle vicissitudini dell’universo di Lev Tolstoj

regia di Giuseppe Bertolucci

in scena dall’11 al 15 aprile 2012

 

una produzione Teatro Franco Parenti-Sonia Bergamasco

Mercoledì 11 aprile alle ore 21.00 al Teatro India Anna Karénina esce dalle pagine del dramma di Lev Tolstoj per diventare protagonista di un intenso e affascinante viaggio nei segreti di un classico della letteratura, KARÉNINA,prove aperte d’infelicità. A svelare al pubblico il processo creativo di stesure e rifacimenti che hanno portato alla nascita di uno deipiù grandi romanzi di ogni tempo, è Sonia Bergamasco unica attrice in scena a raccontare la quotidianità, le folgorazioni, la vita e l’opera del suo autore attraverso i tormenti e gli interrogativi dell’amore.

Anna prima di diventare Karénina. Karénina prima di incontrare Tolstoj. Lo spettacolo – scritto da Emanuele Trevi e Sonia Bergamasco – non è né un adattamento teatrale, né una rilettura del grande capolavoro russo, bensì un’esplorazione alla scoperta di una Anna Karénina primigenia, personaggio alla ricerca del suo autore, dagli appunti iniziali alla prima pubblicazione di quest’opera, avvenuta nel 1877. Il talento di Sonia Bergamasco, capace di farsi vero e proprio strumento narrativo, conduce il pubblico – con l’acuta e preziosa regia di Giuseppe Bertolucci – nell’esperienza meravigliosa e suprema di un mistero creativo. Così Anna Karénina e Tolstoj: cinquant’anni prima di Pirandello, un autentico caso di personaggio in cerca del suo autore. Anna non è un’invenzione, ma un fantasma che si insidia nella mente di Tolstoj, lo costringe a interrogarsi sul suo significato, lo attira e lo respinge con l’ambivalenza tipica delle esperienze supreme. Ed infatti, lunga, accidentata e imprevedibile è stata la strada che ha condotto dai primi abbozzi di Anna Karénina all’opera compiuta: una testimonianza impareggiabile sull’origine dell’opera d’arte.

«Un pianoforte, un’attrice, le note di Čajkovskij, le parole di Tolstoj. Emanuele Trevi e Sonia Bergamasco si sono messi a giocare attorno a questi elementi primari con la leggerezza e l’innocenza

e la sapienza di due bambini sulla spiaggia e hanno costruito un bellissimo castello di sabbia, fragile e intenso, al quale mi sono avvicinato facendo attenzione a non rovinare quella piccola meraviglia – commenta Giuseppe Bertolucci – La marea della messa in scena è salita, le onde hanno coperto tutto, ma miracolosamente il castello è rimasto in piedi: la voce e il corpo di Sonia hanno costruito fondamenta e mura impalpabili e indistruttibili, cementate da un talento raro, verso il quale mi sento di provare prima ancora che ammirazione una sorta di stupore, venato di riconoscenza e di gratitudine, come avviene quando ricevi un dono».

A più di dieci anni di distanza da L’amore probabilmente – suo ultimo film di finzione, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia – Giuseppe Bertolucci torna a percorrere, con la stessa protagonista, quella sottile linea d’ombra che separa la realtà dall’immaginazione.

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