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L’inaugurazione della “Galleria epigrafica” nel Museo di Arte classica foto

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Domenica 20 Ottobre si è tenuta l’inaugurazione della Galleria epigrafica, presso la Gipsoteca nel Museo d’Arte classica.

Opere

Alla cerimonia erano presenti il Rettore Eugenio Gaudio, il Presidente del Polo Museale Marcello Barbanera, Giorgio Piras il Direttore del Dipartimento di Scienze dell’antichità, Maria Vittoria Marini Clarelli Sovrintendente capitolina ai Beni culturali, Edith Gabrielli, Direttore del Polo museale del Lazio, Daniela Porro, direttore del Museo Nazionale romano e della Soprintendenza speciale di Roma e Simonetta Ranalli Direttore generale della Sapienza.

Il Rettore Eugenio Gaudio ha sottolineato come i musei della “Sapienza Università di Roma”, si vanno ad aggiungere al ricchissimo patrimonio culturale del Bel Paese,  evidenziando l’importanza dell’Italia come centro della cultura mondiale: infatti il nostro Paese, da solo possiede,  possiede più del 50% del patrimonio culturale mondiale.

In questo contesto culturale l’Ateneo della Sapienza interagisce in modo attivo mettendo a disposizione la sua lunga esperienza accademica ad altre facoltà d’Europa e del mondo.  Un ottimo  esempio è il Museo dell’Arte Classica, grazie alla sua galleria di calchi epigrafici, che spesso sono più leggibili degli originali, poiché gli originali sono oramai deteriorati, infatti pone in evidenza come La Sapienza è prima al mondo per lo studio della cultura classica che tutto è forche passato, infatti l’arte classica ci aiuta a prevenire e comprendere ciò che avviene.

L’inaugurazione coincide con l’avvio dell’apertura dei musei universitari nei fine settimana, fino al 22 dicembre, che coinvolge i musei dell’Arte classica, di Storia della Medicina, il Museo Laboratorio di Arte contemporanea, il Museo del Vicino Oriente, il Museo di Scienze della Terra e il Museo di Chimica. Per il primo appuntamento i musei aperti saranno: Arte Classica, Museo Laboratorio di Arte Contemporanea, Vicino Oriente, Egitto e Mediterraneo, Storia della Medicina.

Orario di apertura: 10.00-18.00.

La collezione delle epigrafi del Museo dell’Arte classica comprende una sessantina di calchi, alcuni dei quali eseguiti più di un secolo fa, che rappresentano un unicum, in quanto fissano nel tempo manufatti originali in alcuni casi deteriorati nel corso degli anni.

La collezione epigrafica accoglie in gran parte epigrafi di testo greco raccolte tra la fine dell’ottocento ed i primi trenta anni del ventesimo secolo, nelle zone: Creta e Cirene, dove gli archeologi italiani erano attivi in quegli anni.  Questi calchi sono stati realizzati con attenzione al fine di riprodurre visivamente le tipologie di materiali usati dai lapicidi, i tipografi dell’antichità.

Qui in questa galleria si possono studiare iscrizioni epigrafiche provenienti dal passato senza il bisogno di fare lunghi viaggi, lo studente o ‘esperto può confrontarsi con un testo del passato come se fosse autentico. La collezione ospita i calchi del Codice di Gortina, città sull’isola di Creta,  dove nel 1884 venne rinvenuta, da una missione italiana guidata da Federico Halbherr, che scoprì  una grande epigrafe greca del VI-V secolo a.C., incisa in modo bustrofetico ed in dialetto dorico. L’epigrafe contiene un complesso normativo dell’antica Grecia.

Ma il fiore all’occhiello della collezione è la stele del “Testamento di Tolomeo” scritta in greco. Questa epigrafe appartiene al Faraone Tolomeo VIII Evergete (che significa il benefattore) ma detto Fiscone ( Φύσκων), cioè il panzone,  stando a quanto tramanda Strabone in “Geografia” (XVII,1.11).

Sappiamo, dalle fonti storiche, che Tolomeo VIII durante l’invasione di Antioco IV e la prigionia del fratello Filometore, fu eletto nel 169 a.C., re degli Alessandrini; poi si accordò col fratello lasciandogli l’Egitto e tenendo la Cirenaica. Ma poiché le tensioni in Egitto proseguirono, Tolomeo  per assicurarsi l’aiuto romano nel 155 a.C., fece un testamento in cui lasciava a Roma il suo regno se fosse morto senza eredi e di morte violenta.

Con tale testamento voleva costituire una sorta di assicurazione che avrebbe reso vana la sua morte prematura per chi avesse attentato alla sua vita, sia che si trattasse del fratello maggiore contro il quale già si era battuto pochi anni prima, sia dei Cirenei che parimenti lo avevano osteggiato al momento della sua diretta presa di potere sulla regione. Che in quel periodo Tolomeo temesse particolarmente per la sua vita trova conferma nella testimonianza, di Polibio. Così nel frammentario libro 33, delle Storie di Polibio, si può infatti leggere il racconto della teatrale scena con la quale nella Curia di Roma Tolemeo avrebbe mostrato l’anno seguente, nel 154 a.C, le cicatrici delle ferite riportate nell’attentato. Tuttavia quel testamento non avrebbe avuto poi alcuna efficacia.

Roma Daily News: “Come nasce la Gipsoteca e la raccolta di Calchi epigrafici?”

Prof. Marcello Barbanera: “La Gipsoteca è stata fondata alla fine dell’800 ma non si trovava qui ma al Testaccio poiché l’attuale sede dell’Università “La Sapienza” è stata fondata nel 1935, e quindi la collezione è stata trasferita qui.  La collezione della Gipsoteca è una collezione soprattutto di calchi di cui i primi furono fatti a fine ‘800 per arrivare ad oggi a contarne più di un migliaio. Sono opere molto importanti perché oggi è impossibile fare dei calchi dalle opere originali.  Per quanto riguarda la collezione delle epigrafi esse pure sono state fatte tra fine ‘800 e primi del’900 dai docenti di questo ateneo che all’epoca andavano a scavare a Creta o a Cirene, in Libia, e facevano questi calchi per poter studiare meglio i ritrovamenti epigrafici. Poi questi calchi di epigrafi sono finiti abbandonati in depositi e magazzini. quindi l’idea e nata dalla necessità di bonificare una parte della facoltà di lettere dove noi facciamo appunto lezioni e nello stesso tempo esporre questi pezzi che servono per la didattica, quindi abbiamo ottenuto due obbiettivi: da un lato l’allestimento ed esposizione di questi reperti e dall’altro il recupero di alcuni spazzi non utilizzati.”

Roma Daily News: “ Molte di queste opere della Gipsoteca si trovano anche in molti musei come i Musei Vaticani, il British Museum, il Louvre, ecc. ”.

Prof. Barbanera: “Si, per quanto riguarda le opere statuarie sono le copie delle più importanti statue dei principali musei. Per quanto riguarda le epigrafi invece si trovano anche a Napoli e altri musei italiani. Questa raccolta va vista come un museo ideale. Le opere dei principali musei del mondo sono tutte qui, sotto forma di calchi di gesso, creando un colpo d’occhio straordinario ed unico.”

Emiliano Salvatore

 

 

 

 

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