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Dal 22 al 25 marzo, rassegna di musica e poesia “Note parlate” a Palazzo Braschi per “Roma in scena – aspettando la Pasqua”

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Note parlate

PALAZZO BRASCHI

Piazza San Pantaleo, 10 – Roma

INGRESSO GRATUITO – prenotazione obbligatoria

Dal 22 al 25 Marzo 2013, nell’ambito delle iniziative Roma in scena – Aspettando la Pasqua, l’Associazione Nova Urbs Romana, in collaborazione con L’Ottava centro di formazione e produzione artistica, presenta la rassegna Note parlate.

Un intenso dialogo fra musica e versi che coinvolge affermati musicisti e poeti fra i maggiori del panorama poetico-letterario contemporaneo italiano. In un percorso iniziato con la musica e che potrebbe abbracciare diverse forme espressive, la presenza della poesia, in questo caso, si configura come ulteriore apporto solidale, con il calore della parola.

I concerti saranno aperti dagli allievi dei corsi di alta specializzazione jazz de L’Ottava.

Evento organizzato con la direzione artistica di Mirella Murri.

Inizio concerto ore 21,00

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria allo 060608

Roma in scena è promossa da Roma Capitale, Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico – Sovrintendenza Capitolina, il coordinamento gestionale, le aperture degli spazi, la comunicazione e la promozione della rassegna sono a cura di Zètema.

22 marzo

Il filo dell’aquilone

Il terreno in cui sono germogliate nel tempo le composizioni di questo disco è quello difficile, talvolta accidentato, soggettivo e allo stesso tempo universale, delle emozioni. Odio, disperazione, attesa, compassione, amore, allegria, speranza… stati emotivi, fermati paradossalmente nel loro ciclico ed eterno avvicendarsi, vengono restituiti come singoli quadri, scatti di vita fermata e attraversata.

Ogni brano è una scena evocata e sentita attraverso la poesia; cresciuta con essa come due piante simbiotiche o scaturita dalla lettura dei versi.

Poesie inedite del poeta Nicola Bultrini e delle cantautrici Benedetta Braccini e Danila Massimi come moderni lieder fondono in un’opera parole e musica.

Cambiamenti di registro inaspettati, improvvisi, come è il volo dell’aquilone il cui sgangherato viaggio-ballo è suggerito dalle correnti; il volo delle nostre vite insomma, immagini di noi legate da un filo sottile e lunghissimo che muove l’azione e sospende l’attesa.

Le composizioni originali della pianista Manuela Pasqui sono quadri nei quali l’energia propulsiva della batteria di Riccardo Gambatesa e il gesto elegante del contrabbasso di Paolo Grillo costruiscono con sapienza e dialogano insieme al pianoforte con grande personalità e sensibilità.”

CHIARA de CAROLI voce recitante

MANUELA PASQUI piano

PAOLO GRILLO contrabbasso

RICCARDO GAMBATESA batteria

Feat. SUSANNA STIVALI voce

23 marzo

La custodia del fuoco

Il progetto, riprende le tradizioni della canzone popolare siciliana reinterpretandole in chiave “etno-jazz”.

Attraverso l’incontro dell’espressività vocale di Eleonora Bordonaro con la direzione musicale già caratterizzante il Majarìa Trio il repertorio, interamente interpretato in dialetto siciliano, acquisisce un fascino che attraversa gli stilemi della musica popolare e diviene così linguaggio del mondo.

Gustav Mahler disse: “Tradizione non è culto delle ceneri ma custodia del fuoco”.

Omaggiare la tradizione non è “chinare il capo al passato”, non è lasciare alle “ceneri del ricordo” il compito di portare fino a noi le immagini di un tempo ormai andato. Omaggiare la tradizione è ben altro: è mantenere vivo quel “fuoco” che brucia vispo nei solchi lasciati dalle vite di chi abita questa terra, alimentarlo con storie evocative ed emozioni travolgenti. Ciò che rende così affascinante il fuoco è la sua indomabilità, è impossibile imprigionarlo così come è impossibile impedirgli di bruciare. Ecco che nasce la necessità di costruire un riparo, dove non si opprime la sua fiamma ma la si plasma, la si lascia ardere fiera seppur in balia del nostro volere. La musica assume così il compito di Custode di una tradizione di antichi ed infuocati canti siciliani, capaci di ardere anche il più gelido degli animi. La donna contemporanea si specchia in quella del passato, trovandosi in storie di passione carnale, di volontà di emarginazione, bisogno di indipendenza, di integrazione e di riscatto dallo sfruttamento sul lavoro.

Il canto diventa così funzionale a descrivere una condizione, riuscendo a non essere più fine a se stesso e permettendo alla volontà di riscatto di ergersi al di sopra della fiamma.

ELEONORA BORDONARO voce

LUCREZIO de SETA batteria e percussioni

ALESSANDRO PATTI basso elettrico e contrabbasso

PRIMIANO DI BIASE piano, sintetizzatore, fisarmonica. effetti

24 marzo

Una lauda per frate Francesco

Prima romana di questa lauda, concepita per un solo quadro musicale, è un tributo personale da parte di un attore e un musicista verso la figura di S. Francesco, giullare, cantore e poeta. Uno spettacolo intenso e poetico realizzato da due preziosi esponenti del mondo artistico del nostro paese. Eugenio Allegri sicuramente uno dei più grandi attori italiani, noto al grande pubblico anche per aver replicato innumerevoli volte il monologo “Novecento” che Alessandro Baricco scrisseproprio per lui. Attore di grande talento, ammirato per la maestria si è spesso misurato con grande successo in impegnativi monologhi (“La storia di Cyrano”, “Shylock” e “Novecento”). Ramberto Ciammarughi pianista e compositore raffinato in questo spettacolo è autore anche del testo poetico.

Il virtuosismo pianistico di Ciammarughi che da sempre lo contraddistingue, non lo allontana tuttavia dalla creazione improvvisativa poetica ed evocativa; musicista completo difficilmente collocabile in riduttive classificazioni linguistiche, possiede una vena compositiva che negli ultimi anni l’ha portato a scrivere per tutte le formazioni e ancor più per il teatro.

San Francesco, nelle pagine che ci ha lasciato, si è premurato di liberare la luce delle sue laudi verso ogni direzione. Scritta da Ramberto Ciammarughi la “lauda”, vuole essere un atto di riconoscenza rivolto a San Francesco. “A lui che ha lodato tutto, e che, ringraziando ogni creatura, di ogni piccolo elemento, ha in fondo, regalato all’umanità un nuovo significato da dare all’esistente.” R.C.

EUGENIO ALLEGRI voce recitante

RAMBERTO CIAMMARUGHI piano

25 marzo

Musica presa alla lettera

Un piccolo teatro musicale è la scena dove la parola, il gesto e il suono si muovono come in una partitura, in modo melodico o armonico.

Molte voci si rincorrono all’interno di questo spettacolo, voci che diventano canti e si inseriscono naturalmente dentro trame sonore. Voci che fanno riflettere, sopravvissute, intime e di condanna. Parole e voci di grandi personaggi come Carmelo Bene, Dino Campana, Abbas Kiarostami, Antonin Artaud, solo per citarne alcuni, che edificano con la loro arte un monumento di grazia e libertà artistica.

Ora sopra, adesso intorno a queste voci si snoda la musica che, come un attore sul proscenio sussurra, urla, ride con un linguaggio fatto di suoni e di colori.

MICHELE RABBIA percussioni ed elettronica

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