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MADE IN HELL FEST 4: L’EXENZIA ROCK CLUB A FERRO E FUOCO!

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Made in Hell Fest 4 - Prato 8 febbraio 2014

Made in Hell Fest 4 – Prato 8 febbraio 2014

Di ritorno dall’intensa settimana in quel di Brescia, dopo una lunga serie di concerti a cui abbiamo assistito, è tappa obbligatoria fermarsi a Prato, dove sabato 8 febbraio all’Exenzia, altro tempio del rock, si sono aperte le porte dell’inferno per la quarta edizione del Made in Hell Fest.

Quest’anno headliner del mini-festival sono i Grim Reaper, storica formazione inglese della NWOBHM (per i non addetti ai lavori New Wave Of British Heavy Metal), quell’ondata di rinnovamento musicale che nei primi anni ’80 ha rigenerato i fasti del metal portandolo ad essere, un fenomeno di importanza mondiale. Ad affiancare la celebre band inglese oggi ci saranno Ancillotti, Turbo Rexx, Whisperz e Ryal. Ci aspetta veramente una serata calda come le fiamme dell’inferno. Tocca ai sardi Ryal cominciare a riscaldare l’ambiente e nel breve giro di due giorni li rivedo volentieri. Purtroppo è loro destino essere nuovamente (dopo averlo fatto per i Riot V) band di apertura di una manifestazione, ma questa volta, a differenza del giorno precedente, l’approccio con il pubblico è stato affrontato con più sicurezza e con i suoni decisamente più bilanciati e corposi. Era questo che volevo verificare e i Ryal non hanno deluso le mie aspettative, oggi le loro potenzialità sono venute ancor più in evidenza. Sostanzialmente la setlist è stata la stessa di Brescia, con brani tratti dal loro album “Alliance”, come “God Of Mountains”, la titletrack “Alliance”, “Hand Of Glory” e “Bringer Of Doom”, alternando ai ritmi pesanti tipici dell’epic metal, anche pezzi decisamente più veloci e spinti che danno vita alle lunghe cavalcate senza sosta della coppia Nicola Piras (basso) e Giacomo Macis (batteria), sulle quali tessono le loro trame armoniche le insidiose chitarre di Carlo Olla e Michael Crank. Le melodie risvegliano ricordi di artisti come Manowar, Virgin Steele o Warlord, con la voce di Giampiero Boi ingrediente essenziale nella costruzione della loro formula sonora. Bravi!

Salgono ora sul palco i romani Whisperz, che poco più di una settimana fa avevano suonato allo Steel Night nella capitale. Siamo di fronte ad un combo autore di un metal aggressivo e rampante, a tratti mi riportano alla mente l’impatto sonoro dei Savatage, a volte invece quello più “cattivo” del power/thrash dei Metal Church, insomma una fusione metallica decisamente efficace. Brani come “Mr. Nothing” o la robusta “The Cage” non fanno altro che mettere in risalto la violenza dei riff e degli assoli di Massimiliano Maggi e Leonardo Olasio (chitarre), che percorrono le strade dell’heavy più rude sulla base creata dalla granitica batteria di Enrico Bagnato, affiancato dal prorompente basso di Marco Di Ianni. Ma cosa sarebbe un gruppo metal senza un degno frontman? E i Whisperz non si sottraggono a tale principio, Flavio Falsone è l’elemento giusto per soddisfare questa regola e per farlo ha solo bisogno di un microfono e delle sue corde vocali, non serve nient’altro per apprezzare la sua voce ruggente. I Whisperz sono una conferma e il loro album di prossima distribuzione ne sarà un prova. E’ il turno dei Turbo Rexx, provenienti dalle Marche, li conoscevo musicalmente perché presenti nella mia collezione, ma mi mancava una loro esibizione live. Suoni influenzati dalla più classica tradizione della NWOBHM inglese quelli di questo quartetto, capaci di passare dal metal classico allo speed, con cambi repentini di velocità di maideniana memoria. Per dovere di cronaca il bassista della serata, Angelo Marani (chitarrista negli Hatred e nei Baphomet’s Blood) è stato assoldato solo per le loro date live, mancandone al momento uno fisso. Iniziano con “Dangerous Woman”, i giovani adepti della My Graveyard Productions dimostrano una buona confidenza con il palco, trascinando il pubblico, con pezzi come “Bounty Hunter” e “Turbo Dinosaur”, in epiche galoppate metalliche. Andrea Pastore ricopre il ruolo di cantante/chitarrista, sfidando spesso Guido Tiberi (l’altro chitarrista) in duelli a colpi di note che infiammano i fan.

Poi chiamano sul palco Tiziano “Hammerhead” Sbaragli (singer degli Etrusgrave) per cantare con loro “Cenere E Ossa (Monaco Nero)” il cui testo in italiano e l’ottima performance di Tiziano la rendono particolarmente suggestiva ed intensa. Molto apprezzata, da parte mia, la maglia dei Kiss indossata dal batterista Cristiano Pieroni, “l’abito” a volte fa il monaco (nero) e la sua è stata una prova di carattere.

Lo spirito del puro divertimento è il fondamento della loro musica e con “Fear, Chains, Power” e “Wild Future” concludono il loro frizzante show dal gusto retrò anni ’80 a me tanto gradito.

