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Arte, natura e buon cibo: pedalando nel tempo tra i tesori dell’Umbria foto

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La IV edizione della ciclostorica La Francescana.  I velocipedi cavalcati dai ciclisti belgi, con le loro enormi ruote, sono i primi ad attirare gli sguardi. Ma nella centralissima piazza delle Repubblica di Foligno ogni angolo racchiude una curiosità, dal barbiere vintage che si prende cura di barba e capelli come si faceva una volta, alle tante bici d’epoca, alcune con un secolo e più di strada sotto le ruote. Ha solo quattro anni, ma La Francescana – ciclostorica che attira appassionati da tutta Italia e dall’estero – è già entrata nel cuore della città. Ogni anno i suoi numeri crescono, anche grazie a ospiti d’onore che rievocano imprese leggendarie come Gioia Bartali, nipote del celebre campione, e Michela Girardengo, pronipote di Costante e presidente del Giro d’Italia d’Epoca. É così che l’edizione svoltasi domenica dal 21 al 23 settembre, XIII tappa del Giro d’Italia d’Epoca, ha superato quota 500 partecipanti e punta ancora più in alto per il prossimo anno. Quest’anno, la ciclostorica umbra ha ospitato anche notissimi marchi grazie a due eventi speciali: il 2° Bianchi Day “Passione Celeste”, che ha premiato le 10 biciclette Bianchi più belle ed eleganti, e la mostra della componentistica “Campagnolo” dalle origini agli anni ’80.
La grande piazza, con abbigliamento vintage e biciclette in esposizione, è un vero luna park per i bambini ma soprattutto per i più grandi. Pronti a partire a colpi di pedale ci sono ciclisti di tutte le età, inclusi tanti giovani dai capelli bianchi che la bici d’epoca non hanno certo dovuto cercarla su Internet. Grazie a un sole ostinatamente estivo, Foligno e la Valle Umbra sono riusciti a dare il massimo. I due percorsi – il breve da 35 km e quello lungo da 75 km – si snodano per buona parte lungo sterrate bianche, tra filari di vigne, casali e aziende agricole, e toccano gioielli di arte e storia come Bevagna, Spello e Montefalco. L’attenta organizzazione dell’evento, con passaggi ben sorvegliati negli incroci stradali e l’assistenza tecnica per chi si ritrova con la gomma a terra – permette di pedalare in tutta tranquillità. Nel gruppo che ha scelto il percorso breve, oltre ai velocipedi che affrontano senza problemi sterrati e cambi di pendenza, si distinguono alcuni ragazzi in sella a bici di inizio Novecento. Discutono di pezzi di ricambio difficili da trovare e di vendemmia. Giovanissimi e con un debole per cose tanto antiche. Anch’essi, probabilmente, una rarità.
Un buon motivo per partecipare alle ciclostoriche sono i punti ristoro, e quelli della Francescana hanno reso onore alla tradizione gastronomica umbra. Se al primo rinfresco chi ha dovuto fare colazione in fretta per partire puntuale alle 8.30 ha potuto prendere un’abbondante rivincita, in quelli successivi l’hanno fatta da padrone il vino locale – in particolare il sagrantino – i salumi e le zuppe. Non solo. Nell’ultima sosta c’è stato spazio anche per la musica e i balli tradizionali. Insomma, è il territorio umbro, con la sua bellezza e le sue tradizioni il vero protagonista di questa manifestazione che diverte e stupisce anche il pubblico: chi si affaccia alla finestra o aspetta a bordo strada il passaggio del gruppo; chi si ritrova a incrociare per caso l’insolito plotone durante la passeggiata della domenica mattina. Per finire si ritorna da dove si era partiti: la partenza è anche il traguardo di questa pedalata non agonistica. A partire dalla tarda mattinata i ciclisti, solitari e in squadra, oltrepassano la linea finale. Nell’arrivo scaglionato è possibile ammirarli meglio per l’ultima volta – le biciclette, le acconciature e l’abbigliamento davvero curato di quanti hanno voluto di godersi una pedalata speciale tra arte e natura.

Testo di Gabriele Carchella  e foto di Carmelo Daniele ( Galleria fotografica )

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