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Eventi Roma – Musei Vaticani, riapre il Braccio Nuovo

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Eventi Roma  – I Musei Vaticani durante le festività natalizie saranno resi particolarmente interessanti grazie all’apertura del settore del Braccio Nuovo che si trova nel percorso del Museo Chiaromonti. I Musei Vaticani, come suggerisce il nome stesso, non sono un solo museo ma un agglomerato di diversi musei creati attraverso gli anni ed i secoli: pontefice dopo pontefice la collezione si è andata sempre più arricchendo e continua a farlo ancora oggi. Il primato dell’iniziale nucleo della collezione spetta a papa Giulio II che nel XVI secolo iniziò a raggruppare le opere d’arte trovate durante gli scavi di restauro dell’Urbe. Cosi sotto di lui si creò il primo nucleo della collezione museale collocata nel Palazzetto del Belvedere dove il suo giardino venne trasformato in cortile per accogliere le opere d’arte che confluivano nella collezione come il gruppo del Laocoonte, l’Apollo, il Torso ecc.

papaCosi pontefice, dopo pontefice, si andò sempre più arricchendo la collezione grazie a donazioni ed acquisti fatti nell’arco di secoli. Perciò il percorso dei Musei Vaticani si snoda attraverso diversi musei che recano il nome dei papi che hanno creato le raccolte al loro interno.

statua-vaticanoCome il Museo Chiaromonti che prende il nome del papa Pio VII, che fu papa dal 1800 al 1823, al secolo Barnaba Nicolò Maria Luigi Gregorio Chiaromonti. Il destino di questo papa fu quello di vivere in un periodo di grandi cambiamenti culturali e scientifici segnati dalle teorie illuministiche e di scontrarsi con Napoleone. Papa Pio VII fu infatti il papa dell’incoronazione di Napoleone celebrata a Parigi nella cattedrale di Notre-Dame il 2 maggio 1804, quando Napoleone si auto incoronò. Il culmine si raggiunse quando nella notte tra il 5 ed il 6 luglio 1809 le truppe napoleoniche occuparono Roma ed arrestarono papa Pio VII, scena storica resa famosa ai molti dal film il Marchese del Grillo. Questo papa ereditò una situazione storica complicata, infatti il predecessore di Pio VII, Pio VI fu costretto a sottoscrivere il Trattato di Tolentino nel 1797 che cedeva alla Francia rivoluzionaria, per conto dell’allora comandante dell’armata d’Italia Napoleone, all’epoca appena astro nascente, tutte le città a nord di Ancona e lo stato Pontificio doveva cedere alla Francia tutte le opere d’arte più rilevanti. A Roma fu stillata una lista di 506 opere da portare a Parigi tra cui il Laocoonte, l’Apollo del Belvedere, la trasfigurazione di Raffello, ecc.

Papa Pio VII, che aveva ereditato questa situazione dal suo predecessore, per reagire alla dispersione dei capolavori diede luogo ad una campagna di acquisti presso privati e scavatori attivi nella campagna romana e nello stato Pontificio riuscì a realizzare nel 1806 un museo che porterà il suo nome.  Dopo il congresso di Vienna (1814-1815) fecero rientro a Roma 248 opere d’arte, ma 249 rimasero a Parigi, 9 andarono disperse.

traviGrazie all’opera di Pio VII oggi possiamo ammirare un museo di oltre un migliaio di reperti di statuaria antica di ogni tipo e qualità.  Esso si articola in tre gallerie: la galleria Chiaromonti, il Braccio Nuovo e la galleria lapidaria che, con i suoi tremila pezzi d’iscrizioni, è la più grande collezione del mondo di questo genere.

Eventi Roma – Riapertura del Braccio Nuovo ai Musei Vaticani

Il Braccio Nuovo nasce dalla necessità di ricollocare le opere di rientro dalla Francia confiscate da Napoleone. Pio VII diede incarico della costruzione di questa galleria che diveniva una estensione del museo Chiaromanti all’architetto Raffele Stern che realizzò un capolavoro di arte neoclassica lungo 68 m con al suo interno 150 preziose sculture tra cui: l’Augusto di Prima Porta ( trovato nel 1863), il Sileno con Dioniso in braccio (che assieme all’Augusto di Prima Porta ha tracce di pigmento), il Doriforo (anche se alcuni lo identificano con Achille), Lucio Vero, anche se è stata pesantemente riassemblata nell’800 con corpo di atleta, testa di Lucio Vero e vittoria alata su globo fatta ex novo,  altre statue di imperatori, personaggi storici e mitologici, ma il fulcro del Braccio Nuovo è la statua del dio Nilo con 16 putti che simboleggiano i 16 cubiti (7 metri e mezzo) che è il livello dell’esondazione del Nilo e pertanto simboleggiano la fertilità. La statua fu trovata nel ‘500 sotto la chiesa di Santa Maria sopra Minerva e quindi faceva parte dell’Iseo Campense, che si trovava in quei luoghi.

Eventi Roma – Nel Braccio Nuovo i pavoni dorati

pavoniNel Braccio Nuovo, non lontano dalla statua del dio Nilo, si potranno vedere due pavoni dorati, per gli antichi simbolo di immortalità, di età adrianea del II sec. d.C., che erano in antichità collocati su una cancellata attorno alla Mole Adriana, poi nel corso dei secoli trasformata in Castel Sant’Angelo, dopo una lunga serie di mutamenti architettonici.

Questi due pavoni furono collocati all’interno del Cortile della Pigna e ai due lati della gigantesca fontana omonima vennero posti simmetricamente. Oggi ai piedi della Pigna possiamo vedere delle repliche, dal momento che gli originali si trovano nel Braccio Nuovo per essere preservati.

Il 22 dicembre dovrebbe aprire il Braccio Nuovo dopo un lungo periodo di restauri.

Questo lungo e non facile lavoro di restauro è consistito nell’operazione pulitura ed al tempo stesso è stata condotta una attenta verifica sulla condizione attuale delle opere.

Per acquisto biglietti Musei Vaticani: https://biglietteriamusei.vatican.va/musei/tickets/index.html

Emiliano Salvatore

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