Il programma è continuato con la band tosco/emiliana Ancillotti, qui presenti per una data esclusiva in attesa del tour a supporto del nuovo album di prossima uscita “The Chains Goes On”. Non avevo mai avuto il piacere di vederli dal vivo, anche se ne ho sentito spesso parlare con parole lusinghiere. La curiosità è tanta, alla voce c’è Daniele “Bud” Ancillotti, cantante negli Strana Officina. A completare la formazione troviamo suo fratello Sandro “Bid” Ancillotti (basso), il figlio Brian Ancillotti (batteria) e un professionista della chitarra come Luciano Toscani (già con i Wyvern).

Proprio quest’ultimo, a termine concerto, mi ha risposto che il mio era il miglior complimento che si potesse ricevere quando gli ho detto: “Datemi un valido motivo per cui devo continuare a sentire gruppi stranieri”. Ancillotti è un gruppo che spacca, micidiale, a volte le cose buone si trovano già in casa! L’assoluta padronanza della scena, la tecnica superlativa, il vigore e la carica dei loro pezzi, sono una miscela esplosiva che spazza via ogni etichetta: è solo energia rock allo stato puro. Già dall’opener dal titolo emblematico “Bang Your Head” la potenza del loro sound scatena l’entusiasmo del numeroso pubblico, headbanging ininterrotto e continuo, sotto i colpi della sfrenata ritmica della batteria di Brian e il poderoso basso del gigante Bid. Per non parlare poi di “Devil Inside” o di “Cyberland”, heavy rock massiccio e distruttivo.

La chitarra di Toscani è una mitragliatrice che spara proiettili di note a non finire, i suoi assoli rabbiosi e graffianti tagliano la coltre di fumo che di tanto in tanto invade il palco. “Living For The Night Time”, “Monkey”, “I Don’t Wanna Know”, una sequenza letale di autentico metal suonato con enfasi e veemenza. La voce possente di Bud risuona nella sala con forza, ricca di passione per questa musica che esalta e conquista. Non c’è un momento di tregua, Ancillotti è una macchina da guerra che non si ferma e “Legacy Of Rock”, ma soprattutto la finale “Warrior” sono la scintilla per accendere la fiamma che è dentro di noi e dare il via così al pogo generale in un turbine senza fine. Tanti gli applausi e i complimenti a loro tributati, anche da parte dei Grim Reaper, come si legge sul loro sito ufficiale e nella pagina facebook. L’impeto e il fervore che hanno messo si descrive con una sola parola: devastanti! Lo stage ora è pronto per l’ospite della serata: Grim Reaper. Il mitico Steve Grimmett fondatore ed unico membro originale del gruppo è pronto a raccontarci il percorso musicale di questa band di culto. Sale sul palco accompagnato da un’ovazione generale e si parte con la leggendaria “Rock You To Hell”, da subito è l’apoteosi, la partecipazione del pubblico è indescrivibile: cori, urla, braccia protese verso Steve, una bolgia infernale. “Night Of The Vampire”, “Lust For Freedom” e “Wrath Of The Ripper”, la sua voce è ancora in grado di interpretazioni incisive come agli esordi e fa piacere vedere che anche i fan più giovani conoscono queste canzoni pubblicate certamente quando loro nemmeno erano nati. Sul palco Steve si avvale della collaborazione, sin dagli anni ’90, del funambolico chitarrista Ian Nash, i suoi riff serrati lacerano l’aria come artigli, mentre dalla parte opposta il bassista Chaz Grimaldi, parte integrale della formazione dal 2008, si muove come un animale da palcoscenico.

Alle loro spalle il metronomo della band Mark Rumble alla batteria, una garanzia di precisione nell’economia del gruppo. La lunga scaletta ha dato spazio ad altre pietre miliari dei primi tre ed unici dischi dei Grim Reaper come ad esempio “Fear No Evil”, “Liar” o “Rock Me ‘Till I Die” e Grimmett, da consolidato showman, ha spesso coinvolto il proprio pubblico facendolo cantare insieme a lui, porgendo il microfono verso di loro. C’è spazio anche per dei nuovi brani che saranno presenti sul quarto album, intitolato “Terrorizer”, che vedrà la luce nel 2014 dopo ben 27 anni dalla pubblicazione del loro terzo disco, è il momento dell’inedita “From Hell”, heavy metal della vecchia scuola, le premesse del nuovo cd sono ottime. In ricordo ed in onore dello scomparso Ronnie James Dio, prima di lasciare lo stage, il gruppo ci regala una bella versione di “Don’t Talk To Stranger”, emozionante ed evocativa. Steve e la band salutano il pubblico, ma richiamati a gran voce da tutti, si ripresentano per il bis finale con “Final Scream” e l’immancabile “See You In Hell” che conclude in maniera superba il loro concerto.

Naturalmente la serata non poteva concludersi così e gran parte del pubblico è rimasto all’interno del locale per attendere Steve e compagni, che puntualmente dopo un po’ sono tornati per darci la possibilità di poter stringere loro la mano, raccogliere autografi e immortalarci con una leggenda come il Sig. Steve Grimmett. Ancora una volta Millenium Project ed Exenzia Rock Club colpiscono nel segno, e in collaborazione per questa occasione con Hellsing Productions, ci hanno regalato nuovamente l’opportunità di rivivere un altro pezzo di storia del metal.

(Rockberto Manenti)

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