Quantcast

Festa del Cinema di Roma 2021 – Terrorizers

Terrorizers

Un thriller atipico che grazie alla fotografia di Jean-Louis Vialard e alla regia di Ho Wi Ding può sorprendere. Terrorizers confonde ma in un modo tutto suo riesce alla fine a funzionare.

Quattro ragazzi protagonisti, quattro individui che inconsapevolmente fanno parte l’uno della vita dell’altro. Due ragazzi e due ragazze, molto diversi tra loro, spesso diametralmente opposti nel carattere e negli atteggiamenti eppure un filo rosso lega tutti e quattro in una storia di amore e mania.

Terrorizers è un film atipico, lento nella scrittura e nella regia, suddiviso in capitoli che cadono come ghigliottine sulla storia, mischiando le linee temporali e portandoci avanti o indietro rispetto a quanto abbiamo appena finito di vedere. Un puzzle visivo, del quale solo dopo un po’ riusciamo a scorgere i confini cominciando a cogliere la figura finale che si andrà a formare sotto i nostri occhi.

Occhi che comunque sono più che soddisfatti perché visivamente il film regala moltissime inquadrature ricercate e fotograficamente perfette. Screen che, vedendo il film, ti viene voglia di salvare e incorniciare in casa per quello che riescono a trasmettere pur non avendo quasi mai del dialogo all’interno. Delle still di alcuni personaggi che ci aprono una finestra nella loro anima.

I personaggi sono variegati e particolari, il mondo adolescenziale e quello adulto spesso si fondono negli incroci tra i personaggi dandoci in cambio però uno spaccato di società che va dalla giovane cosplayer con la cameretta piena di poster e gadget al politico in carriera, passando per la massaggiatrice divorziata che si ubriaca tutte le notti.

Un film che ha bisogno di tempo per ingranare e solo prendendo velocità rotolando sul piano alternato del suo montaggio riesce a restituire interesse e ad appassionare lo spettatore che, però, rischia di aver già troppo annoiato nella strada precedentemente percorsa.

Terrorizers è un buon film ma non è decisamente per tutti. Può piacere moltissimo se si cerca l’intrigo e il coinvolgimento diretto nel cercare di sciogliere i nodi della trama e comprendere veramente ciò che si cela dietro a quello che vediamo ma al tempo stesso può annoiare se non si ha intenzione di vivere un’esperienza “attiva” ma si cerca un bel film “classico”.

Presentato alla Festa del Cinema di Roma, il film non ha ancora una data d’uscita nelle sale italiane.

Luca Silvestri