La canzone d’autore unita all’impegno sociale foto

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Intervista a Luca Guadagnini, cantautore e interprete originario dei Castelli Romani, da oltre dieci anni promuove numerosi progetti di solidarietà

Luca come nasce la tua passione per la musica?
«Fin da bambino ero appassionato di musica, ascoltavo Battisti, Renato Zero, Baglioni e molti altri, sempre sulla linea “cantautori”. Quando per disperazione mio padre all’età di 8 anni mi regalò una chitarra “clarissa”, da lì iniziò la mia avventura, un’avventura unica che porto degnamente avanti e con grande orgoglio!! Grazie papà Andrea!»

Quando hai iniziato a capire che la passione poteva diventare anche una professione?
«Nel ‘98 dopo tante esperienze con gruppi e band, diventai il vocalist dei ‘Vernice’, gruppo musicale che lasciò un segno indelebile negli anni 90 grazie al tormentone “Su è Giù”, da lì si iniziò a fare sul serio e a cavalcare grandi palchi».

Chi sono gli artisti che ti hanno ispirato nella tua carriera?
«Luca Carboni, Claudio Baglioni, Vasco Rossi, Franco Califano, Michele Zarrillo».

Ci racconti i tuoi inizi?
«Ascoltavo dalla mattina alla sera musica d’autore e mentre i miei coetanei si ritrovavano il pomeriggio al campetto per giocare a pallone, io mi isolavo nel mio mondo musicale nella mia cameretta ed iniziavo a buttare giù testi che poi cestinavo, ma alla fine arrivavano anche le canzoni».

Come vedi il panorama musicale attuale?
«Si sta avanti, molto avanti, forse troppo, per noi artisti abituati a vendere i dischi dopo i concerti è dura, adesso si lavora solo dietro una tastiera di pc, si studia il prodotto a tavolino con le major senza neppure ascoltare i brano. I giovani pilotano la discografia italiana e le radio a mio modesto giudizio non aiutano molto il cantautorato».

Quali sono state le produzioni e le collaborazioni più importanti?
«Senza ombra di dubbio il progetto  “Vacanze in Italia” con il maestro Edoardo Vianello e “Parole” con Gigi D’Alessio».

Tu Luca hai una vicenda personale molto dolorosa, che ha cambiato la tua vita e quella di tua moglie Genni, ce la vuoi raccontare?
«Parte molto dolente, ricordare ogni volta questa mia parentesi di vita mi fa star male, ma purtroppo ho imparato a conviverci. IL 5 giugno 2007 nasceva una fantastica e dolce bambina di nome Aurora, la nostra secondogenita, purtroppo affetta dalla nascita da un neuroblastoma, tumore infantile molto aggressivo, cosi fu subito ricoverata presso l’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma, dove venne immediatamente operata. Aurora tra varie complicazioni di salute dopo l’intervento, passò più di un anno presso quel nosocomio, quando purtroppo l’8 febbraio 2009, causa una recidiva della malattia, volò in cielo…e da li cambiò la mia…la nostra vita».

E’ bellissimo come da un grande dolore sia nato un evento di solidarietà cosi importante, nel quale sei riuscito a coinvolgere numerosi big del nostro panorama musicale: purtroppo quest’anno a causa del Covid, la manifestazione “Rock per un Bambino” salterà. Nel frattempo stai lavorando ad altri progetti?
«Si, purtroppo quest’anno sarebbe stata la dodicesima edizione di “Rock per un Bambino”, evento in ricordo di mia figlia Aurora, i cui proventi vanno al reparto di neonatologia medica e chirurgica del Bambin Gesù: ad oggi sono stati devoluti oltre 200mila euro. Ogni anno partecipano alla kermesse che si tiene a maggio, tanti artisti del mondo musicale, tra cui i mie amici Gigi D’Alessio ed Edoardo Vianello. Ora stiamo già preparando la prossima edizione del 2021. Nel frattempo sto lavorando anche con la mia band ad un nuovo singolo estivo molto carino e frizzante dal titolo “Sara ed i suoi simili».

Sei stato ospite di numerose trasmissioni televisive, ricordiamo tra le tante TU SI QUE VALES, dove sei passato anche in finale, cosa ricordi di quel momento?
«Tantissima emozione, ma proprio tanta. Avevo il cuore in gola, perché esibirsi chitarra e voce in quel contesto con “Tornerà l’Aurora”, brano scritto da me, che ripercorre il breve vissuto con Aurora, non ha prezzo».

Tra le produzioni più importanti c’è stata la collaborazione con Edoardo Vianello con un pezzo molto carino che ha avuto un certo successo, “Vacanze in Italia”,  tra l’altro un pezzo estremamente attuale vista la situazione che stiamo vivendo: avete mai pensato all’eventualità di riproporlo?
«Esatto, brano veramente attuale visto il periodo storico, mi piacerebbe molto riproporlo al grande pubblico, anche perché lo slogan “Vacanze in Italia” vuole essere un invito a tutti gli italiani di passare le vacanze nel nostro bellissimo Paese. Ascoltatelo!»

Hai mai pensato di portare la tua musica a Sanremo?
«Più di qualche volta, nonostante partecipare a Sanremo sia molto difficile, ma come sempre dico…”L’importante è sognare”…chissà!»

Per concludere, cosa pensi delle difficoltà che tu stesso ed il mondo dell’arte sta attraversando a causa di questo virus?
«Penso che alla fine, noi venditori di sogni, in questo periodo Covid-19, abbiamo avuto un momento ancor più intenso per rinchiuderci nei nostri mondi, per scrivere emozioni e tirare giù tante idee: chissà, magari questa volta ho il brano giusto, per il resto abbiamo riscoperto tanti valori e forse il primo è stato riscoprire se stessi!»

Grazie Luca, quale augurio vuoi fare ai tuoi fans e a chi ci leggerà?
«Essere sempre se stessi e sorridere, sempre, anche nei momenti più bui… perché poi “Tornerà l’Aurora”».

Letizia Moroni

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