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ENDER’S GAME, Harrison Ford torna alla fantascienza

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In uscita il 30 ottobre 2013, Ender’s game è sceneggiato e diretto da Gavin Hood con un cast di tutto rispetto: Harrison Ford, Asa Butterfield, Hailee Steinfeld, Viola Davis, Abigail Breslin e Ben Kingsley.
Dopo il devastante attacco sferrato dai Formics, esseri simili a giganteschi insetti, gli abitanti della Terra si sono preparati per anni a respingere un nuovo assalto, educando come guerrieri un’intera generazione di piccoli talenti. Dopo un’attenta selezione, i ragazzini più promettenti e intelligenti del pianeta approdano alla Scuola di Guerra.
Ender Wiggins (Asa Butterfield) si distingue immediatamente per intelligenza, empatia ed intuito strategico divenendo il pupillo del Colonnello Hyrum Graff (Harrison Ford). La sua avventura all’interno della scuola di guerra però non è affatto facile. Dovendo rinunciare alla propria adolescenza, il compito più difficile è sopravvivere alle gelosie e all’isolamento indotti dal potenziale nettamente superiore di cui è dotato. Una lotta con se stesso, con i propri compagni e con i superiori che lo porteranno ad affrontare le sue più grandi paure nel momento in cui incombe una nuova guerra con i Formics.
Ender’s Game, scritto e diretto da Gavin Hood (Il suo nome è Tsotsi, X-Men: le origini – Wolverine) è un adattamento per il grande schermo tratto dall’omonimo libro di Orson Scott Card. Il cast si compone di eccellenti interpreti, tra cui Harrison Ford, (Witness – Il Testimone, Star Wars), Asa Butterfield (Hugo Cabret, Il bambino con il pigiama a righe), Hailee Steinfeld (Il Grinta), Viola Davis (The Help, Doubt) e Abigail Breslin (Little Miss Sunshine, Benvenuti a Zombieland), oltre a Sir Ben Kingsley (Gandhi, Iron Man 3), premiato con l’Academy Award.
Ender’s Game affronta temi importanti ispirati alla filosofia morale sui veri significati della leadership,  le ragioni della guerra e l’intersezione tra eroismo e dovere. E poi la fatidica domanda ispirata dalle tematiche del filone di Star Trek: contano più le esigenze dei molti o di uno? I difficili confini tra il giusto e l’ingiusto vengono affrontati da Hood con perspicacia ed inevitabile crudezza, rendendo la trama realistica, ma a tratti un po’ lenta.
114 minuti di grandiosi effetti speciali nella pura espressione cinematografica americana. Una trama ed un cast di tutto rispetto che però nel complesso lascia qualche perplessità sull’opportunità di un film ambientato quasi tutto in un’accademia di guerra. L’antagonista del film rimane, inoltre, oscuro, dietro le quinte, senza mai realizzare un vero e proprio ruolo di ostacolo per Ender. Comunque un film godibile e profondamente intelligente che ispira a riflettere su quanto la verità e la giustizia non abbiamo dei confini poi così facilmente delineabili.
(Leandro Di Capua)

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