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BOLLE DI SAPONE: ESISTENZIALISMO SATIRICO DA QUATTRO SOLDI, in scena al Teatro dei Satiri di Roma dall’ 11 al 22 aprile.

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BOLLE DI SAPONE

Esistenzialismo satirico da 4 soldi

di e con

FILIPPO GIARDINA

Regia

GIORGIO MONTANINI

TEATRO DEI SATIRI

Dall’11 al 22 aprile 2012 

Dopo aver fondato Satiriasi- L’Officina della Satira, ed aver portato nei teatri italiani la Stand-up Comedy, Filippo Giardina presenta il suo quinto monologo ferocemente divertente. Dall’ 11 al 22 aprile 2012uno dei comici italiani più cinici e dissacranti sarà in scena al Teatro dei Satiri con Bolle di Sapone: esistenzialismo satirico da 4 soldi, uno spettacolo che, per i temi trattati e per il linguaggio crudo, è rigorosamente vietato ai minori di 18 anni.

Un’asta, un microfono e delle tesi apparentemente folli da sostenere: è possibile comprendere i preti pedofili? Siete sicuri che la raccomandazione sia peggiore della meritocrazia? Avete mai pensato che per risolvere i problemi degli Italiani andrebbero aumentati gli stipendi dei politici?

Bolle di sapone fornirà queste e molte altre domande alle vostre risposte.

Bolle di Sapone, esistenzialismo satirico da quattro soldi

di e con Filippo Giardina regia Giorgio Montanini

Teatro Dei Satiri

Dall’11 al 22 aprile 2012

Da mercoledì al sabato ore 21.00

Domenica ore 18.00

Via di Grottapinta 18 – Roma

Tel: 066871639 – 066871578

Biglietti: dal mercoledì al venerdì 16.00 + 1.00

sabato e domenica 19.00 + 1.00

SATIRIASI

Stand up comedy

Satiriasi – l’Officina della Satira” nasce da un’idea di Filippo Giardina e dalla sua voglia di esplorare il mondo dello “stand up comedy”, quel genere di comicità corrosiva che vede il comico/comedian da solo sul palcoscenico con un’asta, un microfono e il suo bagaglio di vissuto. L’esperimento è quello di portare in Italia un genere che oggi sta facendo il giro del mondo e ha già dato vita a grandi nomi della satira come Lenny Bruce, Bill Hicks, George Carlin. L’Officina della Satira fondata da Giardina, che ogni lunedì insieme ad altri cominci si esibisce in diversi spazi teatrali e e locali della capitale, si basa su dodici regole:

1)La risata è il mezzo e non il fine

2)Niente travestimenti, si entra col proprio nome e cognome un asta un microfono su fondale nero

(2bis – le eventuali aggiunte fanno parte della regia complessiva della serata e non del singolo pezzo)

3) La libertà è assoluta ma non sono permessi pezzi che ispirino forme di violenza intolleranza o razzismo

4) Non è uno spettacolo di cabaret

5) Il pubblico può essere coinvolto all’interno di un pezzo ma deve rappresentare una parte accessoria- Qualora fosse una parte fondante va giustificato in maniera chiara.

6) Non si fanno comizi politici

7) Non si fanno giochi di parole a meno che non siano frutto di uno studio tale da giustificarne il senso

8) La satira da sempre è stata uno strumento di stimolo per lo spirito critico dell’autore e del pubblico, non vergogniamoci ad usare la parola cultura

9) bisogna sforzarsi di proporre pezzi originali, ci repelle la baggianata: “ormai è stato già detto tutto” ( tutto quello che è stato già detto può essere ridetto, ribadito e migliorato)

10) I luoghi comuni vanno presi in giro

11) Il populismo e il parlare alla pancia delle persone creano grasse risate e facili consensi ma uccidono la qualità dello spettacolo.

12) Il testo del monologo preferibilmente deve riguardare un solo argomento.

 

FILIPPO GIARDINA

 

Sono un comico, attore, autore, co-regista di un film, autore di due canzoni, buon giocatore di biliardo e tresette. A vent’anni comincio l’avventura cabarettistica con un trio, copiando pezzi celebri e bevendo fiumi di birra per sedare l’ansia. Mi rifugio allora nel mondo dissoluto dei villaggi turistici, alternando spettacoli teatrali a tornei di biliardo e tresette. Dopo aver lambito la dipendenza da qualsiasi sostanza potesse sedare le mie angosce, decido di trasferire le mie ossessioni al teatro. Mi diplomo al conservatorio teatrale di Giovan Battista Diotajuti e comincio a fare l’attore. Molti spettacoli, alcuni brutti e sottopagati.La disperazione mi avvicina alla scrittura comica e rimango folgorato dal mondo della stand up comedy. Mi esibisco in teatri, balere, piazze, pizzerie, sagre, matrimoni, programmi tv da quattro soldi e festival truccati, cercando di fare satira laddove sembrava impossibile. Ed effettivamente lo era, lo è, ma tutt’ora è il mio mestiere. Scrivo un libro di poesie di umorismo gastronomico. In totale spregio del profitto, mi chiudo in una cantina per due anni con Mauro Fratini per “Non Rassegnata Stampa” , la resistenza della satira libera in Italia. 207 puntate, le sit-com “Preti” e “Le Pippe”, un discorso alla nazione e una 24 ore in diretta web ricostruendo un anno di storia in chiave satirica. La depressione non si placa e con Alfredo De Marco scrivo interpreto e dirigo il mio primo lungometraggio “Successo in 100mq”, un film marcio e disturbato. Per lanciare il film nasce “100mq la prima trasmissione su facebook” 13 puntate per raccontare 15 mesi di lavoro in un film di 78 minuti a costo zero. Dilaniato dal mondo circostante, scrivo e canto la ballata di protesta “In Italia la cultura non è più una cosa seria” e la canzone rap “La Rivoluzione Pacifica”. Oggi sto scrivendo il mio quinto monologo comico “Bolle di Sapone: esistenzialismo satirico da 4 soldi”, respiro con più calma, mi agito un po’ meno e concentro le mie nevrosi in “Satiriasi-L’Officina della Satira”

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