Che Estate Romana sarebbe senza la Pirandelliana?!

Prosegue fino al 6 agosto, la XXI Edizione di Pirandelliana 2017, rassegna di teatro intensa e seducente. Organizzata dalla Compagnia Teatrale La bottega delle maschere e diretta da Marcello Amici, Pirandelliana è stata sempre uno degli eventi di teatro più importanti ed imperdibili dell’Estate Romana. Iniziata nel 1997 nel Teatro Romano di Ostia Antica, dal 1999 la manifestazione ha proseguito la sua storia nel Giardino della Basilica di Sant’Alessio all’Aventino, un posto antico e austero, silenzioso, intenso, suggestivo ed elegante. Per questa, edizione, la Rassegna teatrale presenta due commedie di Luigi Pirandello: Cosí è (se vi pare), in scena il martedì, il giovedì, il sabato e Pensaci, Giacomino!, in scena il mercoledì, il venerdì e la domenica.

Quello che Pirandello stima, rispetta e ama di più nel teatro, è il pubblico. Sul palcoscenico potrebbe fare tutto da solo: l’autore, e lo fa. Il regista? Basta seguire le sue annotazioni. Lo scenografo? Si fa bastare un palcoscenico nudo e un po’ di luce… ma il pubblico non si può creare e, allora, che ti fa? Inventa il teatro nel teatro: il pubblico ed io siamo il teatro!

Nell’anno che ricorda i 150 anni della nascita dell’Autore, con due commedie scritte 100 anni fa, la Bottega affronta il grottesco della solitudine esistenziale e la capacità di costruire nuovi modi di convivenza con la diversità. Tematica, quanto mai, attualissima.

COSÍ È (SE VI PARE), rappresentata per la prima volte il 18 giugno 1917 al Teatro Olimpia di Milano è una Parabola, “l’unica che mi sia veramente cara”, diceva Pirandello. La vicenda drammatica, tratta dalla novella La signora Frola e il signor Ponza, suo genero, è uno dei cardini fondamentali dell’opera del Maestro, proprio per l’insegnamento morale che essa suggerisce. Commedia limite in ogni senso: è la più meccanica e crudele, perché la più nitida e coerente, la meno persuasiva e la più sincera. Non è gran filosofia affermare che siamo come gli altri ci vedono, ma non per questo si può stare quieti a pensare che c’è uno che si affanna a persuadere gli altri che noi siamo come ci vede lui. È un capolavoro, non per il dettato filosofico, ma perché anticipa, meglio, forse, di Sei personaggi, il nuovo teatro.

Altra opera in scena al giardino dell’Aventino è PENSACI, GIACOMINO!, pubblicata il 1° aprile e il 1° giugno 1917 nella rivista “Noi e il Mondo”. Tutta la commedia è una costruzione di una logica assurda, folle, irrazionale, ma in sé coerente, armoniosa e razionalissima. È il trionfo della spontaneità, della follia, dell’irrazionale. Irrazionale è tale solo in confronto a ciò che si è soliti chiamare ragione. In sé, è ragione, è logica anch’esso.

Ciò che si chiama ragione non è una delle tante forme, delle tante ragioni possibili, che ha, certo, diritto di vivere e di affermarsi, ma ha torto, quando vuole negare la possibilità e il diritto di altre forme, di altre ragioni? La logica pirandelliana tocca il suo culmine in questo straordinario lavoro.

La regia ha colto, lavorando alla siciliana, i tratti umoristici della commedia e li ha estesi a quelli ombrosi, sghembi e ironici scovati tra le pieghe della messinscena, dove l’umorismo è assunto come strumento critico ed elemento aggregante. È un Pirandello fatto di apparente genuinità popolaresca, ma è sempre il raffinato, ironico e amletico scrittore pieno di rimandi e di sottili allusioni. Il sipario si apre su una scena futurista che rende subito evidente lo strano personaggio che emerge dalle atmosfere irrazionali dell’uomo, pronto a mettere in discussione, a inquadrare gli squilibri e quell’intricato mondo di passioni e doveri, di sostanza ed apparenza, che è la famiglia “allargata” in un interno. Commedia morale forse, umoristica e grottesca certo, con un personaggio che affronta l’ipocrisia del mondo senza la maschera di un ruolo sociale, quello di marito, un ruolo di cui si è liberato subito, dichiarando di non volerlo essere.

Come sempre, Pirandello è un supremo inquisitore, capace di mettere sotto scacco sia gli attori, sia gli spettatori anche dopo l’uscita dal teatro, abile nel togliere ogni sostegno al giudizio, per modo che non si possa più distinguere tra fantasma e realtà. Appuntamenti davvero da non perdere per questa Estate Romana!

Ilaria Berlingeri