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Il “Miles Gloriosus” al Teatro Arcobaleno dal 27 aprile

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Va in scena al Teatro Arcobaleno, centro stabile del classico, il “Miles Gloriosus”  tradotto anche come “il soldato spaccone” di T.M. Plauto .

Dal 27 Aprile al 7 Maggio 2017 giovedì, venerdì e sabato ore 21:00 – domenica ore 17:30

Plauto fu un Commediografo latino (Sarsina 250 a. C. circa – forse Roma 184 a. C.). Una tradizione vuole che il cognomen originario fosse Plotus, poi urbanizzato in Plautus; il prenome e il nome sono incerti: probabilmente si chiamò Titus Maccius (la tradizione antica parla di M. Accius; secondo alcuni, soprannome era Maccus, derivatogli dalla omonima maschera della farsa atellana). Della sua vita si sa poco, e in forma romanzesca: sembra che, dapprima servitore in una compagnia di comici, fosse poi, ridotto in estrema povertà, alla macina di un mugnaio.

Il “Miles Gloriosus” al Teatro Arcobaleno dal 27 aprile al 7 maggio

Qui cominciò a comporre commedie che incontrarono il favore del pubblico, che non lo abbandonò più. Ne compose moltissime, e, poco dopo la sua morte, cominciarono le falsificazioni, sì che sotto il suo nome ne circolarono almeno 130; la nascente filologia latina intraprese presto l’opera critica di attribuzione, che culminò con la sistemazione di Varrone nel “ De comoedis Plautinis” e le suddivise in tre gruppi 21 certe plautine, 19 di attribuzione incerta e tutte le altre spurie.

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Il “Miles Gloriosus” al Teatro Arcobaleno dal 27 aprile

Il “Miles Gloriosus” è la commedia più famosa di T. Matio Plauto,che ebbe uno straordinario successo fin dai tempi antichi presso i romani, forse perché essi si consideravano da sempre popolo guerriero e ben ironizzavano su questo genere di satira. La comicità si fa scherno di un soldato dal nome greco di Pirgopolinice che in greco significa: distruttore di città e fortezze, nel nome già si trova l’ironia del personaggio. il Miles Gloriosus, appellativo ovviamente ironico, dal momento che è solo lui a credere nelle sue capacità gloriose di conquistatore di città e di donne, tanto da non rendersi conto di auto ridicolizzarsi.  Nella scena iniziale egli si rivolge così alla sua spada:”ed ora voglio consolare la mia spada, perchè  non perda il coraggio: è da un pezzo che la porto inoperosa al mio fianco, mentre essa poveretta muor dalla voglia di far polpette dei nemici”.

C’è poi il parassita dal nome Artotrogo che significa mangiatore di pane: la sua funzione è quella di spalleggiare il suo padrone Pirgopolinice, ungendolo e lodandolo fino all’inverosimile arrivando ad appellarlo invictissimus: “tutti sanno che di Pirgopolinice vivi solo te sulla terra e che sei invictissimo per bellezza bravura ed eroismo! Le donne poi vanno tutte pazze di te, e a ragione poiché tu sei tanto bello!”(vv. 55-59) ma come succede nelle commedie e non solo poi chi troppo si loda … son proprio le donne che lo bastonano e lo ridicolizzano.

Quest’opera di Plauto è forse la più famosa e anche la più impegnativa composta di ben 1437 versi, oltretutto è la commedia plautiana  che fra tutte è quella più ricca di dialoghi a scapito delle parti cantate (solo il 5%) e una di quelle con il maggior numero di personaggi (quelli parlanti sono ben dodici).  La commedia fu composta tra il 205 ed il 206 a.C., rappresenta un caposaldo della comicità di tutti i tempi. Plauto dichiara di essersi ispirato all’Alazòn, commedia greca la cui paternità ci è sconosciuta. Egli fu, infatti, autore di fabula palliata, quel genere latino che rielabora opere prese a prestito dalla nèa, la commedia nuova greca; il suo successo però viene dalla fenomenale inventiva e dalla straordinaria vis comica con cui riesce a rimaneggiare gli originali, giungendo ad un esilarante connubio tra i più raffinati modelli greci e quelle espressioni tipiche della cultura italica popolare, come l’atellana.

Di origine campana, (il nome deriva dall’antica città di Atella, presso Napoli), l’atellana, importata a Roma nel III secolo a. C., diventando l’espressione teatrale più verace del popolo romano , era una forma di intrattenimento farsesco, che, per l’uso di maschere fisse e di una sorta di canovaccio sul quale improvvisare, ha anticipato in qualche modo quell’importante e variegato fenomeno che caratterizzò il teatro italiano tra il ‘500 ed il ’700,  denominato Commedia dell’Arte.

Quest’opera è stata fortunatissima nell’antichità quanto nei secoli che seguirono tanto che è ancora oggi molto rappresentata ed è uno dei capisaldi della compagnia Castalia.  Il “Miles Gloriosus” ha ispirato tante opere oggi famose come Scaramouche, Don Chisciotte,  Cyrano de Bergerac, Brancaleone ecc. dilungandosi in un viaggio, che seguendo quel filo conduttore che lega la Commedia classica alla Commedia dell’Arte e, fino ai nostri giorni, alla cosiddetta Commedia all’italiana.

Senza Plauto, senza il suo umorismo il nostro teatro del comico sarebbe molto diverso. Tuttavia, come molte volte accade nella cultura latina, le radici si affondano nella cultura greca, infatti è  lo stesso Plauto a pagare il tributo di riconoscimento e a citare esplicitamente nel prologo della commedia l’originale greco da lui utilizzato per la composizione del “Miles gloriosus”: si tratta di Alazón, ovvero “Lo spaccone”, di cui però non è indicato il nome dell’autore. Oltre allo spunto dall’Alazón, come fa dire Plauto al servo furbo nel II atto, Plauto trae ispirazione anche dal Fantasma e dall’Adulatore, due opere del commediografo greco Menandro.

L’epoca della composizione del Miles gloriosus è stabilita in base all’allusione contenuta nel testo (Atto II Scena II 211-212) alla prigionia di Nevio: poiché questa avvenne nel 206, se ne deduce che la commedia possa risalire a quell’anno o al precedente. Il Miles sarebbe dunque una tra le più antiche commedie di Plauto, come conferma l’analisi stilometrica che rileva una estrema povertà di parti liriche rispetto a quelle recitate, in controtendenza rispetto all’evoluzione della drammaturgia plautina nel senso di uno spazio sempre maggiore attribuito ai cantica.

 

Adattamento e Regia Vincenzo Zingaro

con Vincenzo Zingaro, Fabrizio Passerini, Annalena Lombardi, Rocco Militano, Ugo Cardinali,

Laura De Angelis, Piero Sarpa, Miriana Minichino.

Musiche Nando Citarella

Maschere Carboni Studio

Costumi Paola Pani   Scene Luisa Taravella   Luci Giovanna Venzi

via Francesco Redi 1/a- Roma tel. 064402719

Costo biglietti: 19 Euro intero; 15 euro ridotto; 13 euro ridotto studenti

Emiliano Salvatore

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