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Lucha y Siesta, sabato riparte cantiere politico

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Roma – “Con l’acquisizione da parte della Regione Lazio dell’immobile di Via Lucio Sestio 10, è stato fatto un passo fondamentale per la tutela e il riconoscimento della Casa delle Donne Lucha y Siesta, attiva sul territorio da marzo 2008: un atto che segna la fine di anni di precarietà e incertezze per uno spazio di sperimentazione e pratica transfemminista che fornisce un esempio concreto di una diversa idea di proprietà dei beni urbani.”

“Questa prima e importante vittoria apre una nuova fase della vita della Casa e del percorso di progettazione partecipata di Lucha Bene Comune Transfemminista, un percorso iniziato un anno fa, che ha visto la partecipazione di numerose realtà cittadine e nazionali come la Casa Internazionale delle Donne, l’ex-asilo Filangieri di Napoli, Macao di Milano e che ha oggi l’ambizioso obiettivo di scrivere la Dichiarazione di autogoverno di Lucha 2.0 necessaria a dichiarare ufficialmente Lucha un Bene comune urbano.”

“Per questo il 23 e il 24 ottobre il Laboratorio sarà in presenza, nel giardino di Lucha y Siesta, per mettere nero su bianco gli elementi indispensabili all’organizzazione di un bene comune femminista e transfemminista e definire lo strumento attraverso cui la comunità di Lucha delinea pratiche, condizioni e connessioni con cui abita lo spazio – in maniera non esclusiva, autodeterminata, autonormata e di cura, continuamente rigenerandolo”. Lo scrivono in una nota le attiviste di Lucha Y Siesta.

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