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GEMINI: Un debutto “masterpiece” per Livio Della Gala.

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Livio Della Gala - Gemini - Artwork

Una copertina incantevole, 19 brani, dieci artisti presenti come ospiti ed una produzione più che perfetta, tutto questo è “Gemini”.
Livio Della Gala, artista Monteverdino classe 1985, ha presentato il giorno 15 gennaio 2015, al FullMoonClub di Roma, il suo primo lavoro. Un album colmo di contenuti e di variazioni, sia musicali che vocali. Purtroppo non abbiamo potuto partecipare all’evento del 15, ma dopo una semplice email, lo stesso artista ci ha personalmente consegnato una copia. Abbiamo anche ascoltato un paio di brani insieme e alla nostra domanda “si sentono alcune cose, come respiri e cambi di accordo, è strano per essere un disco in studio, ce lo puoi spiegare?”, lui ha risposto “è voluto, un album completamente in acustico, secondo me, deve essere il più simile possibile ad una esecuzione live”. Questa affermazione ci ha positivamente spiazzato, regalandoci anche un modo più sano e diretto di ascoltare l’album.
Gemini è un doppio LP, di quelli unici, che non si vedono più con frequenza. Un album che ricorda le “Home Recordings” di Nick Drake, la colonna sonora di “Into The Wild” di Eddie Vedder e, a tratti, “Grace” di Jeff Buckley. Le particolarità di questo lavoro sono centinaia, partendo dall’assenza totale di percussioni, arrivando ad una miriade di cori, controcanti e armonizzazioni, e, passando per strumenti suonati da altri artisti, che lasciano il loro segno in Gemini.
Il primo disco comincia con il brano “Arise & Shine”, brano colmo di dubbi e lacune emotive, che poi l’artista trasforma in un’incitazione al concetto di “rialzarsi e brillare”, quindi alla voglia di tirarsi su e ricominciare. Continua con le riproposizioni dei due brani originali del suo primo EP, “Aurora Borealis” e “Sadness Of The Moon”, versioni più elaborate ed incisive, perfette per la ripresentazione nel full lenght. Giungiamo così alla “sfilza” di capolavori che Livio Della Gala ha preparato per questo album. “Metamorphosis Of The Vampire”, ci ha lasciato senza parole, strano sentire un brano così diverso, ritmato e coinvolgente eseguito con una sola chitarra acustica e voce.
Vanno però menzionati le incredibili doppie voci di questo brano, sempre eseguiti dall’artista. “Staring Through Another Room”, questo nome, secondo noi, ha il diritto di rimanere impresso nella storia. Testo di Simone Calderoni, che fa anche da seconda voce accompagnando Livio Della Gala con i suoi compagni nei Lady Reaper: Stefano Coggiatti (già presente in “Arise & Shine”) e Gabriele Grippa. Signore e signori, questo brano è un capolavoro senza tempo, un lavoro sempre attuale ed un ascolto così semplice che piace a chiunque. Masterpiece.
Arriviamo così alle title-track dell’album: “Gemini I”, “Gemini II” e “Gemini III”. La prima parte comincia con una delle più belle voci del cinema italiano: Renzo Stacchi, doppiatore, direttore di doppiaggio ed attore, si presta nella recitazione di una parte del canto XXII del Paradiso della “Divina Commedia”. Infatti tutti e tre questi brani sono estratti di questo canto dell’opera massima di Dante Alighieri, canto dove il sommo poeta si rivolge alla costellazione dei Gemelli, e da qui il nome dell’album. Questi tre brani, molto lunghi e vocalmente cadenzati, sono perfetti per il testo che affrontano, si passa dalla chitarra di Livio Della Gala, passando per quella di Riccardo Fischetti e giungendo al meraviglioso pianoforte di Francesca Romana Pistolesi, che, nella terza parte, fa da sottofondo alla voce, stavolta esclusivamente parlata.
Prima di finire il primo disco, Livio Della Gala ci fa una sorpresa, riproponendo “Staring Through Another Room” in chiave esclusivamente strumentale, con due chitarre elettriche (una eseguita da lui stesso ed una da Stefano Coggiatti) che ripropongono le parti vocali. Ci teniamo a precisare che questa è una delle uniche tre tracce dove si potrà ascoltare la chitarra elettrica.
