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Concerto record, miglior edizione della storia del Primo Maggio a Piazza San Giovanni

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Un concertone record, per le presenze in piazza, per la musica e la conduzione che hanno trasformato quella tenuta ieri la miglior edizione della storia del Primo Maggio a Piazza San Giovanni. Ecco la top ten delle nove ore di concertone che hanno mandato in visibilio la piazza. L’INNO DI FINARDI: Il rocker italiano è stato scelto per aprire la lunga diretta. Una versione d’impatto dell’inno che è stato poi ripetuto, in diverse forme, nel corso della giornata facendo da filo conduttore all’intero Concertone. VÀ PENSIERO: Il canto di Paoli è stato uno degli altri momenti memorabili del Concertone. Il padre dei cantautori italiani ha scelto così di rendere omaggio all’Unità d’Italia con una versione commovente e quasi romantica dell’inno verdiano, eseguita assieme all’Orchestra. Pubblico in silenzio, attonito e scosso che sembrava scoprire per la prima volta la bellezza di quella musica prima di esplodere in un fragoroso applauso finale. – LE PAROLE: Sono state tante quelle dette da Marcorè e da molti suoi amici saliti sul palco. Parole di grandi scrittori e poeti, parole di Camilleri e Gherardo Colombo, parole recitate da grandi attori di teatro come Mariano Rigillo e dei sindacalisti, uniti come ormai quasi solo al Concertone si vede. IL CANTO DI MORRICONE: Aveva già diretto la sua straordinaria Elegia all’Italia, con citazioni di Và Pensiero, dell’Inno di Mameli e di Addio mia bella Addio. Ma poi il Maestro non ha resistito: è rimasto sul palco per intonare, lui che si è sempre detto stonato come una campana, l’Inno di Mameli assieme ad un coro trasversale che andava dalla Camusso a Bonanni, dagli organizzatori del Concertone agli autori, da Marcorè a Fausto Mesolella e Peppe Servillo. Un momento indimenticabile e probabilmente irripetibile con tutta la piazza che intonava l’inno. NUMERI: Da anni ormai l’organizzatore Marco Godano evita di fornire cifre sulla folla di Piazza San Giovanni. La verità è che sono sempre tanti, tantissimi e restano nella piazza per dieci ore consecutive. Aldilà delle cifre esatte, c’è da notare che ieri erano strapiene anche le vie limitrofe e questo fa parlare realmente di record. CAPAREZZA: Dal duetto con l’ex Spandau Ballet Tony Hadley al «Legalize the Premier» l’esibuizione conferma Caparezza come l’artista perfetto per il Primo Maggio: la piazza salta, balla, si scatena come e più di quanto faccia addirittura con i Subsonica, Caparezza riesce a far divertire e a pensare e alla fine tutti vorrebbero che l’esibizione fosse anche più lunga. LA PAR CONDICIO: Marcorè ne aveva parlato più volte prima del Concertone, prendendo le distanze dalla legge sulla par condicio ma promettendo di ironizzarci sopra. E così ha fatto. Nel backstage qualcuno però è andato in confusione e, di fronte alle ovvie dichiarazioni degli artisti contro la par condicio, ha dimenticato che in Italia esiste da anni una delibera che si applica non solo al Primo Maggio ma a tutte le dirette Rai non giornalistiche. Ne è nata a livello mediatico un’inesistente polemica degli artisti, e persino di qualche esponente politico, contro il concertone, una scena esilarante con dichiarazioni fatte dai cantanti contro la par condicio ed equivocate come fossero contro il concertone. Il direttore di Raitre Paolo Ruffini e l’organizzatore del Concertone Marco Godano hanno spiegato a tutti che non c’era proprio niente di nuovo rispetto all’applicazione della legge che avviene in tutte le trasmissioni Rai, basta informarsi. IL PAESE DI SILVESTRI: Tra i momenti più toccanti del Concertone, l’esibizione di Daniele Silvestri con la versione, eseguita alla tastiera, di «Questo Paese». Tutti ad ascoltare le parole di Silvestri che, prima di divertirsi in un’esilarante versione di «Salirò», canta che è sempre più difficile trovare la fortuna dell’Italia. RI: La piazza, caldissima per l’esibizione di Caparezza, fatica un pò a ritrovarsi con un doppio o triplo salto generazionale che porta i due ex Banana Republic sul palco. Ma i due evergreen della musica italiana inanellano una scaletta incalzante, da

foto annamaria marziano

«Viva l’Italia» a «Disperato erotico stomp» e alla fine conquistano tutti. MARCORÈ E GODANO: Ovvero la strana coppia che ha portato a casa con successo il Concertone 2011. Marcorè ha trovato un punto di equilibrio tra satira, impegno e rapporto con la piazza, Godano, che su di lui aveva scommesso, ha vinto su tutti i fronti le sue sfide: Ha dimostrato che, pur tra mille inevitabili equilibrismi politici, i ragazzi del 2011, se si fidano e capiscono che non li prendi in giro, possono ballare, pensare, cantare l’Inno di Mameli, ascoltare in silenzio musica classica e persino inedita (e non solo le cover dei talent show) e persino i versi di Pasolini e John Fitzgerald Kennedy, possono commuoversi per il Và Pensiero di Paoli e cantare a squarciagola il rock dei Subsonica. Il vero finale non visto in tv è stato quello di Marcorè che a notte fonda si è divertito a fare le imitazioni solo per gli irriducibili ragazzi rimasti in piazza ad ascoltarlo: la migliore immagine del Concertone 2011.

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