RomaDailyNews - Il sito di informazione di Roma

Eventi Roma – “Gian Lorenzo Bernini ed i suoi modelli”

Più informazioni su

Fino al 26 Febbraio 2017 ai Musei Vaticani

Eventi Roma – Manca meno di un mese alla chiusura della mostra “Gian Lorenzo  Bernini ed i suoi modelli” che si tiene all’interno della Pinacoteca Vaticana, nella sala XII, dove sono esposti i modelli in creta e paglia sorretti da uno scheletro di legno e ferro battuto. Sono sette opere, quattro angeli, due più grandi e due più piccoli e due teste gigantesche di dottori della chiesa, Sant’Attanasio e san Giovanni Crisostomo.  Nella mostra si possono vedere anche piccoli bozzetti in terracotta, che sono dei  prototipi in scala di famose opere d’arte  statuarie  come “Abacuc e l’Angelo” che si può ammirare nella chiesa di Santa Maria del Popolo, visitando la cappella Chigi.

dav

I modelli esposti mettono una certa soggezione al solo pensare che è stata proprio la mano del Bernini  a plasmarli dalla creta. Essi dovevano servire come prototipi delle future statue in bronzo che noi oggi possiamo  ammirare  nella Basilica. In questi modelli si coglie la spontaneità e l’immediatezza dove si percepisce l’estro geniale dell’artista.  L’opera la si coglie, in questi modelli, nella sua idea primigenia.

Il Bernini, sappiamo che ricevette la commissione da papa Alessandro VII Chigi di creare un reliquiario per la “Cathedra Petri” che secondo una leggenda medievale sarebbe stata la cattedra del primo vescovo di Roma: Pietro. Tuttavia, fonti storiche, fanno risalire la “cathedra” al trono del re dei franchi Carlo il Calvo che in segno di fedeltà a papa Giovanni VII, gliela donò nell’anno 875 dopo la sua incoronazione.

Papa Alessandro VII chiese all’artista di fare un gigantesco reliquiario per celebrare Pietro e dare risalto all’autorevolezza papale che in quel periodo era alle prese con le guerre religiose e, pertanto , intendeva ribadire il primato del Pontefice.

Foto BerniniIl Bernini realizzò nell’abside della Basilica di San Pietro  il gigantesco gruppo statuario Bronzeo che tutti vedono dietro l’altare centrale. Per giungere a fare ciò il grande artista del barocco romano impiegò dieci anni.  Questi modelli sono unici nel loro genere, poiché è possibile vedere all’opera il genio dell’artista con i suoi ripensamenti e trasformazioni, che si possono notare nella mostra: infatti gli angeli esposti mostrano  dimensioni diverse che attestano due stadi d’elaborazione.  L’attuale altare di bronzo che possiamo vedere oggi nell’abside è più che raddoppiato rispetto ai modelli. Infatti I’artista decise di creare una seconda versione di modelli degli angeli di dimensioni maggiori ed utilizzata per la fusione in bronzo. Per questa ragione la seconda versione andò persa nella creazione dei bronzi.

L’angelo inginocchiato, fu il modello, per la fusione di una delle sculture in bronzo dell’Altare del Ss. Sacramento. Nel 1629 papa Urbano VIII  Barberini commissionò l’altare ma fu solo nel 1673, sotto papa Clemente X Altieri, che prende corpo la composizione dell’altare con due angeli adoranti il tabernacolo.

Nella sala, in delle teche, sono contenuti i bozzetti che raffigurano diverse figure allegoriche quali “La Carità con quattro putti”, “La Carità con due putti”, “Putto alato con tiara”, “ La Verità”, “Daniele nella fossa dei leoni”, “Abacuc e l’angelo” e “ Apostolo che legge libro”.  I primi due sono l’idea iniziale delle allegorie poste nel monumento funebre di Urbano VIII in San Pietro, le altre due sono modelli per le sculture della Cappella Chigi a Santa Maria del Popolo. Mentre la “Verità” è il modello dell’opera esposta alla Galleria Borghese. .

Questi bozzetti hanno seguito la storia della dinastia Chigi: furono conservati nel Palazzo Chigi a piazza Colonna all’interno della biblioteca del palazzo.  Palazzo Chigi venne venduto al regno d’Italia nel 1917 divenendo Ministero  delle Colonie e poi Ministero degli esteri nel 1922, fu Benito Mussolini nel 1923 a donarli a papa Pio XI assieme ai libri della biblioteca chigiana: questo fu un primo passo che fece Mussolini per aprire le relazioni fra Stato e Chiesa.

Le opere presenti nella mostra sono testimoni della storia e ci mostrano l’evoluzioni tecnico – artistiche dell’Bernini e le difficoltà affrontate nel realizzarle. Modelli composti di argilla, giunchi, legno, paglia, ferro, fascine di viti sono molto fragili e necessitano cure, dopo l’ultimo intervento di restauro fatto negli anni ’70, si stava deteriorando, sfarinando. Pertanto è stato necessario un intervento di restauro sotto la direzione di Arnold Nesselrath e la supervisione del professor Paolucci. Il restauro ha avuto obiettivi rigorosamente ed esclusivamente conservativi. Dopo cinque anni di restauro è possibile finalmente vedere questi capolavori dell’arte barocca.

Il restauro si è potuto fare con il contributo del Capitolo di New York e della signora Lea Romanelli del Patrons of the Arts in The Vatican Museum.

La mostra si trova all’interno del percorso dei Musei Vaticani:

http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/visita-i-musei/tariffe-e-biglietti.html

Emiliano Salvatore

Foto Bernini 2

Testa

Foto Bernini 4

Più informazioni su