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Dal 10 novembre la mostra: “1849-1871. Ebrei di Roma tra segregazione ed emancipazione” al Museo Ebraico di Roma foto

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    Si e’ svolta oggi presso il Museo Ebraico di Roma la conferenza stampa di presentazione della mostra:  “1849-1871 – Ebrei di Roma tra segregazione ed emancipazione”. La mostra e’ realizzata dalla Comunità Ebraica di Roma e dalla Fondazione per il Museo Ebraico di Roma in occasione dei 150 anni dalla proclamazione di Roma Capitale del Regno d’Italia, e coincide con la fine della segregazione ed emancipazione degli ebrei dal ghetto di Roma. Il ghetto fu istituito nel 1555 dal papa Paolo IV, con la bolla Cum nimis absurdum.

    Erano presenti alla conferenza stampa: il Rabbino Capo di Roma, Riccardo Shmuel Di Segni, la Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello, la Presidente della Fondazione per il Museo Ebraico di Roma, Alessandra Di Castro, Francesco Leone, co-curatore della mostra, e Giorgia Calò, co-curatrice della mostra.

    Nell’Ottocento, in tante nazioni, gli ebrei acquistarono pari dignita’ con gli altri cittadini”  ha esordito il Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma Riccardo di Segni. “Gli ebrei in Italia non rinunciavano all’idea di essere cittadini come gli altri, e vedevano nel Risorgimento la parita’ dei diritti. A Roma si dovette aspettare la caduta del dominio papale e l’arrivo dei Savoia nel 1870. Abbiamo la parentesi temporale dal 1849 al 1870 in cui gli ebrei romani aspettano la liberazione e i rapporti col dominio papale si fanno sempre piu’ tesi” ha proseguito il Rabbino Capo, aggiungendo che “abbiamo nella mostra tante attivita’ di artisti ebrei, nel 1800 escono anche queste produzioni, tutto cio’ e’ in questa mostra. Sono stati cercati quadri dell’epoca e documenti dei nostri archivi”.

    L’esposizione si avvale infatti dei prestiti dei più importanti musei italiani del Risorgimento e di prestigiose collezioni private, con lo scopo di far conoscere e raccontare l’impegno e il coinvolgimento degli ebrei italiani nel periodo del Risorgimento.

    Dall’eroica Repubblica Romana del 1849 alla proclamazione di Roma capitale nel 1871, si fece evidente l’identificazione tra lo spirito risorgimentale e la millenaria storia ebraica. Una comune idea di riscatto e orgoglio identitario portò alla costruzione dell’Italia unita e alla liberazione dalla secolare costrizione nei ghetti.

    In un dialogo tra dipinti, sculture e testimonianze documentarie, la mostra racconta il coinvolgimento del mondo ebraico in queste vicende, con particolare attenzione alla Comunità Ebraica di Roma. Per la specifica posizione all’interno dello Stato Pontificio, gli ebrei romani conquistarono i loro diritti e la piena libertà solo in seguito l’annessione di Roma al Regno d’Italia nel 1870.

    Così le grandi figure patriottiche del Risorgimento intrecciarono le loro vicende personali e politiche con il mondo ebraico, trovando anche il sostegno di coloro che combatterono in prima linea in nome della futura patria. Gli ebrei della penisola parteciparono sentitamente al fenomeno rivoluzionario con l’obiettivo di rivendicare la loro piena italianità e al contempo dimostrare che il loro credo religioso poteva fondersi con l’ideale civile del culto della Nazione propugnato da Giuseppe Mazzini.

    L’effervescenza del momento storico e l’interazione che vi era tra i diversi ambienti culturali risaltano attraverso le storie di alcuni personaggi: da Massimo d’Azeglio a Giuseppe Mazzini, da Isacco Artom a Giacomo Segre, da Sara Nathan a Samuele Alatri, narrati attraverso dipinti, sculture e numerosi scambi epistolari.

    Presente alla conferenza stampa di presentazione della mostra anche Ruth Dureghello, Presidente della Comunità Ebraica di Roma. “E’ con grande  commozione, gratitudine e orgoglio che inauguriamo questa mostra. Molto spesso la storia degli ebrei italiani e romani e’ stata narrata per altre vicende, dimenticando cio’ che era occorso precedentemente e soprattutto quanto gli ebrei italiani e romani avessero connotato e caratterizzato questo paese” ha dichiarato. “Gli ebrei di Roma, benche’ segregati e reclusi per piu’ di trecento anni, non soltanto si sobbarcano di un impegno forte e materiale, fanno propri i ragionamenti di Mazzini, ma soprattutto comprendono appieno che non ci puo’ essere Italia senza Roma e fanno di questo una missione”.

    Il percorso espositivo, composto da 70 opere, tra dipinti, sculture, disegni, incisioni, manoscritti e fotografie, sarà accompagnato da un’installazione sonora con musiche realizzate in epoca risorgimentale. Sono gli Inni musicali in omaggio a Vittorio Emanuele, composti dal noto musicista ebreo romano Amadio Di Segni su parole di Crescenzo Alatri, e Annoten Teshuà (benedizione al sovrano), canto tradizionale di Roma armonizzato dal Maestro Amadio Di Segni.

    Ringrazio tutte le persone che hanno ruotato intorno alla realizzazione di questa mostra” ha dichiarato la co-curatrice della mostra, Giorgia Calo’. “La storia dell’Italia e degli Italiani e’ parte integrante della storia degli ebrei. Sono due narrazioni che confluiscono l’una nell’altra” ha concluso.

    La mostra termina con gli ebrei pittori soldato. È nel periodo dell’emancipazione che gli artisti ebrei si unirono all’avanguardia culturale della nuova Italia rappresentata dai Macchiaioli, il grande movimento toscano connesso agli ideali del Risorgimento. Di questo gruppo, caratterizzato dall’attenzione alla pittura en plein air realizzata con ampie pennellate e contrasti tonali, fecero parte Vito D’Ancona e Serafino De Tivoli.

    I due pittori, impegnati a combattere come volontari al fianco di Garibaldi, privilegiarono il genere di ispirazione paesistica e il ritratto. Il piemontese Raffaele Pontremoli e il ligure Alberto Issel orientarono invece la loro pittura verso quadri incentrati sulle battaglie risorgimentali, affiancando ai fucili delle battaglie i pennelli per rappresentarle.

    Attraverso l’esposizione di alcuni dipinti e grazie al racconto delle loro storie personali sarà possibile ricostruire il concorso concreto degli ebrei al Risorgimento italiano.

     

    1849-1871 Ebrei di Roma tra segregazione ed emancipazione

    Museo Ebraico di Roma 10 novembre 2021 – 27 maggio 2022

    Mostra a cura di Francesco Leone e Giorgia Calò

    Museo Ebraico di Roma Via Catalana (Sinagoga) 00186 – Roma Orari di apertura Da domenica a giovedì 10:00 – 17:00 ultimo ingresso alle 16:15 Venerdì 9:00 – 14:00 ultimo ingresso alle 13:15

    Biglietti Intero: € 11,00 Ridotto: € 8,00 Studenti: € 5,00 T +39 06.68400661

    www.museoebraico.roma.it

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