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Debutto romano per il pianista Olivier Cavè

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Debutto romano, giovedì al Teatro Olimpico, per il primo dei cinque concerti della serie ‘Scommettiamo che…’. A salire sul palco sarà Olivier Cavè, pianista svizzero di origine napoletane, classe 1977, allievo di Maria Tipo, già interprete di tre importanti incisioni discografiche (l’ultima Muzio Clementi: ‘Didone abbandonata. Scene tragichè, per l’etichetta Aeon, è uscita lo scorso ottobre). Con ‘Scommettiamo che…’ l’Accademia Filarmonica Romana dà fiducia ai giovani interpreti: nell’arco della stagione cinque straordinari pianisti si sottoporranno al giudizio del pubblico che darà un voto, dando la possibilità al pianista vincitore di essere nuovamente invitato dalla Filarmonica Romana. Per il suo debutto romano, Cavè guiderà il pubblico nei colori, invenzioni, follie, ‘cantò, ironia e virtuosismi del Settecento, il secolo che ha visto nascere il pianoforte, eseguendo musica pianistica di Bach, Domenico Scarlatti, Rameau e Clementi. Lo stesso Cavè spiega i motivi della scelta di questi quattro autori: «Per offrire al pubblico romano musica italiana. Ho scelto i due più importanti compositori italiani per tastiera: Domenico Scarlatti e Muzio Clementi. Per mettere in luce l’importanza della scuola italiana nello sviluppo della musica per tastiera, ho inserito anche due grandissimi compositori del ‘700 che si sono molto ispirati alla musica italiana». «I loro brani -sottolinea- messi in programma sono frutto delle mie sensazioni personali. Per Clementi, la mia preferenza va alle Sonate in tonalità minore perchè sono veri e propri drammi in musica, dove trovo la parte più geniale di Clementi ». Olivier Cavè incontrerà il pubblico nel foyer superiore del Teatro Olimpico alle ore 20.30. L’incontro sarà preceduto, alle 18, dalla proiezione del film-documentario ‘Maurizio Pollini- la mia musicà. Nell’intervallo ci sarà l’originale ‘Rameau remix’, una rivisitazione in chiave elettronica del musicista francese affidato ai giovanissimi interpreti di ‘Over (fu)ture Trio project’.

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