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Cultura, il settore garantisce crescita e sviluppo economico

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Roma si piazza ottava nella classifica tra le province in cui la cultura garantisce un contributo maggiore alla produzione di ricchezza. Al comparto – come risulta dallo studio ‘L’Italia che verrà. Industria culturale, made in Italy e territori’ di Unioncamere e da Fondazione Symbola – si deve infatti il 6,9% del totale del valore aggiunto locale (la media nazionale è del 4,9%): 8,6 miliardi di euro. Valore che, se considerato in termini assoluti, conduce la capitale al secondo posto in Italia, dopo la provincia di Milano. Gli addetti sono quasi 150 mila, il 7,8% dell’occupazione.
“I risultati della ricerca di Unioncamere e Fondazione Symbola – ha dichiarato il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti – rappresentano per noi l’ennesimo importante riconoscimento e la dimostrazione che la cultura è un settore assolutamente strategico per lo sviluppo e la crescita del nostro territorio. Una convinzione che in questi tre anni alla guida di Palazzo Valentini ci ha condotto a fare investimenti rilevanti per promuovere cultura, innovazione e creatività, attraverso il finanziamento di iniziative ed eventi a Roma e nei comuni della provincia e di progetti in grado di offrire, soprattutto ai più giovani, l’opportunità di dimostrare il loro talento”.
“La cultura – ha aggiunto Zingaretti – non è una spesa, ma un investimento che nelle sue diverse forme (cinema, arte, spettacolo dal vivo etc.) produce occupazione e lavoro, trasformandosi quindi in un buon carburante per alimentare il motore della nostra economia, in un momento in cui peraltro fatica a girare per la crisi che tutto il Paese sta affrontando. “Se vogliamo guardare al futuro con maggiore ottimismo – ha concluso Zingaretti – dobbiamo quindi continuare a investire in questa direzione. La cultura è infatti un parametro fondamentale per misurare la ricchezza di un territorio, la sua modernità e le sue potenzialità di crescita”.
“I dati presentati nello studio Unioncamere e Fondazione Symbola – ha sottolineato l’assessore alle Politiche della Cultura Cecilia D’Elia – confermano ancora una volta la peculiare vocazione culturale del nostro territorio. Dopo un anno passato a difendere la cultura come investimento e la centralità della politiche pubbliche in questo ambito è significativo che emerga da studi di stampo economico la forza di un settore che restituisce alla società un patrimonio immenso non solo in termini di sviluppo produttivo e occupazionale ma anche civile e democratico”.

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