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Egizi-Etruschi in mostra alla Centrale Montemartini a Roma

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L’esposizione dal titolo  interessante “Egizi ed Etruschi” mette a confronto e in relazione tra loro due grandi ed interessanti civiltà del Mediterraneo antico. La mostra che copre oltre 250 mq espone  oltre 240  oggetti della collezione privata del russo  Eugene Berman e degli italiani Baracco e Castellani.

La mostra ci mostra oggetti molto interessati , si aggiungono i preziosi reperti egizi della Collezione Berman e le opere in prestito dalla Sezione Egizia del Museo Archeologico Nazionale di Firenze. Tutti raccontano degli scambi commerciali ma, soprattutto, del dialogo culturale tra civiltà che condivisero ideali di regalità, simboli di potere e pratiche religiose.

Gli egizi si nota che intessevano commerci con gli etruschi utilizzando i mercanti fenici che avevano una flotta molto sviluppata. Questa esposizione ci fa vedere anche nella pratica come gli Etruschi fossero padroni della zona occidentale del Mediterraneo e per questa ragione i greci chiamarono questo mare  “Mar Tirreno” dal nome greco degli Etruschi:  Τυρσηνοί “Türsenòi”. Gli Etruschi, invece, usavano chiamarsi, nella loro lingua, Rasenna.

La mostra è corredata da una sezione introduttiva che permette di cogliere  il gusto del collezionismo ottocentesco, in particolare quello di due cultori delle grandi civiltà del mondo antico, Augusto Castellani e Giovanni Barracco, che vissero e operarono negli stessi anni. Infatti l’800 fu un secolo importante per quanto riguarda gli scavi e la nascita del collezionismo di opere d’antiquariato.  Castellani collezionò ingenti quantità di reperti di arte etrusca mentre Baracco era spinto dal desiderio di creare una collezione di arte antica comparata finalizzata allo studio delle diverse civiltà antiche dall’etrusca, egizia,  gerco- romana e medioevale.  Entrambi, con atto di liberalità, destinarono le loro collezioni al Comune di Roma, Castellani arricchendo i Musei Capitolini e Barracco inaugurando nel 1905 un “Museo di scultura antica” ospitato in un piccolo edificio neoclassico costruito appositamente.

Alcuni preziosi oggetti egizi provenienti dalla collezione di Eugene Berman, pittore, illustratore e scenografo russo, ma anche collezionista d’arte; reperti che acquistò durante i suoi viaggi in Egitto tra il 1964 e il 1965 ed essendosi stabilito a Roma, nel 1972, alla sua morte, donò, insieme al resto della collezione, allo Stato Italiano e per esso all’allora Soprintendenza per i Beni archeologici dell’Etruria meridionale. Alle numerose ed enigmatiche maschere funerarie egizie, rivestite in oro, collezionate da Berman, scenografo affascinato dai volti, sono accostate nella mostra alcune testimonianze di antefisse etrusche con volti femminili, che spesso raffiguravano menadi (donne del corteggio di Dioniso/Bacco) a rappresentare il contatto tra l’umano e il divino: uno dei temi dell’esposizione, forse tra i più suggestivi, che mettono a confronto la cultura etrusca con quella egizia. Altre testimonianze della cultura egizia provengono dal Polo Museale della Toscana- Sezione Egizia del Museo Archeologico di Firenze, che ha accolto subito la proposta di esposizione.

Nell’esposizione si vedono molti monili e mascere in oro, l’oro era un metallo prezioso che proveniva dall’oriente già gli egizi dell’antico regno ne conoscevano la lavorazione e consideravano il metallo dell’oro come carne degli dei. Gli erusci appresero la lavorazione di tale metallo da esperti artigiani orientali fino a giungere a divenire essi stessi maestri orafi nel VIII secolo a.C.

Per gli etruschi possedere un oggetto egiziano equivaleva ad avere uno status simbol, ritrovamenti archeologici mostrano la presenza di monili egizi in Etruria e anche copie in stile egizio.

Per gli egizi così come per gli etruschi avevano un culto dei morti che si basava sulla monumentalizzazione delle tombe, del corredo funebre e delle offerte al defunto. Entrambi avevano un pantheon dedicato all’oltretomba come dove vediamo divinità egizie come Anubi, Iside, Sobek, Sokar, corrispondere ad Aita, Charun, Culsu, Manth, Suri, Cavatha.

La mostra mette in luce le affinità che intercorrono tra etruschi ed egizi nella cosmesi entrambi utilizzavano una cosmesi molto raffinata che denotava una cura del corpo ma anche nel culto dei morti venivano utilizzati unguenti ed olii profumati.

Orari: martedì-domenica 9-19; 24 e 31 dicembre 9-14
La biglietteria chiude mezz’ora prima Giorni di chiusura Lunedì, 25 dicembre, 1 gennaio
www.centralemontemartini.org
Informazioni tel. 06-0608 tutti i giorni dalle 9 alle 19

Emiliano Salvatore

 

 

 

 

 

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