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Festival turco a Roma da venerdì, ospite d’onore Ceylan

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Roma – La Casa del Cinema di Villa Borghese, a Roma, ospitera’ da venerdi’ 22 novembre la prima rassegna cinematografica del cinema turco, che sara’ inaugurata dal film di Nuri Bilge Ceylan “L’albero dei frutti selvatici”. Il noto regista turco, pluripremiato a Cannes, sara’ l’ospite d’onore. Il Festival sara’ un vero e proprio avvenimento culturale che vedra’ l’incontro di due grandi realta’ mediterranee, la Turchia e l’Italia, attraverso la settima musa dell’arte: il Cinema organizzato dall’Istituto Yunus Emre Centro Culturale Turco di Roma. La Citta’ eterna sara’ impegnata per due giorni a seguire un evento unico nel suo genere, perche’ fara’ conoscere non solo un ricco patrimonio artistico, ancora troppo poco studiato in Occidente, ma anche gli aspetti della societa’ turca con le nuove correnti di pensiero. La direttrice dell’Istituto Yunus Emre, Centro Culturale Turco di Roma ha dichiarato: “Questa prima versione istituzionale del Festival del Cinema Turco sara’ una chiave per la presentazione del patrimonio culturale e letterario della Turchia e del nostro cinema. Cominciando da questa prima versione sugli ultimi film premiati del cinema turco moderno, si presentera’ al pubblico italiano negli anni successivi l’evoluzione culturale della societa’ turca attraverso il cinema che ha un ruolo importante nella storia del Paese”. Per questo primo incontro sono stati scelti otto film che si sono fatti apprezzare anche in campo internazionale riscuotendo grande successi e meritati premi. L’ospite d’onore del festival sara’ il pluripremiato al Festival di Cannes, il regista Nuri Bilge Ceylan che ha vinto il Grand Prix Speciale della Giuria gia’ nel 2003 per il film Uzak, il premio per la miglior regia nel 2008 per il film “Le tre scimmie”, nuovamente il Grand Prix Speciale della Giuria nel 2011 per il film “C’era una volta in Anatolia” e la Palma d’oro per il film “Il regno d’inverno” – nel 2014 – e l’ultimo “L’albero dei frutti selvatici” che, appunto, inagurera’ la manifestazione capitolina.

Il film narra di Sinan, un aspirante scrittore che ritorna nel suo villaggio natale nella Turchia rurale, e viene travolto dalla disperazione del padre che ha accumulato tanti debiti. Ma dice qualcosa di piu’: solitario, informe, apparentemente privo di armonia, ma orgoglioso di essere li’, e di esistere, e di dare frutti. Nella convinzione che c’e’ sempre qualcuno, nel mondo, che preferisce i frutti selvatici a quelli tutti uguali, levigati e omologati, che luccicano insapori nelle vetrine dei blockbuster globalizzati. Parlare di Ceylan e’ oggi conoscere oltre alla cultura cinematografica turca anche una societa’ giovane in grande espansione sociale e artistica che certamente dovremo imparare a comprendere meglio. Dopo aver completato gli studi e il servizio militare, lo troviamo non solo attore nel cortometraggio diretto dal suo amico Mehmet Eryilmaz, ma anche come in parte nella realizzazione tecnica. Nel 1993 e’ il suo cortometraggio “Cocoon”, proiettato a Cannes nel maggio 1995, il primo corto turco ad essere in concorso al Festival. I seguenti tre lungometraggi che gira negli anni successivi sono considerati un sequel: “Cocoon: The Small Town” del 1997, “Nuvole di maggio” del 1999 e “Uzak” del 2002, che vince il Grand Prix al Festival di Cannes del 2003. Improvvisamente Ceylan diventa un autore riconosciuto a livello internazionale e il film, dopo aver vinto un totale di ben 47 premi in tutto il mondo, e’ certamente il piu’ premiato nella storia del cinema turco.

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