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Danza e documentari al Teatro Villa Pamphilj

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Raffaella Appià, Silvia Marti e Massimo Zannola si incontrano in residenza a Teatro di Villa Pamphilj e insieme lavorano sulla comunicazione, sui corpi, sulle voci partendo dal testo di Cocteau, già messo in scena nel 2005 da Appià e Marti. Realizzano così uno spettacolo dove l’essenza dell’amore s’insinua e aleggia tra una video-chiamata skype, in cui un uomo sfoga ad un’amica tutta la sua frustrazione per un amore finito e un’attrice tormentata da un fitto scambio di sms, mentre è impegnata nel doppiaggio di una lunga telefonata sulla fine di un amore.

Cinquanta minuti ricchi di musica, parole e danza per uno spettacolo difficile da catalogare: danza, recitazione, doppiaggio e fisicità per stimolare nel pubblico emozioni e domande, sorrisi e riflessioni.

Vocoder. Strumento elettronico capace di codificare la voce secondo una serie di algoritmi. Possiamo codificare le emozioni? Deleghiamo tutto ad uno strumento: telefono, video, chat, mail. Ma il nostro cuore e il nostro corpo, raggiungono l’altro? Abbiamo veramente bisogno di questi media per partecipare, per condividere amori e umori? Forse, e forse da sempre l’uomo ha cercato un tramite nel messaggero o nella lettera. Perché? Per celarsi all’altro? Per sentirsi più liberi di dire senza l’imbarazzo del corpo dell’altro? Vocoder, con questa rilettura personale di due classici, apre un occhio spietato sul comunicare del XXI secolo. Attraverso “La cosa” di G.Gaber, “La voce umana” di J.Cocteau e la fisicità della danza, lo spettacolo racconta un isolamento esistenziale, in costante nostalgia di contatto, con passione, dolore e un pizzico d’ironia.

CINEMA/DOCUMENTARI

domenica 9 aprile, dalle ore 11.00 – Ingresso: 3 euro (valido tutto il giorno)
Proiezioni di documentari della Rassegna

“Human Rights” International Film Festival 2016 di Todi

LO “HUMAN RIGHTS INTERNATIONAL FILM FESTIVAL” APPRODA A ROMA DOMENICA 9 APRILE AL TEATRO DI  VILLA PAMPHILJ.Una giornata speciale con quattro proiezioni dei docu-film visti a Todi: tra i corti CUERDAS e ONE DAY IN JULY, per i lungometraggi REFUGEE ERA e THE DIGITAL LEADER e la mostra fotografica di Eligio Paoni ed Emiliano Pinnizzotto.

Dopo il successo ottenuto a gennaio nella cittadina umbra – per 4 giorni capitale del cinema dei diritti umani –  lo Human Rights International Film Festival si sposta a Roma, in collaborazione con Teatro di Villa Pamphilij e l’associazione culturale Malalingua Teatro, domenica 9 aprile per una giornata all’insegna del cinema documentario.

Quattro i documentari scelti per questa giornata, tutti e quattro proiettati già a gennaio a Todi e che hanno riscosso un grande successo di pubblico e critica.

Vocoder

Vocoder

Tra i corti la mattina darà il via alla giornata “Cuerdas” dello spagnolo Pedro Solis Garcia, una toccante storia di amicizia e di amore tra una ragazza, Maria, e un bambino particolare, affetto da paralisi celebrale: grazie alle corde appunto “cuerdas” Maria riuscirà a superare gli ostacoli e ad avvicinarsi al suo nuovo amico in sedia a rotella.

Un corto adatto a grandi e piccoli e che a Todi si è aggiudicato il premio della giuria composta da ragazzi delle scuole medie ed elementari del territorio.

Seguirà “One Day in July” di Hermes Mangialardo, un cortometraggio di animazione che fotografa in pochi frame la cruda realtà della guerra in Siria: un bambino gioca sulla spiaggia con la sabbia. A un tratto sopraggiunge un soldato con la sua arma da fuoco. Lascia la sua arma, sembra giocare con i giochi del bambino ma in realtà sta solo proseguendo la sua “missione”. Cartoonist, videomaker, 3D mapper, Hermes Mangialardo dal 2003 si occupa di tutto ciò che ruota intorno all’animazione digitale.

