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Duo Benant, quando tenore & chitarra classica si incontrano al cinema

In principio fu la musica classica. Per passione e formazione. Poi, ad animare questi due giovani artisti, è stata soprattutto la voglia di ricercare nuove sonorità tra sperimentazione e grandi aperture. Nasce così il Duo Benant (di recentissima composizione, almeno così ufficialmente) che vede l’incontro tra la chitarrista classica Benedetta Sette e il tenore Antonio Sapio.

Ultimati gli studi classici presso il Conservatorio Santa Cecilia di Roma e dopo essersi esibiti in formazione solistica in Italia e all’estero, i due decidono di unirsi in un progetto musicale il cui sguardo volga verso nuovi repertori in grado di fondere l’eleganza della chitarra con la potenza e l’espressività della voce. La prima apparizione in pubblico del duo avviene al Blue Desk in occasione della rassegna “Non la Classica Domenica” per poi proseguire la propria attività in eventi dedicati alla musica da camera, sia in ambito classico che in contesti più moderni e sperimentali.

“Condividiamo la passione per la musica nella sua totalità. Antonio è un ottimo polistrumentista oltre che cantante, così come anche io canto oltre che suonare – mi racconta proprio Benedetta – Questa condivisione del mondo musicale e dei suoi generi ci ha permesso di trovare un punto in comune che è la cinematografia. Entrambi siamo appassionati di film e delle relative colonne sonore, e ci siamo trovati a riarrangiarli per la nostra formazione e a trovare un aspetto originale in brani conosciuti da tutti. La scoperta di come la chitarra possa accompagnare in maniera decisa la forte presenza della voce tenorile ci ha entusiasmato, e ascoltare questa unione che rivoluziona alcuni pezzi orchestrali di film famosi ci ha sorpreso e appassionato“.

Il Duo Benant, insomma, fa rima con “sperimentazione” e voglia di cimentarsi in cose sempre nuove. Anche l’idea di portare la propria musica in ambienti diversi (come ad esempio il Crash Roma, un interessantissimo wine bar nel cuore del quartiere Trieste), fuori dai soliti contesti fa parte di questa spinta, coraggiosa e creativa, di Benedetta e Antonio. “Ci piace l’idea di sperimentare l’attenzione di un pubblico magari abituato ad un genere completamente diverso, e riuscire ad ampliare la possibilità di conoscenza di una musica secolare” continua Benedetta.

Anche per questo motivo, i due musicisti scelgono un repertorio che sia comunque vicino ai loro tempi, grazie alle colonne sonore che sono apprezzate e conosciute su larga scala. “Lo definirei un passaggio graduale, perché la maggior parte dei brani sono del XX secolo, quindi non molto lontane da quello a cui siamo oggi abituati, e anche facilmente riconoscibili anche se riarrangiati per questa formazione originale”.

Ed è così che brani come la celebre “Amapola” tratto da “C’era una volta in America”, o l’inno della felicità e della pace de “La vita è bella”, o ancora il passionale tango di “Profumo di donna” si colorano di note e atmosfere suggestive impreziosite da voce & chitarra.