Dyskolos di Menandro al Teatro Arcobaleno foto

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    Va in scena dal 6 al 15 Dicembre presso il Teatro Arcobaleno la commedia di Menandro Dyskolos traducibile con “il bisbetico”, “lo scorbutico”, “il misantropo”.

    Adattamento e regia CINZIA MACCAGNANO

    con RAFFAELE GANGALE, DARIO GAROFALO, CINZIA MACCAGNANO, LUNA MARONGIU, CRISTINA PUTIGNANO

    VENERDÌ E SABATO ORE 21.00

    DOMENICA ORE 17.30

    L’autore della Commedia

    Menandro, famoso commediografo greco, nacque ad Atene nel 344-43 o 342-41 e qui vi morì nel 293-92 o 291-90 a. C.). Fu il figlio di un ricco cittadino, Diopeite, e nipote del commediografo Alessi. Sebbene la tradizione lo consideri scolaro di Teofrasto e amico di Epicuro, nelle sue commedie non appare epicureo; appartenente alla cerchia che si raccoglieva attorno a Demetrio Falereo.  Fu famoso nell’antichità per la raffinatezza del vivere. Rimase per tutta la vita legato all’etera Glicene, con la quale convisse, rinunciando a numerose proposte lavorative.

    La caratteristica peculiare della produzione menandrea si basa sul voler attuare un’indagine sull’uomo, antropos, attraverso uno squarcio nel quotidiano da cui possiamo tutti noi trarre i tratti più veri e autentici dell’individuo comune, “uno dei tanti”, che costituisce però la quasi totalità del genere umano, rendendo così sempre attuale la sua commedia e inesauribile fonte di ispirazione per gli autori latini come Plauto che si ispirerà nella sua Aulularia alla commedia menandrea e al Dyskolos. Egli è essenzialmente il poeta dell’amore. Ciò spingerà il poeta latino Ovidio a dire di lui: “Fabula iucundi nulla est sine amore Menandri”. Poiché Eros ( Amore), molto più di Tyche ( Fortuna) è la divinità che domina il mondo delle opere di Meandro.

    Menandro nel 322, un anno dopo la morte di Alesando Magno, rappresentò la commedia Dyskolos (Δύσκολος) grazie alla quale ebbe la sua prima vittoria alle Lenee nel 316 a.C , quando aveva 25 anni. Fu poeta fecondo; gli antichi conoscevano di lui almeno 105 commedie; ma non ebbe durante la vita il favore del pubblico ateniese, che gli decretò solo otto vittorie, preferendogli Filemone.

    La commedia in scena al Teatro arcobaleno è appunto Dyskolos, considerata da molti critici la migliore opera di Menandro, unica ad essere giunta integra. Nel Dyskolos, come nelle altre commedie di Meandro, la risata non è mai esagerata, la battuta è portata a far riflettere lo spettatore, la morale vede gli uomini che si aiutano gli uni con gli altri senza differenza di classi sociali o ricchezze.   Il lieto fine viene garantito dalla solidarietà umana e, in fondo, dalla bontà d’animo che alberga in ogni uomo purché venga risvegliata.

    L’opera per questo resta attuale attraverso i secoli in cui ognuno può riconoscere personaggi della vita di tutti i giorni.

    La trama

    Sostrato, un ricco giovane di buona famiglia, si innamora di una semplice e bella ragazza di campagna  figlia di Cnenone, un vecchio e bisbrtico contadino con il quale ella abita.

    Sostrato si fa amico Gorgia, fratellastro della ragazza, e si offre di lavorare con loro nei campi per conoscere meglio il padre della ragazza: lo scorbutico Cnenone.  Intanto la famiglia di Sostrato allestisce un sacrificio al tempio di Pan che si trova accanto alla casa del bisbetico Cnenone. Il vecchio contadino bisbetico si adira perché li chiedono cortesemente di prestare una pentola per propiziare il sacrificio.

    La sorte vuole che la stessa pentola che venne rifiutata da Cnenone, viene persa dalla serva nel pozzo. Il bisbetico e avaro vecchio di campagna decide di recuperarla cadendo egli stesso nel pozzo.

    La figlia e la serva del burbero allora chiedono aiuto, quindi interviene l’innamorato Sostrato assieme a Gorgia che danno  prova di grande coraggio nel salvare il vecchio. Con questa terribile esperienza che lo vede nel ventre della terra, come fosse morto, il burbero Cnemone si ricrede sulla società che lo circonda e, per ringraziare Gorgia di averlo salvato, gli lascia tutti i suoi beni e l’incarico di trovare un marito per la figlia. Naturalmente Gorgia conosce già il pretendente: manca solo il consenso del padre dell’innamorato, Callipide. Quest’ultimo accetta senza esitazioni che i due giovani si sposino, mentre tenta di opporsi al secondo matrimonio, che Sostrato organizza per Gorgia e sua sorella. Vinte le sue resistenze e quelle di Gorgia stesso, che si trova in imbarazzo per le sue umili origini, la commedia si chiude con la presa in giro nei confronti di Cnemone da parte dei servi di Sostrato, che lo lasciano “libero” solo nel momento in cui accetta di unirsi al banchetto che sta svolgendosi nella grotta lì vicino.

    La morale che qui si evince è il trionfo della filantropia umana e la necessità di collaborare per poter sopravvivere.

    Compagnia teatrale: Bottega del Pane

    Informazioni sulla Compagnia Teatrale:

    https://it-it.facebook.com/compagniateatralelabottegadelpane/

     

    Teatro Arcobaleno

    BIGLIETTERIA: 06.4402719

    SEGRETERIA: 06.44248154 – 320.2773855

    INFO@TEATROARCOBALENO.IT

    VENERDÌ E SABATO ORE 21.00

    DOMENICA ORE 17.30

    Via Francesco Redi 1/a

    (Via Nomentana, angolo Viale Regina Margherita)

    00161 Roma

    www.teatroarcobaleno.it

    Ampia disponibilità di parcheggio gratuito

    (feriali dopo le ore 19 – festivi tutto il giorno).

    Raggiungibile con:

    Metro B fermata Policlinico

    Autobus 36 – 38 – 60 – 62 – 90

    Tram 19 – 3

    Emiliano Salvatore

     

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