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Avengers: Endgame – La recensione

L’epica conclusione della saga dell’infinito è giunta (qui la nostra retrospettiva sulla storia finora fase 1 – fase 2fase 3) . Gli Avengers tornano insieme per la loro missione più grande.

 

Il mondo è scosso, l’universo è in ginocchio, metà degli esseri viventi di ogni pianeta sono stati spazzati via e andare avanti non è semplice.
Soprattutto per i nostri eroi, provati oltre che dalle perdite dal loro senso di colpa; dalla responsabilità del fallimento che ognuno sente sulle proprie spalle.
Così inizia “Avengers: Endgame”, ventiduesimo film dei Marvel Studios, capitolo finale di una saga iniziata (senza che nessuno ancora lo sapesse) undici anni fa.
E gli undici anni passati insieme diventano centrali nel corso del film, che si fa summa, tra citazioni, momenti nostalgici e passerella su schermo del 90% degli attori che hanno fatto parte di questa incredibile storia.

Il film inizia in maniera straziante, ci fa vivere la sofferenza dei nostri eroi grazie anche al magistrale lavoro degli attori protagonisti. Ogni volto, ogni sguardo, ogni espressione trasmette più di mille parole o azioni, ed è una sensazione con cui riusciamo facilmente ad empatizzare ripensando a quello che abbiamo vissuto in sala un anno fa. Ripensando a quello “Snap”.
Ma queste sono solo le basi da cui partire…

I fratelli Russo fanno di nuovo centro, seppur con una scrittura e un ritmo forse meno riusciti rispetto ad “Infinity War”; le tre parti in cui il film è suddiviso scorrono comunque bene, ma la più riuscita è senza dubbio la terza, uno scontro epico, unico, mastodontico, pieno di scene che entreranno di diritto nella vostra personale “top five” di tutta la saga. Nel finale i Russo hanno spinto davvero l’acceleratore, usando le fasi “di costruzione” per caricare sentimenti ed emozioni degli spettatori oltre ogni limite, scena dopo scena, ricordo dopo ricordo, fino a lasciar esplodere questa climax emotiva nel finale più maestoso che si potesse immaginare.

Non manca l’ironia, più lesinata e limitata (coerentemente) ad alcuni personaggi e alle conseguenze del loro fallimento; (in particolare Thor ci mostra quanto abbia pesato sul dio del tuono il non aver mirato alla testa, alla fine del film precedente); non mancano le lacrime, non manca la gioia, né la frustrazione o la soddisfazione, il film è un mix al suo interno anche di generi nelle differenti parti del film.
Un turbinio di emozioni per dare a questa storia il degno finale, forte e profondamente emozionante.

E se pure il film può risultare imperfetto sotto alcuni punti di vista, andare troppo veloce su alcune cose e troppo lento su altre, rimane perfetto per il suo ruolo di chiusura del cerchio; non il più bel film del Marvel Cinematic Universe (se analizzato come pellicola), ma sicuramente il più emozionante, quello con le migliori scene d’azione che il cinema supereroistico abbia mai visto e quello che nessuno potrà mai dimenticare.

Non resta altro che ringraziare questi attori, a partire dai sei Avengers originali: Robert Downey Jr., Chris Evans, Mark Ruffalo, Scarlett Johansson, Jeremy Renner e Chris Hemsworth; nonché le menti dietro tutto ciò, quel Kevin Feige che ha iniziato la storia dei Marvel Studios e il recentemente scomparso Stan Lee, per averci donato questi meravigliosi personaggi e le loro fantastiche storie.