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A caccia di “Giocattoli Perduti” – antologia di immagini e racconti a cura di Valentina Quarta ed Andrea Cionci

Quando si apre una antologia di racconti a tema c’è sempre il rischio di avere in mano uno di quei piatti misti da buffet: se le melanzane grigliate sono ottime, le patate al gratin in genere risultano un po’ secche e quella fettina di roast beef ha decisamente visto giorni migliori. Nel caso del libro che voglio presentarvi, invece, il processo creativo ha seguito un percorso ab imis impostato sulla vocazione corale di un gruppo di autori, riuniti intorno al progetto fotografico di una giovane e brillante fotografa, Valentina Quarta e di un determinato coordinatore editoriale, il baritono e giornalista Andrea Cionci.

Va detto, a scanso di equivoci, che “Giocattoli Perduti” è un libro autoprodotto ed autodistribuito, anche se con codice ISBN: è veramente il frutto della passione per la bellezza e per le emozioni di un gruppo di persone unite soprattutto dalla gioia per la scrittura e per la capacità evocativa e l’intero progetto ha avuto un unico scopo. Si è voluto unire l’obiettivo alla penna, cercando di accompagnare il lettore in un tour onirico fra immagini quasi pittoriche di edifici abbandonati che hanno tutte quante un elemento in comune.

Che si tratti di un ex ospedale, di un collegio diroccato, di un castello o di un opificio – per i quali Valentina, appassionata di “Urban Exploration” ha peregrinato con la sua reflex al collo – in ciascun luogo è stato trovato almeno un giocattolo abbandonato: orsetti, ciuchini di pezza, maschere e chi più ne ha, più ne metta.

La matrice dello story telling è facilmente intuibile. Si è chiesto agli autori di tessere dei racconti brevi a partire dal balocco e dalla sua collocazione, tante novelle quante sono le immagini contenute in “Giocattoli Perduti” con il risultato, data la variatissima gamma delle sensibilità individuali, di realizzare una crestomazia di racconti che, liberi da catene di genere, li attraversano (quasi) tutti. Dalla prospettiva intimistica di “Fratelli si diventa” ai toni neo classici e lirici di “Le Anime di Carta”, il libro conduce il lettore per una galleria caleidoscopica di impressioni, attraversando con delicatezza e senza mai troppo appesantire il percorso, il dramma, il racconto con elementi autobiografici, il fantastico per poi sfiorare persino il mondo scintillante della fantascienza. Un percorso a ragnatela che mette in relazione l’immagine, nei due elementi dello sfondo (il luogo) e del giocattolo in esso contenuto, con la personalità e la cultura individuale degli autori.

“Giocattoli Perduti” è un esperimento originale, una cosa bella in un’epoca che il bello, per immagini e per la parola scritta, ha troppo poco spazio e ben misera cittadinanza nei media mainstream: per una volta non fermatevi a volti, selfie, immagini di propaganda, ma accettate l’invito al viaggio che solo la parola narrata per iscritto e le immagini del fotografo possono proporre al viandante.

Siate pellegrini, insieme a noi, in questo viaggio meraviglioso fra luoghi abbandonati e giocattoli sognanti, sedetevi insieme a noi al nostro fuoco e lasciate che le vostre anime ed i vostri cuori si aprano alla magia del racconto.

“Giocattoli Perduti” può essere ordinato alla omonima pagina facebook.

CB