Cominciamo con l’ascolto del secondo disco (dedicato ai tributi, quindi cover) e subito ci troviamo a dover fronteggiare un brano che ha segnato la storia delle ballate malinconiche. “By This River” di Brian Eno, viene eseguita da Livio Della Gala e Valerio Cascone in un modo semplice, coinvolgente e commovente. Continuiamo con i prossimi brani, “Elect The Dead” di Serj Tankian viene eseguita in modo semplice, lineare, fedele all’originale e alla fine di questo brano ci ritroviamo a sentire “Whorehouse Blues” dei Motorhead, Stefano Coggiatti alla chitarra, in un brano molto bello di suo, cantato benissimo e questo segna l’immensa capacità dell’artista di potersi adattare a più generi.
Si prosegue con “Holy Smoke” degli Iron Maiden e “Havana Affair” dei Ramones, due brani ben eseguiti che mostrano anche la vena un po’ autoironica di Livio Della Gala. La traccia numero 6 di questo disco è “Turn The Page” di Bob Seger, brano reso famoso nell’ambiente rock dai Metallica, viene proposto da due chitarre (Livio Della Gala e Gabriel Castellani) e voce. Ottima versione, molto personalizzata e coerente con l’album.
Come con il primo disco, giungiamo ai capolavori, quattro brani meravigliosi eseguiti magistralmente. “In This River” dei Black Label Society è un brano stupendo di suo, ottima interpretazione di chitarra e voce, ma con l’improvviso assolo, eseguito da Stefano Bussadori, raggiunge un livello ancora più alto. “Please Please Please Let Me Get What I Want” degli Smiths sembra una canzone scritta per Livio Della Gala, è perfetta e qui ritroviamo anche l’artista con chitarra elettrica che conclude il brano con un assolo semplice, ma veramente azzeccato. Ora ascoltiamo un brano che non ci saremmo mai aspettati di risentire: “Oh Me” dei Meat Puppets è un brano pericoloso da riproporre, perchè nessun amante del grunge potrà mai dimenticare la versione dei Nirvana. Ma Livio Della Gala ha un suo stile, un modo camaleontico di far suo ogni brano e, anche in questo caso, ne esce una cover che sfiora i confini della perfezione.
Ci ritroviamo a farci una domanda: si può ricreare una delle più belle canzoni prog\rock italiane con una chitarra acustica ed una fisarmonica? La risposta è SI. La traccia numero 10, e bonus track dell’album, è “Impressioni Di Settmbre” della PFM. Livio Della Gala, accompagnato da Lorenzo Wolfrider e dall’onnipresente Stefano Coggiatti, ripropone questo classico. In moltissimi hanno tentato, nel corso degli anni, di riproporre questo brano, ma, in Gemini, forse, è presente una delle versioni più belle. Da Ascoltare.
Arrivati alla fine dell’album e di questa recensione, c’è poco da aggiungere. Gemini è un disco che piace e piacerà a chiunque, un disco colmo di capolavori, un disco da avere nella propria collezione.
In un’intervista Livio Della Gala ci disse : “dopo il primo EP furono le persone a darmi la voglia di continuare”, ora all’artista diciamo “Non smettere mai”. In conclusione: Gemini, un capolavoro.

IL CAST DI GEMINI:
Livio Della Gala: voce\controcanti\cori\chitarra acustica\chitarra elettrica\pianoforte\organo
Valerio Cascone (Ozaena \ InnaCantina Sound): cori\chitarra acustica
Stefano Coggiatti (Lady Reaper): chitarra acustica\chitarra elettrica
Simone Calderoni (Lady Reaper): voce\cori
Gabriele Grippa (Lady Reaper): chitarra acustica\basso acustico
Stefano Bussadori (Ozaena): chitarra acustica\chitarra elettrica
Lorenzo “Bran” Wolfrider (Sküll Jack): voce\fisarmonica
Riccardo Fischetti: chitarra acustica
Francesca Romana Pistolesi: pianoforte
Gabriel Castellani: chitarra acustica
Renzo Stacchi: voce
Registrato al TheLab Studio – Roma, da Valerio Cascone

recensione a cura di Stefano P. e Laura R.

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