Il primo lungometraggio proiettato a Roma sarà “Refugee era”di Husniye Vural che si è aggiudicato il primo premio ex aequo con “Gulistan, Land of roses” di Zayne Akyol.

Un documentario che racconta le storie disperate di persone di migranti costretti a fuggire dalla proprie case o da quello che ne resta di esse. Il docu-film a Todi si è aggiudicato anche il Premio Giornalisti per i diritti umani: […] “il criterio principale sul quale ci siamo basati è stato quello dei contenuti. Il caso, una storia che fosse una palese violazione dei diritti umani. Abbiamo scelto questa opera perché riesce ad affrontare il dramma dei profughi senza retorica. È un film che fa commuovere e riesce a raccontare questo dramma nella cruda autenticità delle storie di queste persone. Noi siamo abituati tutti i giorni a vedere immagini di migranti che sbarcano sulle nostre coste. Questo documentario riesce a raccontare quello che non vediamo, cioè quello che avviene prima della partenza. La storia di queste donne, di questi bambini costretti a nascondersi per giorni in un’imbarcazione di fortuna che li possa portare dalla Turchia finalmente in Grecia” […].

Nel pomeriggio sarà la volta della proiezione di un film che, a Todi, ha davvero colpito e convinto tutti “The Digital Leader” di Adrian V. Eagle che ha avuto la menzione speciale dalla giuria dei lungometraggi […] “Per aver focalizzato il problematico rapporto fra potere, social media e cittadinanza nell’ Ind ia contemporanea, quale aspetto fondamentale del diritto ad essere correttamente informati in una società complessa e multietnica quale è quella indiana che si avvia a diventare una vera superpotenza.” […] e il premio del pubblico, una new entry nel palmares del Festival umbro.

Il documentario è il primo mai realizzato sul controverso Primo Ministro indiano Narendra Modi, che vuole far diventare il gigante asiatico la terza potenza economica mondiale entro il 2030, ma allo stesso tempo anche uno stato fondamentalista Hindu. Dissidenti, giornalisti, perseguitati religiosi, intellettuali ci comunicano il timore che l’India, ipnotizzata dal sogno dello sviluppo economico, perda per sempre il carattere multiculturale, laico e tollerante della “democrazia più grande del mondo”, diventando uno stato integralista Hindu.

Dal 6 aprile, inoltre, nella sala del Teatro verrà allestita la mostra con le fotografie  di Emiliano Pinnizzotto ed Eligio Paoni,  già presentata a Todi nella mostra d’arte curata da Auro e Celso Ceccobelli.

L’iniziativa promossa dagli enti organizzatori del Diritti a Todi, dall’associazione culturale Teatri di Nina e da Own air in collaborazionecon Teatro Villa Pamphilj e l’associazione culturale Malalingua Teatro.

DANZA E DOCUMENTARI: IL FINE SETTIMANA AL TEATRO VILLA PAMPHILJ

DANZA

sabato 8 APRILE 2017 – ore 18 – ingresso 10 euro
VOCODER
Body Perform di Appià / Marti / Zannola
Prima assoluta frutto di residenza

Programma ore 11.30

– Cuerdas Regia –  Pedro Solìs García Durata 10 min

– One day in July –  Regia: Hermes Mangialardo Durata 2 min

– Refugee era  – Regia: Husniye Vural Durata 38 min
Programma ore 17

– The digital leader  – Regia: Adrian V. Eagle Durata 55 min

 

Teatro Villa Pamphilj

Villa Doria Pamphilj Via di San Pancrazio 10 – P.zza S. Pancrazio 9/a​,  00152 ROMA

Orario segreteria: dal martedì alla domenica  dalle 10,00 alle 18,00

Info e prenotazioni: tel. 06 5814176  dal martedì alla domenica​ – promozione@ teatrovillapamphilj.it

Arrivare a teatro: BUS 870 – 982 – 44 – 44F – (e nelle vicinanze 710 e 871) FM 3 (Roma/Viterbo) fermata Quattro Venti

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